Categorie protette e quota di riserva

Categorie protette e quota di riserve: le aziende che superano un determinato numero di dipendenti, stabilito dalla legge, hanno l’obbligo di assumere una percentuale di persone disabili. Vediamo qual è questa percentuale e a cosa si ha diritto se si appartiene alle categorie protette.
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26/12/2023

In questo approfondimento parliamo di categorie protette e quota di riserva (scopri le ultime notizie su categorie protetteLegge 104diritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Categorie protette e quota di riserva: obblighi delle aziende

Vediamo subito cosa si intende con categorie protette e quota di riserva e quali sono gli obblighi delle aziende.

Le aziende, sia pubbliche che private, devono rispettare precise regole riguardo all’assunzione di persone disabili.

La quantità di lavoratori disabili da assumere dipende dalle dimensioni dell’azienda. Nel calcolo dei dipendenti, non vengono considerati coloro che sono già stati collocati per legge a causa della loro disabilità. Le quote di riserva sono le seguenti:

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  • 1 lavoratore disabile per aziende con più di 15 dipendenti
  • 2 lavoratori disabili per aziende con più di 35 dipendenti
  • 7% dei lavoratori occupati per aziende con più di 50 dipendenti.

Le recenti modifiche normative estendono l’obbligo di collocamento obbligatorio anche alle persone con ridotta capacità lavorativa (meno di un terzo), sia per disabilità fisica che mentale.

Prima, inoltre, partiti, sindacati ed enti senza scopo di lucro erano esentati dalle quote, ma ora sono tenuti a rispettarle.

È possibile includere nel calcolo i lavoratori già disabili prima dell’assunzione, con una riduzione della capacità lavorativa significativa.

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Quali sono le categorie protette

La Legge 68/99 si occupa principalmente di due grandi gruppi di persone. Il primo gruppo include coloro che sono considerati invalidi, e ci sono diverse sottocategorie tra cui:

  • Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio.

Il secondo gruppo è costituito da altre categorie protette, che sono elencate nell’articolo 18 della Legge 68/99. Queste categorie includono:

  • Vedove
  • Orfani
  • Profughi e coloro che sono considerati equivalenti agli orfani
  • Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Scopri cosa sapere a riguardo delle categorie protette e vittime del dovere.

Come si calcola la quota di riserva

Per determinare quanti lavoratori disabili devono essere obbligatoriamente assunti, è essenziale capire quali dipendenti sono inclusi nel calcolo dei soggetti occupati dall’azienda.

La quota di riserva si calcola sulla base di una specifica contabilità, che considera il numero totale di lavoratori impiegati nell’azienda.

Secondo quanto stabilito dagli articoli 4 e 5 della Legge n. 68/99, inclusi i cambiamenti introdotti dal “jobs act”, nella contabilità non rientrano i seguenti lavoratori:

  • quelli assunti in conformità alla Legge 68/1999;
  • lavoratori a tempo determinato con contratti inferiori a 6 mesi;
  • soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • dirigenti;
  • lavoratori assunti con contratti di inserimento;
  • lavoratori assunti con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore;
  • lavoratori impiegati esclusivamente all’estero per la durata di tale attività;
  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori socialmente utili assunti ai sensi del D.lgs. 81/2000, art. 7;
  • personale viaggiante e navigante nel settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre, personale di cantiere e addetti al trasporto nel settore edile, personale direttamente adibito alle aree operative di esercizio e regolarità dell’attività di trasporto nel settore degli impianti a fune;

I lavoratori part-time sono inclusi nel calcolo in proporzione alle ore effettivamente svolte.

Categorie protette e bidello. Vediamo se i bidelli iscritti alle categorie protette hanno diritto alla riserva dei posti in graduatoria nei concorsi pubblici della scuola, cosa prevede nel dettaglio l’agevolazione e come utilizzarla.

Prospetto informativo e sue variazioni

Se sei un datore di lavoro, è fondamentale comprendere quando devi inviare il prospetto informativo riguardante la quota di riserva.

Questo prospetto è una comunicazione che devi fare solo se ci sono state variazioni nell’organico della tua azienda rispetto all’anno precedente, e queste variazioni influiscono sul calcolo della quota di riserva.

In parole semplici, se hai assunto nuovi dipendenti durante l’anno e ciò ha fatto superare il limite stabilito, devi assumere un lavoratore disabile in base alla nuova quota di riserva.

Tutto questo è regolato dall’art. 9 comma 6 della Legge n. 68/99 e dall’art. 1 del Decreto Ministeriale del 2 novembre 2010.

