Aumentano i contributi per le badanti (tabelle)

Aumentano i contributi per le badanti: è la conseguenza dell’incremento degli stipendi scattato a gennaio. Vediamo a quanto ammontano, come calcolarli, quando e come versarli all’INPS.
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15/05/2023

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L’aumento dei costi per il versamento dei contributi riguarda tutte le collaboratrici domestiche. E quindi, oltre alle badanti, anche colf e baby sitter.

Le famiglie hanno già versato in aprile la contribuzione relativa al primo trimestre (gennaio-marzo).

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Come accennato, l’aumento è stato causato dall’incremento del 9,2 per cento degli stipendi, dovuto all’inflazione. I contributi sono calcolati in base alle retribuzioni.

Può interessarti un articolo che spiega come funziona l’aspettativa per le badanti; vediamo con tabelle come sono aumentati gli stipendi delle badanti nel 2023; infine c’è un post che spiega quando bisogna versare i contributi alle badanti nel 2023.

Aumentano i contributi per le badanti: costi famiglia

Vediamo in media quali sono i costi aggiuntivi per le famiglie:

  • per una badante che lavora 20 ore a settimana, il contributo minimo aumenta da 29,20 a 31,60 euro;
  • per una badante che lavora 25 ore settimanali, bisogna versare all’Inps 28,75 euro (erano 26,50).

Abbiamo calcolato la contribuzione da versare ogni trimestre per le diverse tipologie di contratti per le badanti:

  • lavoratore convivente 54 ore di lavoro: 850 euro circa ogni trimestre;
  • lavoratore non convivente 40 ore di lavoro settimanali: 630 euro circa ogni trimestre;
  • lavoratore non convivente 25 ore settimanali:390 euro circa ogni trimestre;
  • lavoratore non convivente 10 ore settimanali: dai 215 ai 290 euro ogni trimestre.

La retribuzione che deve essere considerata per il calcolo della contribuzione viene stabilita dalla legge. Prevede tre fasce di salario orario convenzionale. A queste fasce corrispondono le retribuzioni effettive.

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Aumentano i contributi per le badanti: retribuzione oraria

Vediamo quali sono queste retribuzioni orarie sulla base degli aumenti che sono stati stabiliti a gennaio:

  • fino a 8,92 euro: retribuzione pari a 7,90 euro, contributo orario pari a 1,59 euro;
  • da 8,92 a 10,06 euro: retribuzione pari a 8,92 euro, contributo orario pari a 1,78 euro;
  • oltre 10,86 euro: retribuzione pari a 10,86 euro, contributo orario pari a 2,17 euro;
  • in caso di orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali: retribuzione pari a 5,75 euro, contributo orario pari a 1,15 euro.

Aumentano i contributi per le badanti: calcolo contributi

Per calcolare i contributi da versare alla collaboratrice domestica si può utilizzare la tabella che trovate al termine di questo paragrafo.

Basta verificare qual è l’importo del contributo orario che corrisponde alla retribuzione. Si deve moltiplicare quella cifra per il numero di ore che sono state svolte entro l’ultimo sabato del trimestre solare.

Se il contratto di lavoro è superiore alle 24 ore (e almeno 25 sono svolte per lo stesso datore di lavoro), il contributo orario è di 1,15 euro (a prescindere dalla paga effettiva).

Se il rapporto di lavoro è a tempo determinato, bisogna versare alla badante un contributo aggiuntivo (per l’indennità di disoccupazione).

Questa addizionale non deve essere versata se la badante è stata assunta per sostituire una collega assente (magari durante il periodo di ferie o malattia).

Nel caso il contratto di lavoro venisse trasformato a tempo indeterminato, la famiglia che ha assunto la badante ha diritto a ricevere la restituzione del contributo addizionale versato nei sei mesi precedenti.

Retribuzione oraria effettivaRetribuzione oraria convenzionaleContributo orarioQuota badante
Fino a 8,92 euro7,901,580,40
Da 8,93 a 10,86 euro8,921,780,45
Oltre 10,86 euro10,862,170,55
Oltre 24 ore settimanali5,751,150,29
Contributi per le badanti

Aumentano i contributi per le badanti: come si versano

Per versare i contributi alle badanti bisogna seguire una delle tre modalità previste:

  • bollettini Mav inviati direttamente dall’INPS;
  • online sul portale dei pagamenti INPS, utilizzando la modalità «Pagamento immediato PagoPa», con carta di credito o debito, o con addebito in conto;
  • rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito «reti amiche»: i tabaccai che espongono il logo «Servizi Inps».

Se il termine per il pagamento è scaduto da qualche giorno, si può accedere

al sistema dei pagamenti online sul sito dell’istituto di previdenza e generare un nuovo Mav. Sarà la stessa INPS a calcolare l’importo dell’eventuale sanzione.

Da un po’, per chi ha aderito al servizio INPS, l’istituto avvisa sul cellulare dei datori di lavoro la data di scadenza per il versamento dei contributi per le lavoratrici domestiche.

Aumentano i contributi per le badanti
Nella foto una badante aiuta una donna anziana

Aumentano i contributi per le badanti: sgravi minimi

Per consentire alle famiglie di fronteggiare l’aumento della retribuzione e della contribuzione per le badanti, il governo aveva promesso di inserire nel decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri il primo maggio scorso, il raddoppio della somma dei contributi deducibili dal reddito: da 1.549 a 3.000.

Non sarebbe stato tanto, ma era comunque un aiuto. Ebbene anche quella misura è saltata, non sono state trovate le risorse sufficienti.

Le associazioni di categoria che rappresentano le famiglie hanno manifestato la loro aperta delusione.

La questione è molto delicata: solo qualche mese fa molti datori (6 su 10) di lavoro hanno dovuto rinunciare alla badante. C’è chi è tornato al lavoro nero (con tutti i rischi penali e amministrativi relativi). Una situazione grave. 

La decisione del governo è in contrasto con gli obiettivi che sono stati fissati negli ultimi mesi:

  • aiutare a invertire il dato sul calo delle nascite (sarebbero quindi importanti sostegni fiscali per colf e baby sitter);
  • garantire il massimo aiuto all’assistenza di persone disabili non autosufficienti (in questo caso un contributo per l’assunzione delle badanti è spesso fondamentale).

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