Collocamento mirato, che fare se cambi regione?

Vediamo in questo articolo cosa deve fare il cittadino iscritto al collocamento mirato se decide di spostare la sua residenza in un’altra regione.

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Cos’è il collocamento mirato?

Il legislatore gli ha dato questo nome nel 1999, quando la legge 68 ha mandato in soffitta il vecchio collocamento “obbligatorio” sostituendolo con un sistema – definito appunto mirato – che incrocia capacità residue, aspirazioni della persona con disabilità e reali esigenze delle imprese.

 Non è più una quota da riempire: i Centri per l’impiego, con l’aiuto di comitati tecnici e di un regolamento di dettaglio varato con il D.P.R. 333/2000, costruiscono percorsi individuali e convenzioni ad hoc, così da inserire i lavoratori nelle mansioni più coerenti e sostenibili.

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Chi ha diritto al collocamento mirato?

Rientrano tutte le persone in età attiva che abbiano ottenuto un verbale di invalidità civile almeno del 46 per cento, i ciechi assoluti o parziali, i sordi, gli invalidi del lavoro con percentuale superiore al 33 per cento e, in via più ampia, i beneficiari dell’articolo 18 – orfani, vedove e vittime del dovere. 

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Il Jobs Act, con il decreto legislativo 151/2015, ha semplificato il sistema di calcolo delle quote aziendali e introdotto l’obbligo anche per i datori con 15 dipendenti al primo assunto utile, mentre la riforma disabilità contenuta nel decreto 62/2024 ha raccordato la definizione di disabilità e la futura valutazione unica INPS, senza toccare però la platea dei beneficiari del collocamento mirato.

Come iscriversi al collocamento mirato?

L’iscrizione si fa presso il Centro per l’impiego del territorio in cui si è domiciliati. Da quando, nel 2022, il Ministero del Lavoro ha pubblicato le Linee guida con il decreto ministeriale 43, la procedura è diventata omogenea: domanda online o allo sportello, dichiarazione di immediata disponibilità, verbale sanitario e, dove occorre, diagnosi funzionale rilasciata dall’ASL o dall’INAIL. 

Gli uffici trasmettono poi la scheda al comitato tecnico previsto dall’articolo 8 della legge 68, che definisce il profilo professionale e le eventuali compatibilità prima di iscrivere definitivamente l’interessato nelle liste provinciali. 

In molte regioni è già attiva la gestione telematica del fascicolo: il portale Piemonte Lavoro, per esempio, permette di caricare la documentazione e seguire lo stato della pratica in tempo reale.

Collocamento mirato, che fare se cambio regione?

Il fascicolo viaggia con la persona, ma l’iscrizione resta legata al Centro per l’impiego che la rilascia. 

Trasferirsi in un’altra regione significa quindi avviare una nuova pratica: ci si presenta allo sportello del CPI competente per il nuovo domicilio, si compila la richiesta di iscrizione e, nello stesso modulo, si chiede contestualmente la cancellazione dall’elenco precedente. 

Sarà il nuovo ufficio a recuperare telematicamente la scheda e gli atti sanitari dalla provincia di provenienza, così da non dover rifare le visite, salvo che il comitato tecnico locale ritenga necessaria un’aggiornamento. 

È una procedura gratuita, non comporta perdita di anzianità né penalizza la posizione in graduatoria, perché le Linee guida ministeriali e le prassi regionali – come ricorda la scheda della Provincia di Cremona aggiornata al 2022 – impongono il mantenimento dei punteggi maturati. 

L’unica attenzione pratica riguarda le tempistiche: il trasferimento diventa effettivo quando il nuovo Centro registra l’accettazione dei documenti, perciò conviene avviare la domanda non appena si stabilisce la residenza, così da non avere periodi d’interruzione nell’accesso alle offerte di lavoro o agli incentivi collegati.

E quindiI, il collocamento mirato continua a funzionare come una rete pubblica a maglie regionali, ma con regole nazionali sempre più uniformi: dalla legge 68/1999 al decreto ministeriale 43/2022, passando per il Jobs Act e per la riforma disabilità del 2024, l’obiettivo resta quello di mettere la persona con disabilità davanti a un lavoro vero e adatto, senza che un cambio di regione diventi un ostacolo burocratico sulla sua strada.

collocamento mirato
Nell’immagine un uomo chiede al collocamento mirato cosa deve fare se cambia regione di residenza.

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