Chi sono i lavoratori fragili?

Chi sono i lavoratori fragili? Domanda che torna d’attualità dopo che il ministro per la Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, ha dichiarato di voler reintrodurre lo smart working per i dipendenti che sono in determinate condizioni di salute e i genitori di figli under 14. Vediamo nel dettaglio.
 - 
11/06/2024

Chi sono i lavoratori fragili e a cosa hanno diritto. La questione torna d’attualità dopo che il ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, ha reso nota l’intenzione di reintrodurre la possibilità di smart working semplificato per i dipendenti che hanno determinate condizioni di salute e per i genitori di figli con meno di 14 anni. (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Chi sono i lavoratori fragili?

Norme attuali sulla fragilità dei lavoratori

DPCM 8 marzo 2020: identificazione dei lavoratori fragili

Il DPCM del 8 marzo 2020, articolo 3, comma 1, lettera b, definisce i lavoratori fragili come persone affette da patologie croniche o condizioni di immunodepressione, sia congenite che acquisite.

Decreto Legge 18 marzo 2020: ulteriori definizioni

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, articolo 26, amplia ulteriormente la definizione, includendo come lavoratori fragili anche coloro che sono riconosciuti disabili con una connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge del 5 febbraio 1992 n. 104. Si aggiungono anche i lavoratori in grado di presentare una certificazione medica che attesta condizioni di rischio dovute ad immunodepressione, patologie oncologiche o esito di terapie salvavita.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Con quali malattie c’è il rischio di fragilità?

Elenco delle patologie riconosciute per la fragilità

Si è classificati come lavoratori fragili, secondo la normativa degli ultimi anni, in presenza di specifiche condizioni mediche. Sono state individuate congiuntamente da SIML, ANMA e CIIP, organi che rappresentano il mondo della medicina del lavoro. Le malattie che possono determinare una condizione di fragilità comprendono:

  • Immunodepressione e/o immunodeficienza, sia congenita che acquisita, e patologie che necessitano di terapie immunosoppressive;
  • Patologie oncologiche attive negli ultimi 5 anni;
  • Patologie del sistema cardiocircolatorio, come ischemie, coronaropatie gravi non compensate, insufficienza cardiaca, aritmie significative, o portatori di dispositivi come pacemaker e defibrillatori;
  • Patologie broncopolmonari croniche, come BPCO, asma grave, cuore polmonare cronico, enfisema, fibrosi e altre condizioni simili;
  • Diabete mellito insulinodipendente, in particolare se non compensato;
  • Insufficienza renale cronica;
  • Insufficienza surrenale cronica;
  • Malattie degli organi emopoietici e gravi anemie, come aplasie midollari;
  • Malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;
  • Reumoartropatie sistemiche, come artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico (LES);
  • Epatopatia cronica grave, come la cirrosi epatica.

Come si gestisce un lavoratore fragile

Modalità di gestione in base alla situazione

La gestione dei lavoratori fragili si è articolata fino al primo aprile in modi diversi e in base alle circostanze. Ovvio che il ritorno a un regime di smart working semplificato non sarà soggetto alle valutazioni da periodo di “emergenza”, come è accaduto durante il covid. Ma è molto probabile che per l’individuazione delle persone che hanno diritto a rientrare nella categoria dei fragili si potrebbe procedere a valutazioni analoghe.

Comunque, durante la pandemia, lo ricordiamo per maggiore chiarezza, la gestione dei lavoratori fragili è stata gestita in questi modi:

  1. Quarantena e sorveglianza attiva: se il lavoratore è stato posto in quarantena con sorveglianza attiva o si trova in permanenza domiciliare fiduciaria, la sua assenza dal lavoro è trattata come un periodo di malattia.
  2. Certificazione di disabilità: se il lavoratore può dimostrare la propria condizione di disabilità tramite una certificazione medico-legale, che attesta condizioni di rischio legate a immunodepressione, patologie oncologiche, o l’esecuzione di terapie salvavita, l’assenza dal lavoro viene considerata come un ricovero ospedaliero.
  3. Esposizione al rischio di infezione da SARS-CoV-2: i lavoratori appartenenti al settore sanitario sia pubblico che privato, o quelli indicati nelle normative specifiche del Ministero della Salute, che sono esposti a rischio di infezione, devono seguire le direttive dell’articolo 41 del Testo Unico, che stabilisce misure speciali per la loro tutela.

Ruolo del medico competente

Il medico competente avrà il compito di collaborare con il lavoratore e il datore di lavoro per identificare la migliore soluzione possibile al fine di ridurre il rischio di contagio, in linea con quanto previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera b) del DPCM del 08/03/2020.

È responsabilità del medico competente esaminare la documentazione sanitaria e gestire le segnalazioni dei lavoratori, eliminando quelle che non sono pertinenti. I lavoratori non vengono indirizzati direttamente al medico curante, ma sono visitati dal medico competente sul posto di lavoro, per valutare le condizioni di lavoro e le esigenze sanitarie.

Decisioni finali

Spetta al datore di lavoro, in ultima analisi, prendere decisioni relative alla tutela dei suoi dipendenti, basandosi sulle indicazioni del medico competente.

Cosa fa il medico competente nella gestione del lavoratore fragile?

