Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo

Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo: è in pagamento a partire da oggi. Vediamo a chi spetta e quali sono gli importi.
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27/05/2024

Vi parliamo di Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo dal 27 maggio 2024 (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo

Il secondo pagamento dell’Assegno di inclusione di maggio 2024 è in arrivo tra oggi 27 e domani 28 per chi vede le date sul proprio fascicolo previdenziale, ed è destinato a chi lo ha ricevuto già ad aprile.

Ricordiamo che a partire da mercoledì 15 è stato invece pagato a tutti coloro che hanno presentato la domanda per la prima volta o hanno visto sbloccarsi gli arretrati.

Con questo assegno, le famiglie riceveranno fino a 6.000 euro all’anno, quindi 500 euro al mese, moltiplicati per il parametro corrispondente della scala di equivalenza. A questo importo si aggiunge un eventuale contributo per l’affitto, fino a un massimo di 280 euro al mese.

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Se il nucleo familiare è composto interamente da persone con almeno 67 anni o da familiari disabili o non autosufficienti, l’importo dell’Assegno di inclusione aumenta.

L’importo previsto sarà depositato direttamente sulla loro Carta di Inclusione fornita da Poste Italiane. Ricordiamo che la disposizione di pagamento va sempre controllata sul sito INPS.

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Come si calcola l’Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo

Se hai diritto all’Assegno di inclusione, l’importo che riceverai dipende dalla scala di equivalenza, stabilita dall’articolo 2, comma 4, del decreto legge n. 48/2023.

Questa scala varia da 1 a un massimo di 2,3, aumentando ulteriormente a 2,3 se ci sono membri con disabilità grave o non autosufficienza.

Scala di equivalenza per l’Assegno di inclusione

Ecco come funziona il calcolo:

  • + 0,50 per ogni componente con disabilità o non autosufficiente, anche minore;
  • + 0,40 per ogni componente sopra i 60 anni;
  • + 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura;
  • + 0,30 per ogni adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e in programmi di cura certificati;
  • + 0,15 per ogni minore fino a due anni;
  • + 0,10 per ogni ulteriore minore.

Non vengono conteggiati nella scala di equivalenza i membri del nucleo familiare che risiedono in strutture a totale carico pubblico o durante periodi di interruzione della residenza in Italia per gravi motivi di salute.

Il parametro della scala di equivalenza per i carichi di cura si applica a un solo componente del nucleo familiare (circolare INPS n. 105/2023).

La formula per calcolare l’importo è:

  • [(valore soglia del reddito familiare – reddito familiare + canone di locazione)]:12
Composizione del nucleo familiareParametro applicatoSoglia di reddito in euro annui
Nucleo di un adulto in condizione di disabilità16.000
Nucleo di due adulti di cui uno in condizioni di svantaggio inserito in programmi di cura e assistenza1,307.800
Nucleo con due adulti e due figli minori sopra i tre anni1,307.800
Nucleo con due figli minori di cui uno sotto i tre anni1,7010.200
Nucleo con due adulti e tre figli minori1,8010.800
Nucleo con due adulti e un figlio minore disabile1,9011.400
Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo dal 27 maggio: parametro della scala di equivalenza applicato e soglia del reddito in base alla composizione del nucleo familiare.
Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo
Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo. Nella foto: calendario 27 maggio.

Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo: esempi di calcolo

In base alla formula per il calcolo dell’Assegno di inclusione riportata nel precedente paragrafo, facciamo dei pratici esempi.

Esempio 1. Immaginiamo per prima cosa di dover calcolare l’Assegno di inclusione di una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità.

Si parte sempre da un numero che è 6000 euro, che poi si va a moltiplicare al parametro della scala di equivalenza.

La scala di equivalenza ci dice che per una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità, il parametro applicato è di 1,90.

Dobbiamo quindi moltiplicare 6000 euro per 1,90:

  • 6000 x 1,90 = 11.400 (Quota A)

Da questa somma, si deve poi togliere, se presente, il reddito familiare. Quindi, ipotizziamo che la famiglia abbia un reddito di 2000 euro annui:

  • 11.400 – 2000 = 9.400 euro

A questo punto si divide 9.400 euro x 12:

  • 9.400/12 = 783,33 euro

Questo è l’importo mensile dell’Assegno di inclusione con un figlio disabile, per una famiglia che ha un reddito annuo di 2000 euro.

Ovviamente, se non c’è un reddito, non va sottratto nulla a 11.400. Quindi l’importo sarà il seguente:

  • 11.400/12 = 950 euro.

Se in questo nostro esempio, poi, la famiglia con un figlio disabile paga l’affitto, all’importo mensile dell’Assegno di inclusione si aggiunge anche l’importo per l’affitto fino a un massimo di 280 euro (Quota B), se in famiglia ci sono persone che hanno meno di 67 anni.