Il prospetto informativo che devi inviare deve contenere tre informazioni principali:

  • il numero totale di dipendenti nella tua azienda;
  • dettagli sui dipendenti già inclusi nella quota di riserva;
  • il numero di posti e le mansioni disponibili specificamente per i lavoratori disabili.

Se non ci sono state variazioni organiche significative, non hai l’obbligo di inviare tale comunicazione.

Ecco come presentare il prospetto informativo.

Convenzioni tra Centro per l’impiego e datori di lavoro

Nel contesto normativo attuale, le categorie protette potrebbero riscontrare difficoltà nell’inserimento lavorativo.

Per superare questo ostacolo, il legislatore ha previsto la possibilità di stipulare convenzioni tra centri per l’impiego e datori di lavoro, regolate dalla Legge 68/1999, articolo 11 e successive modifiche.

Le convenzioni, in sintesi, definiscono:

  • dettagliate descrizioni delle mansioni assegnate al lavoratore disabile e delle relative modalità di esecuzione;
  • tirocini finalizzati all’assunzione, della durata massima di 12 mesi (con possibilità di rinnovo una sola volta);
  • supporto e consulenza da parte di centri di orientamento professionale per favorire l’adattamento del lavoro del disabile;
  • precise tempistiche e modalità per le assunzioni;
  • possibilità di proporre deroghe ai limiti di età e durata dei contratti di formazione lavoro e apprendistato;
  • verifiche periodiche sull’andamento del percorso formativo indicato nella convenzione d’integrazione lavorativa.

Queste convenzioni possono essere stipulate anche con datori di lavoro non soggetti all’obbligo di assunzione.

Categorie protette e straordinari: spettano? Possono essere eventualmente rifiutati dal lavoratore disabile? Tutte le risposte in questo approfondimento.

Quando sono sospesi gli obblighi di assunzione

In situazioni difficili, se un’azienda sta affrontando problemi economici seri, può chiedere di essere esonerata dall’obbligo di assumere persone con disabilità.

Questo è possibile se la crisi economica porta all’uso della cassa integrazione, all’apertura della procedura di fallimento, o a una riorganizzazione, ristrutturazione o conversione dell’azienda.

La richiesta deve essere presentata agli uffici competenti, e se accettata, l’azienda può temporaneamente evitare l’assunzione di lavoratori delle categorie protette.

Categorie protette e lavoro negli enti pubblici: come funziona l’assunzione? Ecco le procedure.

categorie protette e quota di riserva
categorie protette e quota di riserva, Nella foto: un ragazzo con sindrome di down nel suo ufficio.

Categorie protette e quota di riserva nella pubblica amministrazione

Le Pubbliche Amministrazioni assumono le persone con disabilità iscritte alle categorie protette.

Per ruoli che non richiedono elevata istruzione, non è necessario un concorso: l’assunzione avviene attraverso una chiamata numerica basata sulla graduatoria delle liste presso i centri per l’impiego. Prima di ciò, si verifica la compatibilità della disabilità con le mansioni.

Per ruoli più qualificati, vengono indetti concorsi che assicurano pari opportunità tra persone con disabilità e normodotate.

Riserva categorie protette nei concorsi pubblici: la legge entrata in vigore il 14 luglio 2023 ha introdotto delle interessanti novità. Scopri di cosa si tratta, chi riguarda in particolare e cosa cambia per i cittadini.

Categorie protette e quota di riserva nei concorsi pubblici

Quando si organizza un concorso per entrare nel pubblico impiego, è fondamentale assicurare la partecipazione delle categorie protette.

Ciò significa che ogni annuncio di concorso deve includere modalità specifiche per consentire a coloro che fanno parte di queste categorie di competere in condizioni paritarie con gli altri candidati, come stabilito dalla Legge 104/92.

Per favorire tali categorie, molte Pubbliche Amministrazioni istituiscono concorsi riservati alle persone con disabilità. I dettagli su questi concorsi sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale nella sezione “Concorsi ed esami”.

Per partecipare, è necessario soddisfare i requisiti indicati nel bando, compreso l’onere per il candidato di categorie protette di allegare alla domanda di partecipazione la documentazione che attesti la sua appartenenza a tale categoria e la percentuale di invalidità.

Prove d’esame nei concorsi per categorie protette: vediamo come funzionano, a cosa si ha diritto e cosa indicare nella domanda di partecipazione.

Categorie protette e quota di riserva: modalità di assunzione

Il nuovo Decreto apporta cambiamenti importanti alle modalità di assunzione. In passato, con la legge del 12 marzo 1999, la chiamata nominativa era limitata alle aziende con un numero specifico di dipendenti.

