Aumenta lo stipendio delle badanti, da gennaio 2023

Aumenta lo stipendio delle badanti, da gennaio 2023 incremento del 10 per cento sulla busta paga. Per molti anziani e disabili la spesa potrebbe diventare insostenibili. Trattative in corso per diluire gli aumenti. Quali rischi si potrebbero correre.
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31/12/2022

Aumenta lo stipendio delle badanti: dal gennaio 2023 è stato previsto dal governo un incremento della retribuzione. Bisognerà adeguare la busta paga all’inflazione e al conseguente aumento del costo della vita. (entra nella community di Invalidità e Diritti. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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L’aumento degli stipendi per le badanti è ovviamente una buona notizia per i collaboratori domestici. Molto meno per pensionati e fragili, spesso non autosufficienti: saranno costretti ad affrontare un aumento della spesa per l’assistenza che si avvicina al 10 per cento.

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Aumenta lo stipendio delle badanti: difficoltà per le famiglie

Questo aumento, che adegua in automatico i minimi contributivi, come previsto dal contratto nazionale, rischia di mettere in difficoltà gli assistiti e le rispettive famiglie.

Le conseguenze peggiori saranno per chi ha una badante convivente e che quindi lavora per le 54 ore previste dal contratto.

La spesa peserà in modo maggiore proprio sugli anziani più vulnerabili, ovvero quelli che utilizzano con maggiore frequenza i minimi previsti dal contratto nazionale.

Le associazioni di categoria e in particolare l’Assindarcolf (che raggruppa i datori di lavoro domestico), si augurano di poter raggiungere un accordo e di dilazionare gli aumenti nel corso dell’anno.

In pratica, non sono in discussione gli aumenti: l’adeguamento all’inflazione è dovuto, ed è scattato anche per i pensionati e le persone che ricevono un sostegno legato all’invalidità. Il punto sul quale si discute sono i tempi. Ma, come vedremo, restano pochi giorni per trovare una soluzione.

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Aumenta lo stipendio delle badanti: l’automatismo

Il contratto collettivo dei collaboratori domestici (che oltre alle badanti comprende anche colf e baby sitter) prevede l’adeguamento dei minimi in base all’inflazione. Il riferimento è il dato che viene rilevato dall’Inps il 30 novembre di ogni anno.

Me vediamo come funziona.

L’aggiornamento delle retribuzioni viene deciso da una Commissione. Ne fanno parte i datori di lavoro e le rappresentanze sindacali. L’incontro si svolge al ministero del Lavoro (che ha l’onere di convocare la riunione).

Se non viene raggiunto un accordo dopo il terzo incontro (viene stabilito ogni 15 giorni), l’adeguamento scatta in automatico. Che in questo caso sarebbe dell’80 per cento rispetto al dato dell’inflazione (9,44 per cento) per le retribuzioni minime.

Mentre l’adeguamento dovrebbe essere totale (100 per cento) per i valori che riguardano il vitto e l’alloggio dei lavoratori.

I tempi sono molto stretti perché il primo incontro si è già chiuso con un nulla di fatto. Non è stata raggiunta nessuna intesa. 

Il prossimo ci sarà il 3 gennaio. Questo significa che se entro il 18 gennaio (data della terza riunione) non si sarà raggiunto un punto d’incontro, l’aumento del 10 per cento (circa) delle retribuzioni sarà inevitabile.

Aumenta lo stipendio delle badanti: rincari

I rincari arriveranno a 130 euro al mese (1.500 euro l’anno). Per una badante convivente una famiglia dovrà pagare 1.120,76 euro (da 1.026,34). E in questi incrementi per il costo complessivo non sono inclusi anche gli aumenti sui contributi.

C’è da dire che chi versa uno stipendio già superiore ai limiti previsti dal contratto (ma sono pochi) non avrà nessuna conseguenza.

La questione è duplice. Se è vero che per i compiti che sono chiamate a svolgere le badanti un aumento è legittimo e contribuisce a dare dignità a una figura professionale che è stata per anni sottovalutata, non possono essere ignorati altri fattori.

Infatti questi aumenti, se confrontati con gli attuali importi riconosciuti agli invalidi, così come per le pensioni previdenziali e assistenziali, è di tutta evidenza che i sostegni economici destinati a un disabile o a un anziano non autosufficiente siano del tutto inadeguati.

Aumenta lo stipendio delle badanti: correttivi

E quindi, qual è la soluzione prospettata dai datori di lavoro per arginare gli effetti di questi aumenti?

È molto semplice: diluire gli aumenti. Ovvero riconoscendo un 25 per cento a trimestre, così da averli completamente smaltiti entro la fine del prossimo anno. In caso contrario – sostengono le associazioni – dovrà essere il governo a intervenire, consentendo un meccanismo di ritorno sulla tassazione o sulle pensioni.

Aumenta lo stipendio delle badanti: esempio di incremento

Per comprendere meglio quanto inciderà questo aumento sui conti di pensionati, disabili e famiglie, è preferibile fare qualche esempio.

Una badante di livello BS ha uno stipendio mensile di 905,88 euro al mese, più 10,29 euro di indennità mensile. E quindi un totale di 915,88 euro.

Con l’aumento previsto lo stipendio diventerebbe di 988,30 euro.

Una variazione decisamente consistente.

Il caso più estremo  riguarda le badanti di livello BS che svolgono anche lavoro notturno. In questo caso lo stipendio passa da 1.041,42 euro a 1135,14 euro.

Nella foto una badante a passeggio con una anziana

Aumenta lo stipendio delle badanti: i rischi

Le associazioni ritengono che questi aumenti siano insostenibili per le famiglie. La conseguenza potrebbe essere quella di un incremento del lavoro nero, una scelta che implica dei possibili rischi sia per il lavoratore, sia per il datore.

Ma c’è anche un altro rischio: molte persone potrebbero rinunciare a una assistenza specializzata, improvvisandosi loro stessi badanti.

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