Assunzione autistici, agevolazioni per startup sociali

Firmato il decreto che permette l’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup: vediamo a quali agevolazioni hanno diritto le imprese e i lavoratori.
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02/01/2023

Cosa prevede il decreto che agevola l’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup? Quali tipologie di imprese hanno accesso agli incentivi? Quali sono le agevolazioni per imprese e lavoratori autistici? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Per chi soffre di disturbi dello spettro autistico, l’accesso al mondo del lavoro non è facile.

Recentemente, però, è stato firmato un decreto ministeriale con il quale vengono definite le modalità attuative di benefici fiscali e contributivi a favore dell’ assunzione dei lavoratori autistici nelle start up.

Il decreto, ha come obiettivo quello di favorire l’integrazione sociale e lavorativa delle persone con autismo: vediamo di cosa si tratta in questo approfondimento.

Indice

Cosa prevede il decreto che favorisce l’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup

A favorire l’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup è il decreto Fisco lavoro 146/2021, che prevede:

  • l’inquadramento come start up innovativa a vocazione sociale;
  • un incentivo economico del 70 per cento della retribuzione per i datori di lavoro;
  • la non imponibilità dello stipendio per il lavoratore autistico.

Prima di vedere nel dettaglio tutte queste misure, cerchiamo di capire cosa si intende per start up a vocazione sociale.

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Assunzione dei lavoratori autistici nelle startup a vocazione sociale

L’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup, avverrà da parte delle imprese a vocazione sociale.

Le start up innovative a vocazione sociale, sono una particolare categoria di imprese, disciplinata dall’art. 25 comma 4 del DL 179/2006.

Queste società operano in via esclusiva nei settori definiti dal D.lgs. 155/2006, ossia:

  • assistenza sociale e sanitaria;
  • educazione, istruzione e formazione;
  • tutela dell’ambiente e dell’ecosistema;
  • valorizzazione del patrimonio culturale e turismo sociale;
  • formazione universitaria e post- universitaria, ricerca ed erogazione di servizi culturali, formazione extra-scolastica finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo;
  • servizi strumentali alle imprese sociali.

Per accedere agli incentivi, a queste start up sono richiesti i seguenti requisiti:

  • residenza in Italia;
  • costituzione da non più di 60 mesi;
  • impiego di lavoratori con disturbi dello spettro autistico, quali dipendenti o collaboratori, per un periodo di almeno un anno, in proporzione uguale o superiore ai due terzi della forza lavoro complessiva.

Una volta chiarito cosa si intende per start up a vocazione sociale e quali requisiti devono avere per ottenere gli incentivi, vediamo in cosa consistono dettagliatamente questi ultimi.

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Assunzione dei lavoratori autistici nelle startup: agevolazioni per le start up

Le imprese a vocazione sociale che prevedono l’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup hanno le seguenti agevolazioni:

  • non imponibilità degli utili di servizio derivanti dall’attività d’impresa ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per 5 esercizi successivi alla data di inizio di attività;
  • incentivo, per un periodo di 36 mesi e nella misura del 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore autistico assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. L’incentivo è corrisposto al datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili (si attende il decreto attuativo del Ministero del Lavoro).

Andiamo a vedere quali sono invece le agevolazioni per i lavoratori autistici.

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Assunzione dei lavoratori autistici nelle startup
Assunzione autistici, agevolazioni per startup sociali: nella foto una donna.

Assunzione dei lavoratori autistici nelle startup e agevolazioni

L’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup permettono di ottenere diverse agevolazioni ai lavoratori stessi.

Per prima cosa, il decreto n. 146 del 21 ottobre 2021, prevede che la retribuzione dei lavoratori autistici assunti dalle start up a vocazione sociale sia costituita:

  • da una parte che non può essere inferiore al minimo tabellare previsto, per il rispettivo livello di inquadramento, dal contratto collettivo applicabile;
  • e da una parte variabile, che consiste in trattamenti collegati a obiettivi o parametri di rendimento, concordati tra datore di lavoro e lavoratore.

La retribuzione percepita dal lavoratore autistico, poi, non concorre alla formazione del reddito imponibile complessivo dello stesso lavoratore, sia ai fini fiscali, sia ai fini contributivi.

Detto questo, vediamo cosa succede nel caso in cui l’assegno o la pensione di invalidità percepita dal lavoratore autistico, siano soggetti a limiti reddituali per la loro percezione.

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Cosa succede in caso di assunzione dei lavoratori autistici nelle startup se percepiscono assegno di invalidità

In seguito all’assunzione dei lavoratori autistici nelle startup, se gli stessi percepiscono assegno o pensione di invalidità soggetti a limiti reddituali, il trattamento economico assistenziale verrà sospeso (e non revocato) per tutto il periodo di assunzione.

Il lavoratore disabile, in questo caso, dovrà comunicare tempestivamente all’INPS la variazione della propria situazione reddituale, per attivare la procedura di sospensione del trattamento, altrimenti rischia la perdita del beneficio e il rimborso delle somme indebitamente ricevute.

Al termine del contratto di assunzione, il lavoratore autistico invierà all’INPS domanda di ricostituzione reddituale. L’Istituto, dopo aver accertato la sussistenza dei requisiti reddituali, ridefinisce la pensione o l’assegno di invalidità e lo eroga nuovamente a partire dal mese successivo al termine del contratto di assunzione.

Ricordiamo che, comunque, quanto detto in questo approfondimento è in attesa della pubblicazione delle norme attuative con decreto interministeriale.

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