Categorie protette documentazione

Documentazione per iscriversi alle categorie protette: cosa bisogna presentare e chi può rientrare nelle categorie protette? Ne parliamo in questo articolo.
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11/12/23

Oggi vi spiegheremo qual è la documentazione per iscriversi alle categorie protette e chi deve presentarla (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Chi sono le categorie protette?

La documentazione per iscriversi alle categorie protette varia a seconda dell’interessato.

Prima di chiarire cosa presentare al momento dell’iscrizione, è necessario spiegare prima chi sono le categorie protette.

La legge numero 68 del 1999, agli articoli 1 e 18, elenca i possibili appartenenti alle categorie protette, ovvero coloro che, per problemi di salute o per altri motivi, potrebbero incontrare difficoltà in ambito lavorativo.

L’articolo 1 riconosce come categorie protette:

  • le persone affette da minorazioni psichiche, fisiche e sensoriali o con handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • le persone invalide del lavoro con una percentuale di invalidità superiore al 33%;
  • le persone non vedenti e sordomute;
  • le persone invalide di guerrainvalide civili di guerra o per causa di servizio.

L’articolo 18 inserisce nelle categorie protette anche:

  • gli orfani e i coniugi delle vittime del lavoro, di guerra o di servizio nelle pubbliche amministrazioni;
  • coniugi e i figli di soggetti riconosciuti come grandi invalidi di guerra, di servizio e del lavoro;
  • gli orfani e i coniugi delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (legge numero 407 del 1998);
  • profughi italiani rimpatriati con status riconosciuto ai sensi della legge numero 763 del 26 dicembre 1981.

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Qual è la documentazione per iscriversi alle categorie protette?

A seconda della categoria di appartenenza, cambia la documentazione per l’iscrizione alle categorie protette.

Ecco quali documenti presentare:

  • gli invalidi civili e le persone sordomute devono consegnare il verbale di invalidità civile rilasciato dall’ufficio invalidi civili del distretto ASL, con una percentuale pari o superiore al 46%
  • gli invalidi del lavoro devono avere a disposizione il verbale di invalidità rilasciato dall’INAIL, con percentuale pari o superiore al 33%; 
  • le persone non vedenti devono portare il verbale che attesta riconoscimento di cecità assoluta o con residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi rilasciato dalla competente commissione ASL;
  • gli invalidi civili di guerra o per servizio hanno bisogno del certificato che attesta una minorazione ascritta dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni rilasciato dal comando o dell’amministrazione di appartenenza;
  • gli invalidi di guerra devono presentare il certificato che attesta una minorazione ascritta dalla prima all’ottava categoria rilasciato dalla commissione medica militare o certificato comprovante la presenza negli appositi elenchi della prefettura; 
  • le vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere hanno bisogno del certificato rilasciato dal Ministero dell’Interno o dal Prefetto territorialmente competente delegato, che attesta l’appartenenza alla categoria

Iscrizione alle categorie protette: requisiti

L’iscrizione alle categorie protette avviene attraverso i centri per l’impiego e sono necessari questi requisiti:

  • un’età superiore a 15 anni e inferiore a 65 anni;
  • essere disoccupati;
  • non aver raggiunto l’età del pensionamento.

Per rientrare come persona con disabilità (invalidi civili, invalidi del lavoro, non vedenti, sordi), è necessario prima vedere riconosciuta l’invalidità, tramite visita di controllo effettuata dalla commissione medica dell’Asl, su richiesta da parte dell’interessato.

Tutto inizia con il rilascio e l’inoltro, da parte del medico curante, di un certificato introduttivo (modulo SS3) all’INPS. L’interessato invierà domanda per il controllo, sarà poi l’istituto a comunicare data, orario e luogo in cui avverrà la visita.

Categorie protette e collocamento mirato: come funziona?