Se le persone che compongono il nucleo familiare sono tutte più anziane di 67 anni o sono tutte non autosufficienti, allora l’importo dell’affitto si riduce.

Ora, seguendo questo procedimento e la formula che abbiamo riportato, facciamo velocemente altri esempi.

Esempio 2: immagina una famiglia con 3 adulti, di cui uno con disabilità. Vivono in casa propria e guadagnano 3.500 euro all’anno. In questo caso, hanno diritto solo alla Quota A, che è calcolata sottraendo al limite di reddito annuo di 6.000 euro la scala di equivalenza moltiplicata per il reddito familiare. Quindi, otterrebbero 658,33 euro al mese.

Esempio 3: se la stessa famiglia vive in affitto, avranno sia la Quota A che la Quota B. La Quota A sarà di 450 euro al mese e la Quota B di 280 euro al mese, portando il totale a 730 euro mensili.

Esempio 4: un’altra famiglia con 2 genitori e 2 minori, uno dei quali ha meno di tre anni e ha bisogni speciali. Vivono in casa propria con un reddito annuo di 4.500 euro, quindi avranno solo la Quota A, che ammonta a 475 euro al mese.

Esempio 5: se la stessa famiglia vive in affitto, pagando 5.600 euro all’anno, e il reddito familiare è di 7.000 euro, avranno sia la Quota A che la Quota B, ma la Quota B sarà ridotta a 280 euro al mese, conformemente alla normativa sulla locazione. Quindi, riceveranno 546,70 euro al mese.

Esempio 6: Infine, immagina una famiglia con 2 adulti, uno dei quali ha una disabilità. Vivono in casa propria con un reddito familiare di 5.500 euro all’anno. In questo caso, avranno solo la Quota A, che sarà di 291,67 euro al mese.

Come controllare il saldo dell’Assegno di inclusione

I beneficiari possono controllare il saldo sulla Carta di inclusione in diversi modi:

  • presso gli ATM Postamat, inserendo la carta e digitando il PIN;
  • presso gli sportelli di Poste Italiane;
  • tramite il servizio di lettura telefonica.

Molte persone vedono lo stato della loro domanda in evidenza, oppure respinta o sospesa. Vediamo cosa bisogna fare in questi casi.

FAQ sull’Assegno di inclusione per persone con disabilità in arrivo

Cos’è l’Assegno di Inclusione e a chi si rivolge?

L’Assegno di inclusione è una misura di sostegno economico e inclusione sociale e professionale rivolta a:

  • nuclei con minorenni;

Come va presentata la domanda per l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione dovrà essere richiesto:

  • direttamente dal sito internet www.inps.it , accedendo tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) nell’apposita sezione dedicata all’Adi;
  • oppure ai Centri di Assistenza fiscale (CAF).

Per avviare il percorso di attivazione che dà diritto al beneficio, è inoltre necessaria l’iscrizione alla piattaforma SIISL e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD), che possono essere effettuate contestualmente alla presentazione della domanda.

C’è una scadenza per presentare la domanda per l’Assegno di inclusione?

No, non sono previste scadenze. Il beneficio sarà riconosciuto dall’INPS, previa verifica dei requisiti, entro la fine del mese successivo a quello di sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

Che cos’è l’ISEE corrente e quando va presentato?

L’ISEE corrente aggiorna il valore dell’Indicatore ISEE prendendo a riferimento i redditi e /o i patrimoni relativi ad un periodo di tempo più ravvicinato.

Per poter richiedere l’ISEE corrente è necessario il possesso di un ISEE in corso di validità nonché alternativamente:

  • una variazione della situazione lavorativa ovvero un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo per uno o più componenti del nucleo familiare. Tali variazioni devono essersi verificate posteriormente al 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’ISEE calcolato in via ordinaria (ad esempio per le DSU presentate nel 2024 la variazione deve essere intervenuta dopo il 1° gennaio 2022);
  • una variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente;
  • una variazione della situazione patrimoniale complessiva del nucleo superiore al 20% rispetto alla situazione patrimoniale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente. Tale variazione può essere fatta valere a decorrere dal 1° aprile di ciascun anno e può anche essere cumulata con le variazioni di cui al primo o al secondo punto.

Nel caso in cui siano aggiornati solo i redditi, l’ISEE corrente ha validità di sei mesi dal momento della presentazione della DSU a meno di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Nell’ipotesi in cui siano aggiornati solo i patrimoni ovvero i patrimoni e i redditi l’ISEE corrente ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione della DSU. Se durante il periodo di validità dell’ISEE corrente, nel quale sia stata aggiornata anche o solo la componente reddituale, intervengano variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Nel caso di mancato rinnovo dell’ISEE corrente, sarà considerato l’ISEE ordinario.

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