Ora, tutte le assunzioni possono avvenire attraverso questa modalità. Nel caso in cui un’azienda non effettui una chiamata nominativa, il Centro per l’impiego provvederà a selezionare le unità mancanti dalle liste di collocamento.

È ancora obbligatorio per le aziende comunicare, entro il 31 gennaio di ogni anno, il numero totale dei dipendenti, i nominativi computabili nelle quote di riserva e le posizioni occupabili dai lavoratori disabili.

Dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di assunzione, un’azienda ha 60 giorni per inviare una richiesta di assunzione agli uffici competenti.

Le aziende possono offrire opportunità di lavoro alle categorie protette attraverso diverse modalità, tra cui stage, contratti a tempo determinato di almeno 6 mesi, contratti in somministrazione con durata minima di 12 mesi, contratti di staff leasing, contratti a tempo indeterminato e tramite cooperative sociali di tipo B.

Categorie protette e sgravi fiscali: ecco una guida completa e di facile consultazione sugli sgravi fiscali concessi alle aziende che assumono le categorie protette.

Trattamento economico e orario di lavoro per le categorie protette

I lavoratori assunti nella quota di riserva seguono le regole economiche e normative stabilite dalla legge e dai contratti collettivi, valide per tutti i dipendenti. Tuttavia, hanno il diritto di chiedere un adeguamento delle condizioni alle loro mansioni.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, può essere ridotto grazie alla Legge 104/92, che offre protezioni e agevolazioni ai lavoratori disabili.

Questi possono richiedere permessi retribuiti in base al tipo di disabilità:

  • 3 giorni al mese di permesso;
  • oppure due ore al giorno per un orario giornaliero di sei ore;
  • un’ora al giorno per un orario giornaliero inferiore alle sei ore.

È anche possibile il trasferimento a un’altra sede lavorativa, se fattibile, per agevolare gli spostamenti del lavoratore disabile dalla sua dimora al luogo di lavoro.

Legge 104, tutti i requisiti per il trasferimento di sede, come chiederlo, quando è possibile e come funziona? Cosa dice la legge, cosa hanno disposto le sentenze, quali sono i diritti del lavoratore e quelli delle aziende e delle amministrazioni. Quando si può accedere al diritto di precedenza.

Sanzioni e incentivi per le aziende con obbligo di assunzione

Il datore di lavoro che non assume rischia sanzioni di 62,77 euro al giorno. Tuttavia, ha diritto anche a incentivi alle aziende per l’assunzione delle categorie protette: basta chiederli direttamente all’INPS e saranno corrisposti con un conguaglio sulle contribuzioni mensili.

L’importo degli incentivi dipende dall’imponibile previdenziale, che varia in base al grado di invalidità del dipendente.

Dal 2015, il periodo per usufruire degli incentivi per l’assunzione di persone con disabilità psichica e intellettiva è stato esteso a 5 anni.

FAQ su categorie protette e quota di riserva

Come ci si iscrive alle categorie protette?

Per iscriverti alle categorie protette devi rivolgerti al Centro per l’impiego del tuo territorio. È indispensabile avere con sé un documento che attesti almeno il 46% di invalidità. La percentuale di invalidità viene stabilita da una Commissione sanitaria dell’ASL (che include medici dell’azienda sanitaria e uno dell’INPS) che effettua una visita alla persona con disabilità.

Quali sono i vantaggi previsti dalla legge 68/99 per l’assunzione delle categorie protette?

I cittadini che rientrano nelle categorie di persone con disabilità possono usufruire di vantaggi che agevolano il loro inserimento nel mondo del lavoro. È stato, infatti, implementato un sistema che valuta le capacità lavorative di tali individui, al fine di assegnarli a mansioni adeguate al loro grado di invalidità.

Che cos’è il collocamento mirato?

Il collocamento mirato è rappresentato da una serie di strumenti tecnici e di supporto che consentono di valutare adeguatamente le persone in base alle loro capacità lavorative al fine di inserirle nel posto di lavoro più adatto con forme di sostegno, analisi del lavoro e soluzioni dei problemi connessi agli ambienti lavorativi (Legge 68/99). Per essere inserito nelle liste di collocamento mirato devi appartenere alle categorie protette.

Una volta effettuata l’scrizione alle categorie protette e al collocamento mirato, hai la possibilità di essere assunto nelle quote di riserva delle aziende pubbliche e private e di partecipare a concorsi pubblici per categorie protette.

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