Ai sensi dell’articolo 2 della legge numero 68, del 12 marzo 1999, per collocamento mirato si intendono quegli strumenti finalizzati a promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità.

L’assunzione delle categorie protette può avvenire tramite chiamata diretta oppure affidandosi a enti terzi come le cooperative sociali o le Agenzie per il lavoro.

Le categorie protette possono sottoscrivere questi tipi di contratto:

  • stage;
  • contratto a tempo determinato diretto (durata minima 6 mesi);
  • contratto a tempo indeterminato;
  • contratto in somministrazione (durata minima 12 mesi);
  • contratto di staff leasing
  • tramite cooperative sociali di tipo B.

Categorie protette e quote di riserva: come funzionano?

Le categorie protette rientrano nelle quote di riserva, una misura di inclusione sociale che prevede l’obbligo per i datori di lavoro e per le imprese di riservare un numero di posti alle categorie protette, secondo questa proporzione:

  • 1 lavoratore nelle aziende da 15 a 35 dipendenti;
  • 2 lavoratori nelle aziende da 36 a 50 dipendenti;
  • 7% dei lavoratori occupati per le aziende con più di 50 dipendenti.

Un’altra quota di riserva è destinata ai soggetti non disabili, ma appartenenti alle categorie protette perché in situazioni di svantaggio o disagio sociale:

  • un 1 lavoratore per le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 51 e 150;
  • l’1% per le aziende con più di 150 dipendenti.
Documentazione per iscriversi alle categorie protette
Documentazione per iscriversi alle categorie protette: in foto una donna con in mano alcuni documenti.

Faq sulle categorie protette

Quando non c’è l’obbligo di assunzione delle categorie protette?

Non c’è obbligo di assunzione delle categorie protette quando il numero di dipendenti dell’azienda è inferiore a 15. Inoltre, l’obbligo è sospeso se il datore di lavoro si trova in difficoltà economica e ha avviato procedure come la CIGS o il licenziamento collettivo. In alcune circostanze connesse alle caratteristiche del settore produttivo, i datori di lavoro non sono obbligati ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette. Inoltre, se l’attività produttiva presenta condizioni specifiche che rendono difficile occupare l’intera quota di riserva, il datore di lavoro può richiedere un’esenzione parziale dall’obbligo di assunzione.

Quali agevolazioni spettano per l’assunzione di disabili?

I datori di lavoro che assumono lavoratori disabili possono beneficiare di uno sgravio contributivo di 36 mesi e in misura variabile in base alla percentuale di riduzione della capacità lavorativa del lavoratore impiegato.

Quanto tempo occorre per l’assunzione di una categoria protetta?

Il datore di lavoro ha il diritto di richiedere una preselezione dei candidati appartenenti alle categorie protette, ma è tenuto a effettuare l’assunzione entro un periodo di 60 giorni dal momento in cui scatta l’obbligo di assunzione. Durante questo periodo, può scegliere tra diverse modalità di assunzione, tra cui l’assunzione residuale, una richiesta numerica o nominativa.

Come funziona il punteggio per categorie protette?

Il calcolo per la posizione nelle graduatorie per categorie protette e nelle graduatorie avviene tenendo conto di diversi fattori. Per quanto riguarda la percentuale di invalidità civile o del lavoro, il punteggio assegnato corrisponde alla percentuale di invalidità. Per l’anzianità di iscrizione, vengono assegnati 2 punti per ogni mese di iscrizione, fino a un massimo di 48 punti. Tuttavia, se l’anzianità di iscrizione alle liste per il collocamento mirato supera i 34 mesi, viene assegnato un punteggio di 50 punti. Se si dispone di un ISEE pari a 0, si ottiene un punteggio massimo di 50 punti, ridotto di 0,5 punti ogni 500 euro di ISEE, fino all’azzeramento totale dei 50 punti. La priorità garantita alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, in base alla Legge 407/1998, e alle categorie equiparate, rimane ancora in vigore.

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