Collocamento mirato e disoccupazione: cosa sapere

Ecco tutto quello che devi sapere in merito a collocamento mirato e disoccupazione. Chi può iscriversi anche se è occupato e a quali condizioni, e per chi invece vige l'obbligo di disoccupazione.
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31/03/2024

In questo approfondimento parliamo di collocamento mirato e disoccupazione (scopri le ultime notizie su categorie protetteLegge 104diritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Collocamento mirato e disoccupazione: cosa è previsto

In merito a collocamento e disoccupazione, alcune categorie possono iscriversi al collocamento mirato anche se occupati, mentre altre possono farlo solo se disoccupati. Vedremo tra poco quali sono queste categorie nel dettaglio.

Ricordiamo prima che collocamento mirato è un servizio rivolto a persone con disabilità o appartenenti ad altre categorie protette, come definite dalla Legge n. 68/99 e successive modifiche. Per usufruirne, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • avere almeno 16 anni e non essere ancora in età pensionabile;
  • essere disoccupati, a meno che non si rientri nelle eccezioni previste dalla legge;
  • essere immediatamente disponibili per il lavoro.

La Legge 68/99 specifica chi può accedere al collocamento mirato, tra cui invalidi civili, invalidi del lavoro, persone non vedenti o non udenti, invalidi di guerra e altre categorie di persone con disabilità.

La legge tratta anche categorie di non vedenti speciali: centralinisti telefonici non vedenti e terapisti della riabilitazione non vedenti.

Le disposizioni della legge si estendono anche ad altre categorie protette, come orfani o coniugi di persone decedute sul lavoro, vittime del terrorismo o della criminalità organizzata, testimoni di giustizia e altri soggetti.

Il servizio è aperto anche ai cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia che rientrano in una delle categorie protette precedentemente elencate.

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Chi può iscriversi al collocamento mirato anche se occupato

Nello specifico possono iscriversi al collocamento mirato anche se occupati: 

  • orfani o, in alternativa, il coniuge superstite di deceduti causa lavoro. I decessi devono aver dato luogo ad una rendita INAIL (l’alternatività è da considerarsi con esclusivo riferimento alla condizione di occupato, nel senso che se il coniuge superstite e l’orfano sono entrambi occupati scatta l’alternatività, mentre se uno dei due è disoccupato possono iscriversi entrambi);
  • vittime del terrorismo, della criminalità organizzata, del dovere;
  • coniugi e figli superstiti delle vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere in alternativa all’avente diritto a titolo principale;
  • fratelli e sorelle qualora unici superstiti di vittime del dovere e del terrorismo e criminalità organizzata solo se conviventi e a carico;
  • medici, operatori sanitari, infermieri, farmacisti, operatori sanitari e socio-sanitari, lavoratori delle strutture sanitarie e socio-sanitarie impegnati nelle azioni di contenimento e  gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che durante lo  stato  di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il  31  gennaio 2020 abbiano  contratto,  in  conseguenza   dell’attività di   servizio prestata,  una  patologia alla  quale sia conseguita la   morte  o un’invalidità permanente per effetto, diretto o come concausa, del contagio da COVID-19 e loro coniugi e figli superstiti,  fratelli e sorelle qualora unici superstiti solo se conviventi e a carico, in alternativa all’avente diritto a titolo principale.

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Chi può iscriversi al collocamento mirato solo se disoccupato

Possono invece iscriversi al Collocamento mirato solo se disoccupati: 

  • orfani e vedovi del servizio;
  • orfani e vedovi di guerra;
  • orfani e vedovi equiparati con genitore o coniuge riconosciuto grande invalido per motivi di lavoro, di servizio o di guerra beneficiari di pensione privilegiata di 1° categoria. I figli ed il coniuge delle persone riconosciute grandi invalide per causa di guerra, di servizio e di lavoro possono iscriversi solo se, al momento della morte del genitore oppure al momento in cui lo stesso è stato riconosciuto permanentemente inabile a qualsiasi attività lavorativa, erano minorenni o di età inferiore a 26 anni se studenti universitari a carico;
  • orfani per crimini domestici (art. 6 della L. 4/18)
  • profughi italiani rimpatriati;
  • altre categorie protette ai sensi di specifiche norme di legge.

Possono accedere al Collocamento mirato anche i cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia che rientrino in una delle precedenti categorie.

Riconoscimento dei benefici del collocamento mirato: ecco quali sono, a chi spettano e come iscriversi alle liste dei Centri per l’Impiego.

Nuove regole per il collocamento mirato e disoccupazione

Eliminazione dell’istituto della “conservazione”

Il Decreto Legislativo n. 150/2015, emanato per attuare la Legge n. 183/2014 (Jobs Act) dal 24 settembre 2015, ha apportato cambiamenti significativi alle norme sullo “stato di disoccupazione”.

Le nuove regole hanno eliminato l’istituto della “conservazione”, che prima permetteva di ottenere o mantenere lo stato di disoccupazione per coloro che avevano un reddito lordo annuo inferiore a 8.000 euro per lavoro dipendente o a 4.800 euro per lavoro autonomo o occasionale.

Secondo le nuove disposizioni, coloro che rientrano in queste condizioni sono considerati occupati e non possono dichiararsi immediatamente disponibili per il lavoro, né iscriversi alle liste di collocamento.

Per le persone con contratti di lavoro a termine fino a sei mesi, lo stato di disoccupazione sarà sospeso per la durata del contratto, come avveniva in passato.

Tuttavia, questa modifica non si applica alle persone con disabilità già iscritte alle liste di collocamento mirato, per le quali l’istituto della conservazione continua ad essere valido.

