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Assegno di inclusione e carico di cura: quando c’è l’aumento

Assegno di inclusione e carico di cura: vediamo cosa si intende per “carico di cura” e in quali casi spetta l’aumento dell’importo del sussidio.
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12/02/2024

Parliamo di Assegno di inclusione e carico di cura (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Quando spetta l’aumento dell’Assegno di inclusione e carico di cura

L’aumento dell’Assegno di inclusione e carico di cura spetta al nucleo familiare in cui è presente una persona disabile al 100% non autosufficiente. In questo caso, l’importo è di 630 euro più 150 euro di contributo d’affitto.

Per gli altri nuclei familiari in cui non è presente una persona con disabilità gravissima, l’importo è invece fino a 6.000 euro l’anno, 500 euro al mese, più un contributo affitto per le locazioni regolari di 3.360 euro l’anno (280 euro al mese).

L’Assegno di inclusione viene erogato per 18 mesi. Poi dopo un mese di stop è rinnovato per periodi ulteriori di 12 mesi.

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Ma andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio cosa è previsto.

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Chi sono i componenti con carichi di cura per l’Assegno di inclusione

I componenti con carichi di cura sono valutati con riferimento alla presenza di minori di tre anni o di tre o più figli minori di età o di componenti il nucleo familiare con disabilità o non autosufficienza, ai sensi dell’allegato 3 al DPCM n. 159/2013. A questi ultimi, come abbiamo detto, spetta l’aumento dell’assegno.

Uno dei requisiti per richiedere l’Assegno di inclusione è non possedere auto di una certa cilindrata nei 36 mesi antecedenti la richiesta. Scopri come funziona per l’Assegno di inclusione e auto per persone disabili.

Come calcolare l’Assegno di inclusione e carico di cura

Se hai diritto all’Assegno di inclusione e carico di cura, l’importo che riceverai dipende dalla scala di equivalenza, stabilita dall’articolo 2, comma 4, del decreto legge n. 48/2023.

Questa scala varia da 1 a un massimo di 2,3, aumentando ulteriormente a 2,3 se ci sono membri con disabilità grave o non autosufficienza.

Scala di equivalenza per il calcolo dell’importo dell’Assegno di inclusione

Ecco come funziona il calcolo:

  • 0,50 per ogni componente con disabilità o non autosufficiente, anche minore;
  • 0,40 per ogni componente sopra i 60 anni;
  • 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura;
  • 0,30 per ogni adulto in condizione di grave disagio bio-psico-sociale e in programmi di cura certificati;
  • 0,15 per ogni minore fino a due anni;
  • 0,10 per ogni ulteriore minore.

Non vengono conteggiati nella scala di equivalenza i membri del nucleo familiare che risiedono in strutture a totale carico pubblico o durante periodi di interruzione della residenza in Italia per gravi motivi di salute.

Il parametro della scala di equivalenza per i carichi di cura si applica a un solo componente del nucleo familiare (circolare INPS n. 105/2023).

La formula per calcolare l’importo è:

[(valore soglia del reddito familiare – reddito familiare + canone di locazione)]:12

Composizione del nucleo familiareParametro applicatoSoglia di reddito in euro annui
Nucleo di un adulto in condizione di disabilità16.000
Nucleo di due adulti di cui uno in condizioni di svantaggio inserito in programmi di cura e assistenza1,307.800
Nucleo con due adulti e due figli minori sopra i tre anni1,307.800
Nucleo con due figli minori di cui uno sotto i tre anni1,7010.200
Nucleo con due adulti e tre figli minori1,8010.800
Nucleo con due adulti e un figlio minore disabile1,9011.400
Assegno di inclusione e carico di cura: parametro della scala di equivalenza applicato e soglia del reddito in base alla composizione del nucleo familiare.

Riceverai l’assegno ogni mese per un massimo di 18 mesi, con la possibilità di rinnovare per un ulteriore anno dopo una sospensione di un mese.

L’importo sarà erogato tramite la “Carta di inclusione“, da ritirare presso gli uffici postali.

Scopri a chi spetta l’Assegno di inclusione e persone in condizioni di svantaggio e come fare domanda.

Qualche esempio pratico di calcolo Assegno di inclusione e carico di cura

In base alla formula per il calcolo dell’Assegno di inclusione e carico di cura riportata nel precedente paragrafo, facciamo dei pratici esempi:

  • Esempio 1. Immaginiamo per prima cosa di dover calcolare l’Assegno di inclusione di una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità al 100 per cento.

Si parte sempre da un numero che è 6000 euro, che poi si va a moltiplicare al parametro della scala di equivalenza.

La scala di equivalenza ci dice che per una famiglia in cui sono presenti due adulti e un figlio con disabilità, il parametro applicato è di 1,90.

Dobbiamo quindi moltiplicare 6000 euro per 1,90:

  • 6000 x 1,90 = 11.400 (Quota A)

Da questa somma, si deve poi togliere, se presente, il reddito familiare. Quindi, ipotizziamo che la famiglia abbia un reddito di 2000 euro annui:

  • 11.400 – 2000 = 9.400 euro

A questo punto si divide 9.400 euro x 12:

  • 9.400/12 = 783,33 euro

Questo è l’importo mensile dell’Assegno di inclusione con un figlio con disabilità al 100 per cento, per una famiglia che ha un reddito annuo di 2000 euro.

Ovviamente, se non c’è un reddito, non va sottratto nulla a 11.400. Quindi l’importo sarà il seguente:

  • 11.400/12 = 950 euro.

Se in questo nostro esempio, poi, la famiglia con un figlio disabile paga l’affitto, all’importo mensile dell’Assegno di inclusione si aggiunge anche l’importo per l’affitto fino a un massimo di 150 euro (Quota B).

