Ti spiego in questo articolo se l’assegno ordinario spetta anche agli artigiani. Come funziona, come si calcola e come si presenta la domanda. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Guida all’Assegno Ordinario di Invalidità 2024, importi e regole
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Cos’è l’assegno ordinario?
Nato con la legge 12 giugno 1984, n. 222, l’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione previdenziale che l’INPS eroga quando l’idoneità al lavoro, in occupazioni confacenti alla propria formazione, scende in modo permanente sotto il terzo.
È una pensione a tutti gli effetti (non reversibile) che dura tre anni, è rinnovabile fino a tre conferme e, raggiunta l’età di vecchiaia, si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia mantenendo l’importo maturato.
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Dal 3 luglio 2025, con la sentenza n. 94 della Corte costituzionale, anche gli assegni liquidati interamente con il metodo contributivo hanno diritto all’integrazione al trattamento minimo, superando il divieto posto dalla riforma Dini del 1995.
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Come funziona e a chi spetta l’assegno ordinario?
Per ottenerlo servono due requisiti: la riduzione permanente della capacità lavorativa certificata dalle commissioni medico-legali dell’Istituto e un’anzianità assicurativa minima di cinque anni (260 settimane), di cui almeno tre anni di contributi nell’ultimo quinquennio che precede la domanda, come stabilisce l’articolo 4 della legge 222/1984.
I contributi considerati utili possono essere obbligatori, volontari, da riscatto o figurativi (malattia, maternità, disoccupazione, servizio militare, cassa integrazione). L’AOI spetta ai lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (Fondo pensioni lavoratori dipendenti), agli autonomi delle gestioni speciali e agli iscritti alla Gestione Separata.
La platea abbraccia «lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati». L’importo iniziale, calcolato con le stesse regole pensionistiche della gestione di appartenenza, si rivaluta ogni anno. Al momento dei rinnovi triennali, viene ricalcolato sulla contribuzione nel frattempo accreditata.
L’assegno ordinario spetta anche agli artigiani?
Sì, a pieno titolo. Gli artigiani – come commercianti e coltivatori diretti – versano i propri contributi nella Gestione speciale dei lavoratori autonomi. Fin dal 1984 la legge 222 estende l’AOI alle «gestioni sostitutive, esonerative ed esclusive» dell’Ago.
In pratica, se un artigiano può far valere i cinque anni di assicurazione richiesti (di cui tre nell’ultimo quinquennio) e la commissione medico-legale certifica che la sua capacità lavorativa è scesa sotto il terzo, ha diritto all’assegno alle stesse condizioni di un dipendente. L’importo sarà calcolato sul montante contributivo della Gestione speciale, eventualmente integrato al minimo in applicazione della sentenza 94/2025, e seguirà le stesse regole di rinnovo e cumulabilità con i redditi da lavoro previste per gli altri assicurati.

