Categorie protette invalidi: quando vengono inclusi i figli?

In questo approfondimento vediamo quando i figli delle persone invalide possono richiedere l’iscrizione alle categorie protette e cosa spetta loro.
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11/06/2024

L’iscrizione alle categorie protette è permessa a diverse categorie di soggetti. Tra queste, ci sono anche i figli dei lavoratori invalidi, ma non di tutti. Vediamo nel dettaglio chi appartiene a questa categoria, come richiedere l’iscrizione nelle liste speciali per il collocamento mirato e cosa spetta (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Iscrizione alle categorie protette: quando vengono inclusi i figli?

La Legge 68/99 permette l’iscrizione alle categorie protette anche ai figli di persone riconosciute come grandi invalidi a causa di infortuni sul lavoro.

Per “grandi Invalidi del lavoro” si intendono quei lavoratori che hanno una disabilità compresa tra l’80% e il 100% a causa di incidenti sul lavoro o malattie professionali.

I figli e gli orfani di grandi invalidi del lavoro possono iscriversi agli elenchi del collocamento mirato se al momento del decesso del genitore o della dichiarazione di inabilità permanente dello stesso avevano:

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  • meno di 18 anni;
  • meno di 21 anni, se erano studenti di scuola superiore;
  • meno di 26 anni, se erano studenti universitari a carico del genitore.

Inoltre, i figli delle persone riconosciute come grandi invalidi del lavoro hanno il diritto di precedenza nei concorsi pubblici.

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Per l’iscrizione alle categorie protette bisogna essere disoccupati

Per richiedere l’iscrizione alle categorie protette non basta essere figli o orfani di grandi invalidi, ma è necessario anche avere almeno 16 anni ed essere disoccupati.

Puoi comunque mantenere lo stato di disoccupazione se:

  • hai un reddito inferiore a 8mila euro lordi annui con lavoro subordinato o parasubordinato;
  • hai un reddito inferiore a 4.800 euro lordi annui, con lavoro autonomo (anche se occasionale);
  • svolgi lavoro nell’ambito di particolari progetti, a prescindere dai limiti del reddito;
  • sei occupato, ma con rapporto subordinato della durata massima di 6 mesi.

Nel caso in cui non svolgi alcun lavoro dipendente, ti verrà richiesto di presentarti presso il Centro per l’impiego più vicino almeno una volta l’anno, al fine di confermare nuovamente la disponibilità immediata al lavoro (conferma Did).

Nel caso in cui nell’arco dei 12 mesi non confermi questa condizione, verrai cancellato dall’elenco della Legge 68, perdendo lo stato di disoccupazione.

Documenti da presentare per l’iscrizione alle categorie protette

Se sei figlio o orfano di un grande invalido, per richiedere l’iscrizione alle categorie protette sei tenuto a presentare un certificato, rilasciato rispettivamente dalla Commissione medica militare (per gli invalidi di guerra), dal comando o dall’amministrazione di appartenenza (per gli invalidi civili di guerra e invalidi per servizio), che attesti la disabilità del genitore.

Richiesta di iscrizione alle categorie protette

Una volta che si è in possesso della documentazione necessaria per la propria situazione, bisogna recarsi presso ilCentro per l’impiego della propria Provincia di residenza e fare richiesta di inserimento nell’elenco delle categorie protette.

Iscrizione alle categorie protette
Iscrizione alle categorie protette. Nella foto: una giovane donna in cerca di lavoro.

Obblighi delle aziende, quote di riserva e vantaggi per le categorie protette

Che si tratti di ambito pubblico o privato, i datori di lavoro sono tenuti per legge a garantire una quota delle assunzioni dedicata a lavoratori con disabilità. Ecco in quale misura dovranno svolgersi le assunzioni obbligatorie:

  • qualora un’azienda presenti da 15 a 35 dipendenti, la legge impone una sola assunzione obbligatoria;
  • quota obbligatoria pari a 2 lavoratori nel caso in cui siano presenti in azienda da 36 a 50 dipendenti;
  • nel caso in cui siano presenti in azienda più di 50 dipendenti, la quota di riserva dovrà essere pari al 7% degli occupati.

Differente il discorso in termini di proporzioni per quanto riguarda quei lavoratori tutelati ma non disabili. Ogni datore di lavoro è tenuto a riservare l’1% nella propria azienda, qualora questi superi quota 50 dipendenti occupati. Nel caso in cui abbia fino a 150 dipendenti, la legge prevede l’obbligo di assunzione a un unico lavoratore.

L’obbligo di assunzione di lavoratori disabili riguarda qualsiasi datore di lavoro, pubbliche amministrazioni comprese, una volta superata quota 14 dipendenti. Dal momento in cui si rientra all’interno delle soglie previste, la legge garantisce un tempo massimo di 60 giorni per provvedere all’inserimento di soggetti tutelati.