Ora, seguendo questo procedimento e la formula che abbiamo riportato, facciamo velocemente altri esempi:

  • Esempio 2: immagina una famiglia con 3 adulti, di cui uno con disabilità al 100 per cento. Vivono in casa propria e guadagnano 3.500 euro all’anno. In questo caso, hanno diritto solo alla Quota A, che è calcolata sottraendo al limite di reddito annuo di 6.000 euro la scala di equivalenza moltiplicata per il reddito familiare. Quindi, otterrebbero 658,33 euro al mese.
  • Esempio 3: se la stessa famiglia vive in affitto, avranno sia la Quota A che la Quota B. La Quota A sarà di 450 euro al mese e la Quota B di 150 euro al mese, portando il totale a 600 euro mensili.
  • Esempio 4: un’altra famiglia con 2 genitori e 2 minori, uno dei quali ha meno di tre anni e ha bisogni speciali. Vivono in casa propria con un reddito annuo di 4.500 euro, quindi avranno solo la Quota A, che ammonta a 475 euro al mese.
  • Esempio 5: Infine, immagina una famiglia con 2 adulti, uno dei quali ha una disabilità al 100 per cento. Vivono in casa propria con un reddito familiare di 5.500 euro all’anno. In questo caso, avranno solo la Quota A, che sarà di 291,67 euro al mese.

Assegno di inclusione e categorie protette: scopri se le categorie protette vengono convocate dai servizi sociali.

Assegno di inclusione e carico di cura
Assegno di inclusione e carico di cura. Nella foto: una mamma con la sua bambina in sedia a rotelle.

Gli altri requisiti per richiedere l’Assegno di inclusione e carico di cura

Per ottenere l’Assegno di inclusione, bisogna soddisfare anche i requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno.

Innanzitutto bisogna essere cittadino europeo, familiare di un cittadino europeo con diritto di soggiorno, oppure cittadino di paesi terzi con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o status di protezione internazionale.

Inoltre, bisogna risiedere in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

L’ottenimento è subordinato alla prova dei mezzi basata sull’ISEE, alla situazione reddituale del richiedente e del suo nucleo familiare, e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa.

A livello finanziario, il nucleo familiare del richiedente deve avere un ISEE non superiore a 9.360 euro e un reddito familiare annuo inferiore a una soglia di 6.000 euro moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza.

Questo parametro è 1 per il nucleo familiare, incrementato fino a un massimo di 2,2, che può salire a 2,3 in presenza di componenti con disabilità grave o non autosufficienza.

Dal reddito familiare vengono sottratti i trattamenti assistenziali inclusi nell’ISEE e quanto percepito tramite Assegno di inclusione, Reddito di cittadinanza o altre misure di contrasto alla povertà.

Sono invece aggiunti i trattamenti assistenziali in corso di godimento, esclusi quelli per disabilità non sottoposti alla prova dei mezzi.

I compensi per il lavoro sportivo dilettantistico sono inclusi nel reddito familiare ai fini della valutazione economica del nucleo familiare.

Ecco come controllare la domanda di Assegno di inclusione, perché in alcuni casi è respinta e come si usa la Carta di inclusione.

Come presentare domanda per l’Assegno di inclusione e carico di cura

L’Assegno di inclusione va richiesto all’INPS. Per presentare la domanda dovrai seguire questo iter:

sottoscrivere il patto di attivazione digitale, cioè iscriverti al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL), che garantisce l’interazione tra diverse banche dati e aiuti INPS e forze dell’ordine nei controlli;

aderire a un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa (patto di servizio personalizzato). Il percorso viene definito nell’ambito di uno o più progetti finalizzati a identificare i bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti. 

Ovviamente, non ha l’obbligo di aderire al percorso lavorativo la persona disabile considerata “inoccupabile”, a meno che non richieda essa stessa di parteciparne.

Devono farlo, invece, tutti gli altri componenti del nucleo familiare con un’età compresa tra i 18 e i 59 anni, considerati “occupabili”.

Se non lo fanno, si rischia di perdere il diritto all’Assegno di inclusione per persone disabili, così come il sussidio verrà revocato se uno dei componenti del nucleo rifiuta già la prima offerta di lavoro congrua.

I nuclei familiari che intendono fare richiesta per l’Assegno di inclusione, al momento della domanda e per tutta la fruizione del sussidio, devono possedere una serie di requisiti, altrimenti vengono esclusi dalla misura.

Scopri nel dettaglio chi sono gli esclusi dall’Assegno di inclusione.

FAQ sull’Assegno di inclusione e carico di cura

Cos’è un carico di cura?

Un carico di cura si riferisce all’insieme di responsabilità e attività che una persona svolge per prendersi cura di un individuo bisognoso di assistenza, come un familiare anziano, un coniuge malato o un figlio con disabilità.

Qual è il ruolo dell’assistenza formale nei carichi di cura?

L’assistenza formale può includere servizi offerti da professionisti della salute, come infermieri o terapisti, e servizi di supporto, come assistenza domiciliare o centri diurni, per alleviare il peso del carico di cura.

Chi può beneficiare dell’Assegno di inclusione se ha più di 60 anni?

Le persone che hanno superato i 60 anni di età, hanno un ISEE di massimo 9.360 euro e rispettano i requisiti di reddito e patrimoni, possono beneficiare dell’Assegno di inclusione.

Ci sono differenze tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione?

Le differenze sostanziali tra la Pensione di Cittadinanza e l’Assegno di inclusione riguardano il calcolo degli importi spettanti. Per il resto i requisiti di età e le condizioni economiche restano pressoché invariati.

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