In questo approfondimento parliamo di cosa fare con la badante in caso di ubriachezza - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Cosa fare con la badante in caso di ubriachezza
Vediamo subito cosa fare con la badante in caso di ubriachezza, per poi vedere quanto in realtà può essere alto questo rischio e perché è importante conoscere come agire.
In caso di ubriachezza, soprattutto se capita spesso, puoi licenziare la badante, in maniera assolutamente legittima e per giusta causa.
In particolare puoi:
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- dare regolare preavviso che, vista la situazione, pagherai comunque come indennità sostitutiva;
- iniziare una contestazione disciplinare e, dopo 5 giorni che la badante ha per giustificarsi, procedere al licenziamento per giusta causa.
Aiutiamoci anche con un intervento della Corte di Cassazione, per capire quanto il licenziamento dells badante ubriaca possa essere non solo legittimo ma anche necessario.
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Cosa ha stabilito la Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il problema dell’ubriachezza sul luogo di lavoro.
Si parte dal presupposto che un lavoratore spesso ubriaco mette in pericolo se stesso e i suoi colleghi (nel nostro caso della persona da assistere) a causa della ridotta capacità di comprendere i pericoli e dei riflessi rallentati dovuti all’abuso di alcol.
Tuttavia, un singolo episodio di ubriachezza non giustifica il licenziamento immediato. La condotta deve essere ripetuta o abituale per costituire una giusta causa di licenziamento.
Un caso specifico risalente al 2010 ha visto la Cassazione confermare il licenziamento di un lavoratore per giusta causa dopo averlo accusato 12 volte di essere ubriaco sul posto di lavoro.
In precedenza, la Cassazione aveva stabilito che la dipendenza dall’alcol non è di per sé sufficiente per giustificare il licenziamento, ma è necessario valutare il comportamento del dipendente in base ai criteri stabiliti dalla legge e dal contratto collettivo.
La Corte ha anche sottolineato che l’assenza dal lavoro e la mancata comunicazione della stessa non possono costituire un motivo legittimo per il licenziamento se sono causate da danni cerebrali dovuti all’abuso prolungato di alcol, poiché in tal caso il dipendente è considerato malato.
In uno specifico caso, la consulenza tecnica ha rilevato uno stato di alterazione psichica e rallentamento cognitivo nel lavoratore, preludio alla cosiddetta “demenza alcolica“.
In sintesi, la Cassazione stabilisce che l’ubriachezza sul posto di lavoro può costituire una giusta causa di licenziamento solo se è un comportamento ripetuto o abituale, nonché se comporta gravi conseguenze sulle prestazioni lavorative o mette a rischio la sicurezza.
La dipendenza da alcol da sola non giustifica il licenziamento, ma il comportamento del dipendente deve essere valutato caso per caso.
Cosa fare con la badante in caso di ubriachezza, quindi? Licenziarla se gli episodi di ubriachezza sono ripetuti, e in questo caso il suo licenziamento è più che legittimo e “per giusta causa”, visto che nelle sue mani è la sicurezza della tua persona cara.
Ti mostriamo tutti i diritti e doveri di una badante convivente: dal tipo di contratto da sottoscrivere alle mansioni da svolgere per garantire tutti i bisogni di una persona non autosufficiente.
Sempre più badanti ubriache
Qualcuno potrebbe essere disorientato leggendo un articolo che parla di cosa fare con la badante in caso di ubriachezza.
Eppure, questa è una situazione che non capita così di rado come si potrebbe pensare.
Un recente studio condotto dalle università italiane ha rivelato che il 18% delle badanti soffre di problemi legati all’abuso di alcool. Questo significa che circa 2 badanti su 10 hanno questa difficoltà.
Questo dato è preoccupante poiché la salute delle badanti è cruciale, in quanto devono prendersi cura di persone che non sono in buona salute.
Se non prestiamo attenzione a questo problema, potrebbe verificarsi una situazione in cui le persone malate assistono altre persone malate, senza avere la lucidità e l’energia fisica necessarie per svolgere bene il loro lavoro di badanti.
Ma perché le badanti finiscono per abusare dell’alcool? La risposta risiede nella loro situazione di vita.
Molte badanti sono straniere e vengono da paesi dell’Est. Spesso lasciano le loro famiglie, mariti e figli nella speranza di trovare un futuro migliore, ma spesso con risultati incerti.
In alcuni casi, il lavoro di badante non è una scelta, ma una necessità dettata dalla mancanza di alternative.
Di conseguenza, alcune badanti potrebbero non essere particolarmente qualificate o dedicate al loro lavoro, il che è molto preoccupante.
La badante dovrebbe essere sempre all’erta e pronta a intervenire in caso di emergenza per aiutare la persona di cui si prende cura.
Tuttavia, l’abuso di alcool può alterare il loro stato mentale e fisico, rendendole meno capaci di percepire e gestire situazioni pericolose.
Pertanto, è essenziale affrontare questo problema per garantire la sicurezza e la salute di coloro che ricevono assistenza da parte delle badanti.
Scopri come funziona il licenziamento delle badanti con preavviso e quali sono le tempistiche da rispettare.
