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Bonus attività fisica per disabili: cos’è e come funziona

Bonus attività fisica per disabili: cos’è e come funziona e come si accede a questa agevolazione. Il contributo sosterrà le spese affrontate dalle persone con disabilità o affette da patologie croniche. Come presentare la domanda.
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27/10/2022

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Parliamo del contributo per attività fisica adattata. La misura è stata inserita nella legge di Bilancio del 2022 e con uno scopo preciso: sostenere le spese affrontate da persone con disabilità o affette da patologie croniche per lo svolgimento in palestre della salute di quelle attività fisiche che sono utili per la prevenzione e la terapia (attività fisica adattata). E che sono rivolte in particolare a persone fragili che hanno «patologie croniche clinicamente controllate o disabilità fisiche». Per questo bonus il governo ha stanziato 1,5 milioni.

Qualche giorno fa l’Agenzia delle Entrate ha definito con una circolare tutte le istruzioni necessarie per accedere a questa agevolazione.

Su questo argomento potrebbe interessarti legge un post su Bonus disabili, cosa aspettarsi dal decreto Meloni; ci chiediamo in un altro articolo che fine ha fatto il bonus 150 euro per l’indennità di frequenza; vediamo anche a chi spetta il bonus 150 euro per l’accompagnamento.

Bonus attività fisica per disabili: cos’è l’Afa

Spieghiamo in breve cos’è l’attività fisica adattata (Afa). Con questo termine rientrano:

  • l’educazione fisica;
  • le discipline sportive;
  • la riabilitazione funzionale;
  • le scienze motorie a supporto delle persone con difficoltà fisiche che sono legate a particolari condizioni di salute.

Chi pratica queste attività può avere un miglioramento sensibile sia in termini di mobilità e autonomia personale, sia per una normale vita sociale e di relazione.

Molto spesso l’attività fisica adattata consente di supportare o sostituire del tutto le terapie farmacologiche. Per tutti questi motivi viene promossa anche dalle aziende sanitarie locali e territoriali.

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Bonus attività fisica per disabili: esempi di patologie

Il bonus è stato introdotto dal comma 737 dell’articolo unico dell’ultima legge di Bilancio.

Il contributo è riservato alle persone con disabilità o soffrono di patologie croniche che limitano la mobilità. Come ad esempio:

  • morbo di Parkinson;
  • artrosi; 
  • osteoporosi;
  • post ictus;
  • disturbi neuromotori;
  • patologie neurologiche;
  • patologie neurodegenerative. 

Nel testo del decreto si legge: «L’Attività Fisica Adattata è una pratica motoria assistita da personale specificamente formato, che mostra grande efficacia nella riabilitazione post traumatica, affiancando e sostituendo la fisioterapia iniziale, ma anche come pratica di mantenimento della funzionalità motoria nelle patologie degenerative (muscoloscheletriche, ma anche neurologiche, incluso l’Alzheimer)».

Bonus attività fisica per disabili: periodo

Il bonus economico riguarda tutte le persone che hanno svolto attività fisica adattata tra il primo gennaio e il 31 dicembre del 2022. La soglia massima di sconto non è stata quantificata, dipende dal numero di domande che saranno presentate. La percentuale sarà comunque comunicata dall’Agenzia delle Entrate 10 giorni prima della scadenza del termine per l’invio delle domande (entro dunque il 25 marzo del 2023). Se non si sarà raggiunto il limite di spesa la percentuale sarà del 100%.

Le spese sostenute dovranno essere documentate (ovviamente). Questo credito di imposta non potrà essere cumulato con altre agevolazioni fiscali già previste per gli stessi motivi.

Se il credito d’imposta viene riconosciuto deve essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo in cui sono state sostenute le spese agevolabili (che comporta quindi una riduzione delle imposte). Se l’ammontare del credito d’imposta non venisse utilizzato potrà essere fruito nel periodo successivo.

Bonus attività fisica per disabili: tipologia

Vediamo di preciso a quali attività fisiche si riferisce questo bonus. Così spiega l’articolo 2, comma 1e, del decreto legge numero 36 del 2021:

«Programmi di esercizi fisici, la cui tipologia e la cui intensità sono definite   mediante l’integrazione professionale e organizzativa tra medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS),  medici specialisti e calibrate in ragione delle condizioni funzionali delle persone cui sono destinati, che hanno patologie croniche clinicamente controllate e stabilizzate o disabilità fisiche e che li eseguono in gruppo sotto la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze, in luoghi e in strutture di natura non sanitaria, come le «palestre della salute», al fine di migliorare il livello di attività fisica, il benessere e la qualità della vita e favorire la socializzazione».

Bonus attività fisica per disabili: la domanda

Può ottenere il contributo chi è affetto da patologie croniche o disabilità fisica e abbia svolto nell’arco dell’anno delle attività a pagamento e che rientrano all’interno della definizione che è stata dettagliata nel paragrafo precedente.

La richiesta del bonus può essere effettuata solo online sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Le domande possono essere inviate dal 15 febbraio al 15 marzo del 2023, direttamente da contribuente o tramite un intermediario.

Dopo la presentazione della richiesta viene rilasciata una ricevuta: ne attesta la presa in carico o lo scarto (in questo caso verranno fornite le motivazioni).

Come accennato solo dopo l’Agenzia delle Entrate comunicherà la percentuale delle spese agevolabili e informerà tutte le persone che hanno presentato la richiesta.

Bonus attività fisica per disabili: cos’è e come funziona

Bonus attività fisica per disabili: conclusione

E dunque, riassumendo:

  • il bonus spetta alle persone con patologie croniche che, dal primo gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, sostengono spese documentate per lo svolgimento di attività fisica adattata i cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), D.Lgs. n. 36/2021;
  • è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale sono state sostenute le spese agevolabili;
  • l’ammontare del credito d’imposta non utilizzato potrà essere fruito nei periodi di imposta successivi;
  • non è cumulabile con altre agevolazioni di natura fiscale sulle medesime spese.

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