Come farsi assumere come categoria protette

Vediamo adesso come funzionano le categorie protette per quanto riguarda le possibilità di assunzione da parte di aziende pubbliche o private e come cercare lavoro.

Assunzioni nelle aziende private

Sono gli stessi centri per l’impiego che pubblicano gli avvisi a selezione di soggetti disabili o appartenenti a categorie protette.

La principale modalità di assunzione con il Centro per l’impiego (CPI) viene chiamata “Avviamento numerico al lavoro”.

In sostanza, le aziende che hanno l’obbligo di riserva dei posti per categorie protette, si rivolgono al CPI per le assunzioni. Se le aziende non assolvono all’obbligo, sono gli stessi CPI a presentare richiesta di assunzione presso le aziende.

In pratica, il Centro per l’impiego ti chiamerà per un’assunzione in base al tuo posto in graduatoria nelle liste per il collocamento mirato e della compatibilità della mansione con il tuo tipo di disabilità.

Assunzioni nel Pubblico Impiego

Anche le aziende pubbliche hanno l’obbligo della quota di riserva per cui, periodicamente, pubblicano bandi e avvisi per la selezione del personale Legge 68/1999.

Puoi monitorare i bandi di concorsi pubblici per categorie protette in Gazzetta Ufficiale. Tieni presente che su invalidità e Diritti, ogni mese pubblichiamo tutti i bandi disponibili per categorie protette nelle pubbliche amministrazioni.

Candidatura spontanea

Esistono però anche dei siti specializzati nella ricerca di impiego per persone disabili, che hanno intere sezioni dedicate solo a queste categorie di annunci.

Per trovarli, ti basterà fare una ricerca online su Google, digitando la parola chiave “lavoro categorie protette”.

Inoltre, puoi fare una ricerca in qualsiasi portale che pubblica opportunità di lavoro, digitando nel campo di ricerca le parole “categorie protette” oppure “offerte lavoro disabili”.

Agenzie per il lavoro

Devi sapere che tutte le agenzie per il lavoro hanno una divisione dedicata alle categorie protette.

Puoi quindi rivolgerti agli uffici delle agenzie per il lavoro presenti nella zona in cui abiti per chiedere informazioni sulle opportunità di impiego, oppure puoi visitare i siti web delle stesse agenzie, cercando dal menu la sezione dedicata alle categorie protette.

FAQ su come funzionano le categorie protette

Quanto guadagna una categoria protetta?

La retribuzione di una categoria protetta dipende da vari fattori, tra cui il settore in cui si lavora e il contratto di lavoro stipulato. In ogni caso, le categorie protette hanno diritto a uno stipendio uguale a quello degli altri dipendenti con lo stesso livello di esperienza e responsabilità.

Le categorie protette hanno diritto agli stessi contratti di lavoro degli altri dipendenti?

Sì, le categorie protette hanno gli stessi diritti degli altri dipendenti quando si tratta di contratti di lavoro. Le leggi italiane prevedono che i lavoratori appartenenti a queste categorie debbano essere trattati in modo paritario e non discriminante, quindi hanno accesso agli stessi tipi di contratti e condizioni di lavoro.

Posso chiedere il part-time se sono categoria protetta?

Assolutamente sì! Se fai parte di una categoria protetta, hai il diritto di richiedere un contratto di lavoro a tempo parziale, se questa soluzione si adatta meglio alle tue esigenze. Il datore di lavoro dovrebbe valutare attentamente la tua richiesta e cercare di trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti.

Come deve essere un curriculum per categorie protette?

Un curriculum per categorie protette deve essere simile a quello di qualsiasi altro candidato, ma con l’aggiunta di evidenziare la tua appartenenza a una categoria protetta. È importante sottolineare le tue competenze, esperienze e qualifiche pertinenti per il lavoro che desideri svolgere. Mantieni il curriculum chiaro, conciso e focalizzato sulle tue abilità.

Se sono categoria protetta, ci sono delle trattenute in busta paga?

No, il fatto di essere una categoria protetta non comporta automaticamente trattenute specifiche in busta paga. Le trattenute dipendono principalmente dal tipo di contratto di lavoro, dai contributi previdenziali e dalle detrazioni fiscali applicabili a ciascun individuo. Come qualsiasi altro lavoratore, le tue trattenute possono variare in base alla tua situazione personale e al tipo di lavoro che svolgi.

Posso essere licenziato se sono categoria protetta?

Essere una categoria protetta non ti rende immune al licenziamento. Tuttavia, il licenziamento di un lavoratore appartenente a una categoria protetta deve essere giustificato da motivi validi e oggettivi, non collegati alla sua appartenenza a questa categoria. In caso di licenziamento ingiustificato, potresti avere dei diritti di tutela legale.

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