Badante ubriaca: cosa si rischia
Accogliere in casa una persona con problemi di alcolismo comporta seri rischi, specialmente se questa persona è responsabile di assistere individui fragili. Ecco alcune situazioni critiche:
- confusione nei farmaci: se un anziano deve prendere medicine ma la badante è ubriaca, c’è un alto rischio che possa scambiare i farmaci o i dosaggi, mettendo a repentaglio la salute dell’anziano;
- sollevamento pericoloso: l’anziano può avere bisogno di aiuto per alzarsi dal letto usando un sollevatore. Questo richiede attenzione e stabilità fisica. Se la badante è ubriaca, potrebbe non essere in grado di fare ciò in modo sicuro, aumentando il rischio di cadute o incidenti.
- pericolo in cucina: se l’anziano ha bisogno di pasti cucinati, l’ubriachezza della badante può portare a dimenticare il fornello acceso, aumentando il rischio di incendi. L’alcol può anche causare confusione mentale e amnesie, mettendo in pericolo la sicurezza dell’anziano.
In queste situazioni, è fondamentale garantire che la persona alcolizzata riceva il supporto e il trattamento necessari, evitando situazioni pericolose per tutti gli interessati.
Scopri quando è meglio cambiare la badante e quali sono le cause principali che portano a questa decisione.

Come non correre il rischio
Molte badanti possono nascondere la loro dipendenza dall’alcol, apparendo come persone normali.
Alcuni trucchi comuni includono l’uso di dentifricio e collirio per mascherare segni evidenti di ubriachezza, insieme a una conoscenza limitata della lingua italiana.
Ma come possiamo individuare questo problema? Una domanda importante da porre alle badanti durante uno screening è sorprendentemente semplice: “Sei felice?”.
La felicità è un forte motivatore che influisce sulla qualità del lavoro svolto. Tuttavia, alcune badanti possono essere infelici nel loro lavoro e nella vita al di fuori di esso, ricorrendo all’alcol per affrontare la solitudine e la tristezza.
Se una badante esita a rispondere a questa domanda, è importante approfondire. Domande più personali, come se vivono da sole, possono rivelare un maggiore rischio di abuso di alcol, poiché le persone sole sono più inclini a farlo senza dover rendere conto a nessuno.
Ma il comportamento con gli anziani può rivelare molto: se l’anziano è ancora lucido, potrà notare segni di ubriachezza, come difficoltà motorie o confusione mentale. Identificare questi segni può essere cruciale per garantire la sicurezza e il benessere degli anziani assistiti dalle badanti.
Ecco dei pratici consigli su cosa chiedere durante il colloquio alla badante, in modo da ottenere tutte le informazioni necessarie per fare una scelta utile alle tue esigenze.
FAQ (domande e risposte)
Come posso trovare una badante per anziani affidabile?
Se stai cercando una badante per anziani affidabile, ecco alcuni passi da seguire:
- Ricerca online: utilizza motori di ricerca come Google per cercare agenzie o servizi di assistenza domiciliare per anziani nella tua zona.
- Leggi recensioni: una volta che hai trovato alcune opzioni, leggi le recensioni lasciate da altre persone. Questo può darti un’idea dell’esperienza degli altri con i servizi offerti.
- Chiedi raccomandazioni: parla con amici, familiari o vicini che potrebbero aver avuto esperienze positive con badanti per anziani. Le raccomandazioni personali possono essere preziose.
- Verifica referenze: quando parli con agenzie o potenziali badanti, chiedi delle referenze. Contatta le persone che hanno già utilizzato i loro servizi per avere un’idea migliore della qualità del supporto fornito.
- Intervista: quando trovi una candidata potenziale, intervistala per capire meglio le sue competenze, esperienze e se si adatta alle esigenze del tuo caro anziano.
- Verifica antecedenti: è fondamentale effettuare dei controlli sugli antecedenti della badante per garantire la sicurezza del tuo caro anziano.
- Prova iniziale: considera la possibilità di una prova iniziale con la badante scelta, per assicurarti che sia una buona corrispondenza.
Posso assumere una badante senza permesso di soggiorno?
Non si può instaurare il rapporto di lavoro se la badante non è in possesso di regolare permesso di soggiorno. Il datore di lavoro può andare incontro a denunce di carattere penale: l’arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato.
Cosa comporta il mancato pagamento dei contributi alla badante?
Nel caso di “lavoro nero” (lavorante assunto senza Comunicazione al Centro per l’impiego e senza iscrizione all’INPS) la legge prevede che, per l’omesso pagamento dei contributi di ogni lavoratore, il datore di lavoro debba pagare le sanzioni civili al tasso del 30% in base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60% ed un minimo di 3.000 euro, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. Quindi, anche per una sola giornata di lavoro “in nero” il datore di lavoro può essere punito con la sanzione minima applicabile di 3.000 euro. Questa sanzione civile è cumulabile con le sanzioni amministrative per la mancata comunicazione al Centro per l’impiego e per la mancata iscrizione all’INPS nei termini stabili
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