Vediamo in questo articolo chi e quando ha diritto all’esenzione ticket. A chi spetta, i codici, le procedura, cosa deve fare il cittadino. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Indice
Cos’è l’esenzione ticket?
Nel nostro Servizio sanitario il ticket è la quota di partecipazione alla spesa che lo Stato chiede ai cittadini per visite, esami, pronto soccorso non urgenti e, in alcune Regioni, per i farmaci.
È nato con la finanziaria del 1993 e ha trovato l’attuale cornice tecnica nel decreto legislativo 124/1998, che elenca le prestazioni soggette o esenti e affida ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) l’aggiornamento dei servizi garantiti senza costi ulteriori.
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Quando si rientra tra i casi previsti di “esenzione ticket” la prestazione resta a carico del Fondo sanitario nazionale.
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Chi e quando ha diritto all’esenzione ticket?
L’esenzione spetta quando la condizione personale, sanitaria o economica è compresa tra quelle indicate dal legislatore nei LEA (D.P.C.M. 12 gennaio 2017 e successive integrazioni) e nei decreti ministeriali che individuano le singole categorie.
Il Ministero della Salute ricorda che le esenzioni possono riguardare tutto (esami, visite, farmaci) o soltanto alcune prestazioni e sono valide dal momento in cui vengono registrate sul Sistema Tessera Sanitaria.
Per reddito e fascia d’età gli attestati E01‑E04 continuano ad essere i più diffusi: sotto i sei anni o sopra i sessantacinque, disoccupati, titolari di assegno sociale o di pensione al minimo con i limiti di reddito fissati dal decreto 124/1998 (8.263 euro, elevati a 11.362 con coniuge e di altri 516 euro per ogni figlio).
Dal 1° aprile 2025 questi attestati si rinnovano in automatico se i dati dell’INPS confermano i requisiti, come chiarito dalle circolari regionali e dalle note delle ASL.
Chi soffre di una delle 56 classi di malattie croniche e invalidanti elencate dal decreto ministeriale 329/1999 (modificato dal d.m. 296/2001 e confluito nei LEA) è esente per tutte le prestazioni utili al monitoraggio e alla terapia di quella patologia; i codici di esenzione sono rilasciati dopo certificazione dello specialista o del centro di riferimento. Il Ministero aggiorna periodicamente l’elenco sul proprio portale.
Analogo principio vale per le oltre 400 malattie rare individuate dal d.m. 279/2001: il centro di riferimento rilascia il certificato, l’ASL attribuisce il codice esente e da quel momento ogni controllo, farmaco o ausilio connesso alla malattia non comporta ticket.
L’esenzione spetta pure agli invalidi civili, di guerra o per servizio con percentuale pari o superiore ai limiti fissati dalla legge 118/1971; qui il diritto decorre dalla data del verbale INPS e copre sia visite‑esami sia farmaci, secondo la gravità indicata.
Per la gravidanza fisiologica il d.m. 10 settembre 1998 – recepito nei LEA – stabilisce il calendario di visite, ecografie e analisi completamente gratuite. La prescrizione del ginecologo riporta il codice “M” e scatta l’esenzione. Lo stesso avviene per i programmi di screening (Pap‑test/HPV, mammografia, colon‑rettale) che il D.P.C.M. 2017 riconosce senza alcun ticket, sulla base di un invito della ASL.
Infine, alcune categorie speciali – vittime del terrorismo, trapiantati, pazienti in lista d’attesa per trapianto, persone con HIV, soggetti in trattamento per dipendenze – accedono all’esenzione totale o parziale in forza di norme settoriali inserite nei LEA o in leggi ad hoc. Il diritto matura al momento della diagnosi o del riconoscimento della condizione.
Come si chiede l’esenzione ticket?
Per le esenzioni legate al reddito non serve più recarsi allo sportello se l’INPS ha già trasmesso i dati: dal 2025 le Regioni importano ogni anno le liste degli aventi diritto e rinnovano automaticamente il codice sulla Tessera Sanitaria.
Chi non risulta nell’elenco può comunque autocertificare la condizione online (SPID, CIE o CNS) oppure presso l’ufficio scelta e revoca della propria ASL, firmando il modulo previsto dal decreto 124/1998.
Per patologie croniche o rare occorre invece presentare alla ASL il certificato dello specialista o del centro di riferimento.
La circolare applicativa del 21 febbraio 2002 ha chiarito che l’esenzione copre soltanto le prestazioni clinicamente appropriate e indicate nel piano di cura, che il medico riporta in ricetta con il relativo codice.
Le esenzioni per gravidanza e screening sono attivate direttamente dal medico curante o dalla struttura sanitaria che invita allo screening: sulla ricetta (o sull’impegnativa digitale) compare il codice che azzera il ticket, senza ulteriori adempimenti per la gestante o per il cittadino chiamato al controllo.
Un’ultima novità: dal primo gennaio 2025 sono entrate in vigore le nuove tariffe nazionali di visite ed esami (decreto Salute 25 novembre 2024); chi ha un’esenzione continua a non pagare, mentre per tutti gli altri il ticket riflette il nuovo tariffario, uniforme fra le Regioni.
E quindi, l’esenzione ticket non è un “privilegio”, ma uno strumento di equità: cancella la barriera economica quando la salute, la fragilità o le condizioni di vita lo rendono necessario, e lo fa seguendo regole chiare, ancorate a leggi, decreti e circolari che dal 1993 a oggi – fino agli ultimi adeguamenti del 2025 – disegnano il perimetro di un diritto che si esercita con una semplice sigla sul retro della Tessera Sanitaria.

