Assegno di inclusione: persone in condizione di svantaggio

Scopri a chi spetta l’Assegno di inclusione e persone in condizioni di svantaggio e come fare domanda.
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26/01/2024

Parliamo di Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Assegno di inclusione e persone in condizioni di svantaggio: a chi spetta

Spetta l’Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio ai seguenti soggetti:

  • con disturbi mentali, in carico ai servizi sociosanitari; ex degenti in ospedali psichiatrici;
  • con problematiche relative a dipendenze da alcol, stupefacenti, gioco, inseriti in programmi di riabilitazione;
  • vittime di tratta, di esseri umani, inserite in programmi di protezione;
  • affetti da specifiche fragilità sociali e inseriti in strutture di accoglienza o in programmi di alloggi di emergenza;
  • ex detenuti, definite svantaggiate ai sensi dell’articolo 4, della Legge 381 del 1991, nel primo anno successivo al fine pena e persone ammesse alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno in carico agli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna;
  • persone senza dimora iscritte nel registro di cui all’articolo 2, comma 4, della Legge 24 dicembre 1954, n.1228, che versano in una condizione di povertà tale da non poter reperire e mantenere un’abitazione in autonomia, come definite all’articolo 2, comma 4, lettera b) del decreto legislativo n. 112 del 2017, in carico ai servizi sociali territoriali, anche in forma integrata con gli enti del Terzo Settore;
  • iscritte all’anagrafe della popolazione residente, in condizione di povertà estrema e senza dimora, che vivono in dormitori o in sistemazioni di fortuna, o che fruiscono di strutture di accoglimento notturno;
  • che sono in procinto di uscire da strutture di protezione, cura o detenzione, ma che non dispongono di una soluzione abitativa;
  • neomaggiorenni, di età compresa tra i diciotto e i ventuno anni, che vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che li abbia collocati in comunità residenziali o in affido eterofamiliare, e la cui famiglia è stata destinataria di interventi finalizzati a prevenire condizioni di povertà ed esclusione sociale.

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Chi valuta i requisiti per l’Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio

A valutare i requisiti per l’Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio sono i Servizi Sociali.

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I servizi sociali e le autorità competenti verificano se chi richiede assistenza si trova effettivamente in una situazione di svantaggio, secondo i criteri specificati. Il soggetto pubblico competente, in questo contesto, è colui che segue la persona nei suoi percorsi sociali, sanitari o sociosanitari.

Esempi di soggetti pubblici competenti includono:

  • una struttura protetta per donne vittime di violenza;
  • una struttura di recupero per tossicodipendenti;
  • una casa di cura per coloro affetti da disturbi psichiatrici.

Le persone appartenenti a queste categorie devono ottenere la firma della struttura che li sta assistendo, confermando le loro reali condizioni di svantaggio attraverso la compilazione di un modulo che sarà firmato e timbrato dalla struttura di appartenenza.

Le regole in merito ad Assegno di inclusione e servizi sociali prevedono che il beneficiario venga convocato dagli stessi. Ma cosa succede se non arriva la lettera di convocazione? Scopri cosa bisogna fare.

Gli altri requisiti per richiedere l’Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio

Per ottenere l’Assegno di inclusione, bisogna soddisfare anche i requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno.

Innanzitutto bisogna essere cittadino europeo, familiare di un cittadino europeo con diritto di soggiorno, oppure cittadino di paesi terzi con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o status di protezione internazionale.

Inoltre, bisogna risiedere in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

L’ottenimento è subordinato alla prova dei mezzi basata sull’ISEE, alla situazione reddituale del richiedente e del suo nucleo familiare, e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa.

A livello finanziario, il nucleo familiare del richiedente deve avere un ISEE non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare annuo inferiore a una soglia di 6.000 euro moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza.

Questo parametro è 1 per il nucleo familiare, incrementato fino a un massimo di 2,2, che può salire a 2,3 in presenza di componenti con disabilità grave o non autosufficienza.

Dal reddito familiare vengono sottratti i trattamenti assistenziali inclusi nell’ISEE e quanto percepito tramite Assegno di inclusione, Reddito di cittadinanza o altre misure di contrasto alla povertà. Sono invece aggiunti i trattamenti assistenziali in corso di godimento, esclusi quelli per disabilità non sottoposti alla prova dei mezzi.

I compensi per il lavoro sportivo dilettantistico sono inclusi nel reddito familiare ai fini della valutazione economica del nucleo familiare.

Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio.
Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio. Nella foto: una freccia rossa che punta verso il basso.

Come fare domanda per l’Assegno di inclusione e persone in condizione di svantaggio

Se hai bisogno di richiedere l’Assegno di Inclusione, puoi farlo comodamente in diversi modi. Innanzitutto, via internet attraverso il sito ufficiale dell’INPS (www.inps.it). Accedi usando SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità Elettronica.

Se preferisci un approccio di persona, puoi recarti presso gli Enti Patronati previsti dalla legge 30 marzo 2001, n. 152, oppure presso i Centri di Assistenza Fiscale.

Una volta inviata la domanda, i tuoi dati saranno resi disponibili nella piattaforma di attivazione per l’inclusione sociale e lavorativa del Sistema Informativo di Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL).

FAQ sull’Assegno di inclusione

Cosa è cambiato per l’Assegno di inclusione a giugno 2023?

A giugno 2023 sono state introdotte alcune modifiche all’Assegno di inclusione. È importante tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2024, l’Assegno di inclusione prenderà il posto del Reddito di cittadinanza. Le modifiche riguardano l’obbligo per il percettore attivabile al lavoro di accettare la prima offerta congrua di lavoro.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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