Categorie protette vittime del dovere

Scopri cosa sapere a riguardo delle categorie protette e vittime del dovere: questa situazione permette di ottenere i benefici riconosciuti dalla normativa?
 - 
05/12/2023

Categorie protette e vittime del dovere: nel dettaglio, scopriamo se questa situazione rientra tra quelle riconosciute per ottenere i benefici (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Le vittime del dovere rientrano nelle categorie protette?

La Legge 68/99 fornisce protezione a diverse categorie di persone, considerate come categorie protette, tra cui:

  • Orfani e coniugi superstiti di coloro che sono deceduti a causa di lavoro, guerra, servizio o a causa dell’aggravamento di invalidità dovute a tali motivi;
  • Coniugi e figli di individui riconosciuti come grandi invalidi a causa di guerra, servizio, o lavoro. Questa tutela è estesa a loro in sostituzione dell’individuo originariamente avente diritto;
  • Italiani rimpatriati che hanno il riconoscimento di profughi, come previsto dalla legge 763/81;
  • Vittime di terrorismo e criminalità organizzata, coperte dalla legge 407/98 e successive modifiche, indipendentemente dal loro stato di occupazione;
  • Familiari delle vittime di terrorismo e criminalità organizzata, tutelati in sostituzione dell’individuo avente diritto principale, secondo quanto previsto dalla legge 407/98 e modifiche successive, anche se non disoccupati;
  • Vittime del dovere, protette anche se non in stato di disoccupazione, come definito dalle leggi n. 466/80, n. 266/2005, e dal D.P.R. n. 243/2006;
  • Familiari delle vittime del dovere, ricevendo protezione in sostituzione dell’avente diritto principale, in base alle stesse leggi che tutelano le vittime del dovere, anche se non disoccupati;
  • Orfani a causa di crimini domestici, come indicato nell’articolo 6 della legge n. 4/2018.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Chi sono le vittime del dovere?

Le vittime del dovere, un termine che si riferisce a un ampio spettro di lavoratori, includono i dipendenti pubblici, i membri delle Forze Armate e coloro che fanno parte del settore della Sicurezza. Questa categoria comprende coloro che hanno subito lesioni permanenti o la cui morte è stata causata durante o a seguito di missioni di varia natura.

Tra le attività che rientrano in questo ambito ci sono:

  • La lotta contro ogni forma di criminalità;
  • L’adempimento di doveri legati all’ordine pubblico;
  • La sorveglianza di strutture sia civili che militari;
  • Le operazioni di soccorso;
  • Le attività finalizzate a proteggere la sicurezza pubblica;
  • Eventi accaduti durante missioni internazionali, che possono non essere necessariamente associate a situazioni ostili.

Tra i diversi fattori di rischio ai quali queste persone possono essere esposte durante l’espletamento dei loro doveri ci sono sostanze e condizioni pericolose come il radon, l’uranio impoverito, l’esposizione a certi vaccini, e l’amianto (noto anche come asbesto).

Questi rischi possono contribuire allo sviluppo di condizioni di salute gravi o addirittura mortali, rendendo tali individui eleggibili per essere riconosciuti come vittime del dovere.

Quali sono i benefici per le categorie protette?

Essere inseriti nelle categorie protette offre diversi benefici ai lavoratori, inclusi nell’ambito della cosiddetta “quota di riserva”. Questa quota rappresenta la percentuale minima di impiegati appartenenti alle categorie protette che i datori di lavoro, sia nel settore pubblico che privato, devono assumere come stabilito dalla legge.

Oltre a questa disposizione sulla quota di riserva, il legislatore ha introdotto varie misure di facilitazione nel mondo del lavoro per queste categorie. Ecco alcune di queste agevolazioni:

  • Permessi lavorativi retribuiti: I lavoratori appartenenti a queste categorie hanno diritto a permessi giornalieri di una o due ore, oppure a tre giorni al mese, con retribuzione.
  • Anticipazione della pensione: I lavoratori sordomuti o con un grado di invalidità superiore al 74% possono ottenere due mesi di contributi figurativi per ogni anno di servizio, fino a un massimo di cinque anni, sia che lavorino per enti pubblici che per aziende private o cooperative.
  • Preferenza nella scelta della sede lavorativa: Qualora il datore di lavoro abbia diverse sedi, i lavoratori delle categorie protette hanno la possibilità di scegliere la sede più vicina alla loro residenza.
  • Diritto di opporsi al trasferimento: I lavoratori appartenenti a queste categorie non possono essere trasferiti in un’altra sede lavorativa senza il loro esplicito consenso, indipendentemente dalle necessità aziendali.
Categorie protette e vittime del dovere
Categorie protette e vittime del dovere: in foto una ragazza aiuta una persona disabile in carrozzina a entrare in ascensore.

FAQ su categorie protette e vittime del dovere

Quando si viene cancellati dalle liste dei centri per l’impiego?

La cancellazione è un’azione amministrativa che comporta la rimozione di una persona dalle liste del collocamento obbligatorio, con la conseguenza che il candidato non potrà più usufruire dei servizi forniti in questo contesto.

Le circostanze in cui si può verificare la cancellazione includono:

  • Se ti trasferisci in un’altra Provincia e vieni inserito in una lista di collocamento obbligatorio locale.
  • Se, per due volte consecutive e senza una valida giustificazione, declini le convocazioni ricevute o rifiuti offerte di lavoro che sono adatte alle tue competenze professionali.
  • Quando raggiungi l’età massima prevista per il collocamento obbligatorio.
  • Nel caso in cui la percentuale della tua invalidità si riduca al di sotto del 46%.

Quanti punti di invalidità servono per entrare nelle categorie protette?

Per potersi iscrivere nelle categorie protette, è essenziale, oltre ad avere un grado di invalidità riconosciuto pari o superiore al 46%, avere almeno quindici anni di età e non aver ancora raggiunto l’età per la pensione, oltre a trovarsi in una condizione di disoccupazione.

Cosa succede se non si fa il DID?

Se non si presenta la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro, ci sono alcune conseguenze significative. La DID è fondamentale per le persone che sono senza lavoro: chi non la compila non viene ufficialmente riconosciuto come disoccupato e, di conseguenza, non è eleggibile per beneficiare delle misure di sostegno al reddito stabilite dalla Legge.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul lavoro tutelato:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.