Vediamo in questo articolo quali sono i chiarimenti INPS sugli assegni di inclusione. E in particolare sullo stop all’attribuzione dei carichi di cura se un componente del nucleo familiare beneficia del Supporto Formazione Lavoro. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Indice
Assegni di inclusione, con Sfl niente carico di cura
Quando un adulto del nucleo richiede il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), l’INPS non gli assegna più d’ufficio il carico di cura previsto per l’Assegno di inclusione (ADI).
Le due misure, infatti, non possono convivere: SFL serve a chi vuole formarsi o trovare lavoro, mentre il carico di cura aumenta l’importo dell’ADI per famiglie che assistono minori o persone fragili. Se non c’è un altro maggiorenne a cui attribuirlo, il parametro resta in sospeso.
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Cosa sono i carichi di cura
Per stabilire sia il limite di reddito sia la somma mensile dell’ADI, la legge usa una scala di equivalenza: ogni componente ottiene un punteggio. Il primo vale 1; gli altri aggiungono frazioni di punto.
Contano la disabilità, l’età (60 anni o più), il grave disagio certificato, la presenza di minori, ma soprattutto il carico di cura, che vale 0,4. Più punteggio significa soglia di reddito più alta e assegno più generoso. Il tetto massimo è 2,2, che sale a 2,3 se in famiglia c’è una disabilità grave o non autosufficienza.
L’attribuzione d’ufficio dei carichi di cura
Il parametro 0,4 spetta ai nuclei con bambini sotto i tre anni, tre o più figli minori oppure persone con disabilità. In teoria chi fa domanda di ADI indica subito il familiare a cui agganciare il carico di cura (solo uno per nucleo). Se questa scelta manca, l’INPS lo affida in automatico al primo maggiorenne. I servizi sociali possono confermare o spostare il carico su un altro adulto durante la valutazione multidimensionale.
Carichi di cura alternativi al Sfl
Gli adulti tra 18 e 59 anni senza responsabilità genitoriali e non inclusi nella scala di equivalenza possono chiedere il SFL e, insieme, mantenere l’ADI nei limiti di 3.000 euro l’anno. Se però a quella stessa persona venisse assegnato il carico di cura, il punteggio la rimetterebbe dentro la scala e farebbe decadere il SFL.
Per evitare pagamenti indebiti, l’INPS non attribuisce il carico di cura a chi ha già un SFL attivo; il beneficio formativo continua finché la pratica è “accolta”. L’interessato può comunque rinunciare al SFL in qualunque momento e chiedere che il carico passi a lui o a un altro componente, se possibile.
La comunicazione della variazione occupazionale
L’INPS sta riesaminando le domande di ADI respinte per reddito, ricalcolando gli arretrati quando il carico di cura ora risulta valido. Alcune pratiche, però, sono sospese perché manca il modello “ADI-Com esteso” con le nuove informazioni lavorative. Chi rientra in questo caso riceverà un SMS o una mail: avrà 60 giorni per inviare il modulo, altrimenti perderà la prestazione.