Secondo la Circolare n. 34/2015 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, poiché lo stato di disoccupazione è un requisito per l’iscrizione nelle liste per il collocamento mirato, si applica l’articolo 19, comma 1, del Decreto n. 150/2015.

Di conseguenza, le persone con disabilità prive di lavoro possono iscriversi nelle liste del collocamento mirato, indicando la propria disponibilità al lavoro e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro, presso il loro comune di residenza o altrove nel territorio italiano.

collocamento mirato e disoccupazione
Collocamento mirato e disoccupazione. Nella foto: giovani in cerca di lavoro.

Collocamento mirato e disoccupazione Naspi

La Circolare n. 34/2015 stabilisce anche che per i disabili già iscritti nelle liste del collocamento mirato, si applicano le disposizioni degli articoli 9 e 10 del Decreto Legislativo n. 22/2015, che definiscono i requisiti per ottenere la NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego).

Questo perché entrambi i benefici hanno lo stesso obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo delle persone disoccupate senza disincentivarle dalla ricerca attiva di lavoro.

Compatibilità con lavoro subordinato e lavoro autonomo

Inoltre, la permanenza nelle liste del collocamento mirato è compatibile con il lavoro subordinato e con l’attività lavorativa autonoma, secondo le seguenti condizioni:

  • se l’iscritto trova un lavoro subordinato con un reddito annuo superiore a 8.000 euro, decade dall’iscrizione, a meno che il contratto non superi i sei mesi, in tal caso l’iscrizione è solo sospesa per quel periodo;
  • se l’iscritto trova un lavoro subordinato con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro, può mantenere l’iscrizione;
  • se l’iscritto intraprende un’attività lavorativa autonoma con un reddito annuo inferiore a 4.800 euro, può mantenere l’iscrizione.

Quando si viene sospesi dal collocamento mirato e per quale motivo e come funziona il reintegro. Quali sono invece i casi in cui scatta la cancellazione e quali sono le altre regole.

Importante il requisito della disoccupazione anche per il Tribunale di Benevento

Il Tribunale di Benevento ha emesso una sentenza il 19 aprile 2018 riguardante la Legge 68/1999.

Questa legge ha portato a un cambiamento significativo nella tutela degli invalidi, passando da un approccio solidaristico a uno che valorizza le capacità professionali dei disabili pur garantendo la funzionalità economica delle imprese.

Il caso trattato riguardava un lavoratore iscritto nell’elenco provinciale degli invalidi civili che si era classificato primo in un concorso pubblico riservato ai disabili secondo la Legge 68/1999.

Tuttavia, l’azienda lo ha escluso dalla selezione perché non era disoccupato al momento dell’annuncio del concorso.

Il giudice doveva decidere sulla legittimità dell’esclusione del lavoratore dalla graduatoria del concorso.

Il tribunale ha respinto il ricorso, stabilendo che secondo la nuova normativa del 19 agosto 2014, i disabili devono essere iscritti negli elenchi dei disoccupati sia al momento del concorso sia al momento della stipula del contratto di lavoro per poter usufruire delle quote di riserva.

FAQ sul collocamento mirato e disoccupazione

È possibile rinunciare al collocamento mirato?

Sì, è possibile fare rinuncia al collocamento mirato. Il collocamento mirato, infatti, non è un obbligo ma un’opportunità per il lavoratore disabile. Non essendo un obbligo, hai la possibilità di iscriverti e di cancellarti dal collocamento mirato in qualsiasi momento, senza alcun tipo di problema ma rinunciando, ovviamente, a tutti i diritti ad esso collegati.

Quali agevolazioni spettano per l’assunzione di disabili?

datori di lavoro che assumono lavoratori disabili possono beneficiare di uno sgravio contributivo di 36 mesi e in misura variabile in base alla percentuale di riduzione della capacità lavorativa del lavoratore impiegato.

Si può licenziare un lavoratore disabile?

Il rapporto di lavoro può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro, la commissione medica accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all’interno dell’azienda.

Quali tutele e agevolazioni sono previste per le categorie protette nei concorsi pubblici?

Le persone con disabilità hanno diritto a partecipare a tutti i concorsi pubblici, con modalità speciali di svolgimento delle prove per garantire la parità di condizioni con gli altri candidati. Per esempio, possono utilizzare ausili necessari e avere tempi supplementari per sostenere le prove in relazione al proprio handicap. Inoltre, le persone con un’invalidità pari o superiore all’80% sono esentate dal sostenere la prova preselettiva nei concorsi pubblici.

Quali documenti sono necessari per la partecipazione ai concorsi come categoria protetta?

documenti richiesti possono variare, ma di solito dovrai fornire la documentazione che attesti la tua appartenenza a una categoria protetta.

Potresti quindi dover:

  • inoltrare la certificazione rilasciata dalle autorità che attesti la tipologia e il grado di invalidità;
  • allegare la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità come carta di identità o patente di guida;
  • preparare una nota con cui specifichi l’ausilio che, in relazione all’handicap, dovrai usare per svolgere le prove d’esame;

– indicare di rispettare tutti i requisiti richiesti come:

  • avere un’età di almeno 18 anni;
  • avere la cittadinanza italiana o europea;
  • possedere un titolo di studio idoneo allo svolgimento della prova d’esame;
  • non aver riportato nessuna condanna penale o non avere procedimenti penali in corso;
  • avere il pieno godimento dei diritti civili e politici;
  • essere in posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva;
  • non essere stato destituito, dispensato o licenziato da una Pubblica Amministrazione per insufficiente rendimento

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