Il ruolo del medico competente nella gestione dei lavoratori fragili è centrale per assicurare un ambiente di lavoro sicuro e adeguato alle condizioni di salute del dipendente. Dovrà verificare attentamente la documentazione sanitaria per assicurarsi della validità delle condizioni segnalate dai lavoratori.

Valutazione diretta sul luogo di lavoro

I lavoratori ritenuti fragili non vengono indirizzati automaticamente al proprio medico curante, che potrebbe non essere a conoscenza delle specificità della loro mansione o dell’ambiente lavorativo. Invece, sono valutati dal medico competente direttamente sul posto di lavoro. In questo modo si avrà una valutazione più accurata delle interazioni tra la condizione di salute del lavoratore e le sue responsabilità lavorative.

La responsabilità delle decisioni

Sebbene il medico competente abbia un ruolo importante nella segnalazione e raccomandazione delle misure protettive, la decisione finale, come accennato, spetta al datore di lavoro. È lui che deve prendere le decisioni operative sulla gestione dei lavoratori fragili, basandosi sulle informazioni e consigli forniti dal medico competente.

Si garantisce così che tutte le parti coinvolte — dal lavoratore al datore di lavoro, passando per il professionista sanitario — collaborino per trovare la migliore soluzione possibile che salvaguardi la salute senza compromettere la produttività.

Chi sono i lavoratori fragili?
Nell’immagine due lavoratori fragili impegnati in un ufficio.

FAQ (domande e risposte)

Chi sono i lavoratori fragili?

I lavoratori fragili sono individui particolarmente vulnerabili a rischi per la salute a causa di specifiche condizioni mediche. Secondo la normativa italiana, rientrano in questa categoria le persone anziane o quelle affette da patologie croniche, immunodepressione congenita o acquisita, come specificato dall’articolo 3, comma 1, lettera b) del DPCM del 08/03/2020. Inoltre, l’articolo 26 del D.L. n. 18 del 17/03/2020 estende questa definizione a coloro che hanno una disabilità riconosciuta con un certo grado di gravità o che presentano condizioni di salute che implicano un rischio elevato se esposti a specifici ambienti lavorativi.

Quali malattie rendono un lavoratore fragile?

Le malattie che possono rendere un lavoratore classificabile come fragile includono, ma non si limitano a, condizioni di immunodepressione, patologie oncologiche attive, gravi disturbi cardiocircolatori, malattie broncopolmonari croniche, diabete mellito insulinodipendente non compensato, insufficienza renale cronica, insufficienza surrenale cronica, severe anemie e malattie emopoietiche, malattie infiammatorie croniche e reumoartropatie sistemiche. Queste condizioni sono ritenute tali per il loro impatto diretto sulla capacità del lavoratore di svolgere le normali funzioni lavorative senza rischi significativi per la salute.

Cosa qualifica un lavoratore per la fragilità?

Un lavoratore è qualificato come fragile se presenta condizioni mediche che limitano significativamente la sua capacità di lavorare in sicurezza, specialmente in ambienti che potrebbero esacerbare la sua condizione. La qualifica di fragilità può derivare dalla certificazione di una disabilità grave o dal riconoscimento medico di una delle condizioni di salute sopra menzionate. La certificazione può essere fornita da organi medico legali che attestano la gravità della condizione e il relativo rischio in ambiente lavorativo.

Come si gestisce un lavoratore fragile in smart working?

La gestione di un lavoratore fragile in modalità smart working richiede un’attenta valutazione delle specifiche esigenze del dipendente e della sua capacità di svolgere il lavoro a distanza. Il lavoro remoto può essere una soluzione ideale per garantire la continuità lavorativa riducendo al contempo l’esposizione a rischi. Per i lavoratori i cui ruoli sono difficilmente sostituibili, il smart working offre un’opzione per mantenere la loro contribuzione senza compromettere la loro salute. Le aziende possono necessitare di adattare le mansioni o fornire supporti tecnologici adeguati per facilitare questa transizione.

Qual è il ruolo del medico competente nei casi di fragilità?

Il medico competente ha il compito di valutare le condizioni di salute dei lavoratori fragili, verificando la documentazione sanitaria e determinando l’adeguatezza delle misure di protezione o di adattamento del lavoro. Il medico competente collabora con il datore di lavoro e il lavoratore stesso per definire il miglior approccio alla gestione del rischio, assicurando che le condizioni di lavoro non aggravino la situazione sanitaria del dipendente. La sua responsabilità include anche la raccomandazione di eventuali modifiche del posto di lavoro o di adattamenti necessari.

Quali sono i diritti dei lavoratori fragili per smart working?

I diritti dei lavoratori fragili per lo smart working sono riconosciuti per garantire la loro sicurezza e salute. La normativa attuale prevede che, in circostanze eccezionali come una pandemia, i lavoratori fragili possano essere prioritari per l’assegnazione del lavoro a distanza per ridurre il rischio di esposizione a condizioni nocive. Questi diritti sono volti a supportare i lavoratori fragili nel mantenere la loro occupazione in modo sicuro, consentendo loro di lavorare da casa o in ambienti protetti, a seconda delle loro specifiche esigenze di salute.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul lavoro tutelato:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.

1