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Assunzione disabili, quando conviene al datore di lavoro

Scopri quando conviene l'assunzione per le persone disabili: quali sono gli incentivi che sono previsti dallo Stato per i datori di lavoro?
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14/12/2023

Quando conviene l’assunzione per le persone disabili: ecco quali sono gli incentivi per i datori di lavoro che assumono persone con disabilità (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando conviene l’assunzione per le persone disabili?

In Italia, dal 2016, le aziende che impiegano lavoratori con ridotta capacità lavorativa beneficiano di alcuni incentivi statali. Questi bonus variano in base al grado di disabilità del lavoratore:

  • Se la capacità lavorativa è diminuita tra il 67% e il 79%, l’azienda riceve un bonus pari al 35% dello stipendio lordo mensile del lavoratore per un periodo di 36 mesi.
  • Nel caso di una riduzione della capacità lavorativa oltre il 79%, il bonus corrisponde al 70% dello stipendio lordo mensile, con una durata massima di 36 mesi, per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato.
  • Per i lavoratori affetti da disabilità intellettive o psichiche, che riducono la capacità lavorativa oltre il 45%, il bonus è del 70% dello stipendio lordo mensile, per un massimo di 60 mesi. Questo vale per le assunzioni a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno 12 mesi.

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Quali sono le normative per le categorie protette?

Il sistema legale italiano include disposizioni specifiche per il collocamento lavorativo delle persone appartenenti a categorie protette, per favorire la loro effettiva integrazione nel mondo del lavoro.

Questo viene regolamentato dalla legge 68/1999, denominata “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, che definisce le modalità di assunzione e gli obblighi per i datori di lavoro nei confronti di queste categorie.

Successivamente, il Decreto Legislativo n. 151/2015, entrato in vigore il 24 settembre 2015 con il titolo “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti per cittadini e imprese e altre norme in ambito lavorativo e di pari opportunità”, ha introdotto modifiche volte a migliorare l’inserimento lavorativo delle categorie protette, incluso quello delle persone con disabilità più gravi. Questo decreto ha anche semplificato i processi burocratici per le aziende e rafforzato gli incentivi all’assunzione.

Per quanto riguarda i principi fondamentali, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, in particolare all’articolo 21, proibisce ogni forma di discriminazione basata su vari fattori, tra cui sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche, appartenenza a minoranze nazionali, patrimonio, nascita, disabilità, età, od orientamento sessuale.

Qual è la quota di riserva per le categorie protette?

Le imprese, sia pubbliche che private, attive sul territorio italiano devono aderire a specifici obblighi di assunzione riguardanti i lavoratori disabili, calcolati in base alla grandezza dell’azienda. Per determinare la quota di lavoratori disabili da assumere, non si considerano i lavoratori disabili già impiegati per obbligo legale.

Le quote stabilite dalla normativa sono le seguenti:

  • Un lavoratore disabile in aziende con più di 15 impiegati.
  • Due lavoratori disabili per aziende con oltre 35 impiegati.
  • Il 7% dell’organico in aziende con più di 50 impiegati.

Inoltre, mentre precedentemente gli obblighi di assunzione erano legati alle nuove assunzioni, ora le aziende con un organico tra i 15 e i 35 dipendenti sono soggette all’obbligo di assunzione indipendentemente da nuove assunzioni (sempre secondo le quote di riserva sopra menzionate).

Quando conviene l'assunzione per la persone disabili
Quando conviene l’assunzione per la persone disabili – L’immagine mostra un ragazzo in carrozzina all’interno di un ufficio.

Quali sono le modalità di assunzione per le persone disabili?

Secondo la precedente legge n. 68 del 12 marzo 1999, la cosiddetta “chiamata nominativa” (dove l’azienda seleziona direttamente il candidato) era completamente applicabile alle aziende con un organico da 15 a 35 dipendenti, mentre per quelle con 36 a 50 dipendenti, era limitata al 50% delle assunzioni (cioè per uno dei due lavoratori disabili richiesti).

Ora, invece, la chiamata nominativa è permessa per tutte le assunzioni. Nel caso in cui un’azienda non faccia uso di questa opzione, il Centro per l’Impiego interverrà inviando candidati selezionati dalle liste di collocamento.

Le aziende devono ancora informare la Direzione Provinciale del Lavoro entro il 31 gennaio di ogni anno sul totale dei dipendenti, su quelli che rientrano nelle quote di riserva e sulle posizioni disponibili per i lavoratori disabili. Una volta che l’obbligo di assunzione diventa effettivo per un’azienda, questa ha 60 giorni per presentare una richiesta di assunzione agli uffici pertinenti.

FAQ su quando conviene l’assunzione per le persone disabili

Come richiedere l’agevolazione per l’assunzione disabili?

Per accedere all’incentivo sulle assunzioni, il datore di lavoro deve prima ricevere l’autorizzazione all’assunzione dal servizio di collocamento mirato competente nella propria area geografica. Questo passaggio deve avvenire prima dell’assunzione effettiva. Successivamente, il datore di lavoro deve inoltrare una richiesta all’INPS per essere ammesso agli incentivi previsti dall’articolo 13 della Legge 68/1999.

Quante ore di lavoro può fare una categoria protetta?

La normativa vigente non stabilisce regole specifiche relative all’orario lavorativo per i lavoratori appartenenti alle categorie protette. Questi lavoratori hanno diritto ai permessi previsti dalla Legge 104, ma possono comunque lavorare le stesse ore degli altri impiegati, incluse anche le ore di lavoro straordinario e i turni notturni.

Che differenza c’è tra un disabile e un invalido?

La disabilità si riferisce al disagio personale sperimentato da un individuo a causa della propria condizione medica, che si manifesta non solo nella vita privata, ma in particolare nell’ambiente lavorativo. L’handicap, invece, misura l’impatto che una condizione fisica o mentale ha sulla capacità di un individuo di interagire socialmente, evidenziando quindi il suo svantaggio a livello sociale.

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