Assegno di inclusione e disabilità, come funziona nello specifico per chi ha una disabilitàe per chi ha un carico di cura. Quest’ultimo aspetto è infatti meno trattato, ma è in realtà molto importante per determinare il diritto al sussidio, l’importo e gli obblighi dal punto di vista lavorativo . - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Assegno di inclusione e persone con disabilità: cosa sapere
Il diritto all’Assegno di Inclusione per un nucleo familiare con un membro disabile è soggetto a diversi criteri oltre alla condizione di disabilità, tra cui requisiti economici, di cittadinanza, residenza e soggiorno. Tuttavia, i criteri finanziari e patrimoniali variano in base al livello di disabilità.
Questo beneficio, che sostituisce anche la Pensione di Cittadinanza, offre condizioni meno rigorose per i singoli individui con disabilità grave o non autosufficienti, consentendo loro di soddisfare i requisiti di reddito con importi più generosi in determinati casi.
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Ricordiamo che l’Assegno di inclusione è pensato proprio come forma di sussidio per cittadini che rientrano in determinate condizioni, tra cui proprio i cittadini con disabilità. Inoltre, la misura è pensata per favorire il reinserimento lavorativo dei beneficiari occupabili, in cui non rientrano i cittadini con disabilità. Ma come funziona invece per chi ha un carico di cura?
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Assegno di inclusione e persone con disabilità al 100%
L’approccio che divide le persone tra quelle occupabili e gli altri, già problematico di per sé, diventa ancor più critico quando si tratta di individui con disabilità, i quali dovrebbero essere considerati una delle priorità principali.
Un punto cruciale riguarda gli adulti con invalidità civile. Secondo le normative sull’ISEE, un adulto che vive separatamente dai genitori costituisce un nucleo familiare autonomo, a meno che non sia considerato a loro carico per motivi fiscali.
Tuttavia, questa regola ha un’eccezione nel caso in cui l’adulto sia sposato o abbia figli, situazioni in cui forma un nucleo familiare separato.
Di conseguenza, se un adulto con invalidità civile vive da solo e non è sposato o senza figli, i suoi redditi vengono inclusi nell’ISEE dei genitori, superando facilmente i limiti per l’accesso a vari benefici e servizi.
Ad esempio, una persona disabile che vive da sola o con un partner, anch’esso con invalidità, nonostante riceva un assegno di invalidità, non è esentata dall’Assegno di Inclusione, finendo così per essere considerata nell’ISEE dei genitori.
Per ulteriori informazioni su come l’Assegno di Inclusione e l’Assegno Ordinario influenzino il reddito per l’AdI e cosa includere o escludere dal calcolo del reddito, è possibile consultare le specifiche relative.
Assegno di inclusione e persone con disabilità al 100%: come funziona per i carichi di cura
Per quanto riguarda i carichi di cura, cioè il doversi occupare di un altro componente del nucleo famigliare (per esempio figli minorenni o componenti con disabilità che li rende non autosufficienti), la normativa prevede che:
“sono tenuti all’obbligo di adesione al percorso lavorativo i componenti del nucleo familiare, maggiorenni, che esercitano la responsabilità genitoriale, non già occupati e non frequentanti un regolare corso di studi, e che non abbiano carichi di cura. Costoro, a seguito dell’indirizzamento ai centri per l’impiego, sono tenuti a sottoscrivere entro sessanta giorni il Patto di servizio personalizzato previa sottoscrizione del PAD individuale, e a seguire il successivo percorso di attivazione.”
Anche in questo caso poniamo l’attenzione sull’eventuale cittadino single che, in quanto tale, non può attribuirsi il carico di cura. Un altro aspetto debole di una normativa che dovrebbe innanzitutto andare incontro a situazioni di difficoltà o disagio dovute a membri con disabilità, cioè più fragili e bisognosi di cura.
Si tratta di un aspetto molto importante che, magari, nel corso del tempo verrà modificato e migliorato, ma che ad oggi ci mette davanti a dei veri e propri “buchi” nel raggiungere l’obiettivo della misura che è dichiaratamente: “una misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro”.
Se vuoi approfondire la questione Adi e carichi di cura, ecco un video completo su come compilare la procedura:
Assegno di inclusione 2024: requisiti
Passiamo ora a comprendere quali sono i requisiti per poter ottenere l’Assegno di inclusione, prestando particolare attenzione alla condizione della persona che concretamente lo richiede. Dal punto di vista della cittadinanza, del soggiorno o della residenza, il richiedente deve rientrare in una di queste condizioni:
- cittadino italiano o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno;
- cittadino di altro Paese dell’Unione europea o suo familiare che sia titolare del soggiorno;
- cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- titolare dello status di protezione internazionale o di apolide.
Per quanto riguarda invece i requisiti economici, il richiedente deve possedere tutti questi elementi:
- Dichiarazione ISEE in corso di invalidità inferiore o uguale a 9.360 euro;
- Reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui (moltiplicati per la scala di equivalenza di cui parleremo in seguito;
- Patrimonio immobiliare (come definito per l’ISEE) non superiore a 30.000 euro (e non superiore a 150.000 euro se si considera l’abitazione di valore ai fini IMU);
- Patrimonio mobiliare (depositi, risparmi, conti corrente…) non superiore a 6.000 euro in caso di una sola persona, 8.000 euro in caso di due persone e 10.000 euro per nuclei familiari da tre o più componenti (+1.000 euro per ogni figlio dal terzo in poi).
Queste somme possono essere maggiorate in caso di componenti del nucleo familiare con disabilità (+5.000 euro), disabilità grave o non autosufficienza (+7.500 euro).

FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione
L’Adi si può accumulare?
Ad ora, quindi, l’Assegno di inclusione si può accumulare. Infatti, non sono presenti obblighi di spesa dal punto di vista delle tempistiche, come invece accadeva per il Reddito di cittadinanza.
Come si calcola l’Adi?
Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:
[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12
O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:
[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12
Come funziona la scala di equivalenza?
Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:
- + 0,50 per ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente;
- + 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni;
- + 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura;
- + 0,30 per ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psicosociale e inserito in programmi di cura e assistenza certificati dalla PA;
- + 0,15 per ciascun minore di età, fino al secondo;
- + 0,10 per ogni ulteriore minore di età.
Quanto dura l’Adi?
Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza.
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