Ape sociale 2024, aumenta il limite di età. Circolare INPS

Per l’Ape sociale 2024 aumenta il limite di età per l’accesso al trattamento, ma restano tutte le attività gravose che possono accedere a questa misura, disponibile anche per caregiver e per chi ha una invalidità pari o superiore al 74 per cento. Tutte le novità contenute in una circolare INPS.
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21/02/2024

Ape sociale 2024, aumenta il limite di età, ma resta in vigore  l’elenco delle categorie gravose che erano state previste nel 2021. Le novità sono state confermate dall’INPS e ridefiniscono i criteri di accesso per questo trattamento che accompagna alla pensione. (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Ape sociale 2024: la circolare

Una circolare INPS detta i nuovi criteri per l’accesso all’Ape sociale per il 2024: per beneficiare di questo pensionamento anticipato è richiesta un’età di 63 anni e 5 mesi.

La Circolare n. 35/2024, che interpreta la legge n. 213/2023 (legge di bilancio 2024), impone anche altre innovazioni, in particolare sulla compatibilità con una attività lavorativa: chi fa domanda nell’anno corrente non avrà più la possibilità di cumulare l’Ape sociale con redditi da lavoro dipendente o autonomo, con l’unica eccezione del lavoro autonomo occasionale, ma entro il limite di 5.000 euro annui.

Conferme invece per i lavoratori delle categorie definite “gravose”. Come per il biennio 2022-2023, e come sancito dalla legge n. 234/2021 e dalla legge n. 197/2022, queste categorie conservano l’accesso alla prestazione. E quindi, per sintetizzare:

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  • Età minima richiesta: 63 anni e 5 mesi.
  • Cumulabilità: esclusa, tranne per lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro annui.
  • Categorie gravose: confermate le stesse già previste nel biennio 2022-2023.

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Ape sociale 2024, come funziona

L’Ape sociale del 2024 permette dunque di anticipare il pensionamento a chi ha raggiunto i 63 anni e 5 mesi di età. Questo strumento si presenta dunque come un sostegno importante per i lavoratori che, pur avendo superato questa soglia di età, non hanno ancora raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia fissata a 67 anni. Per accedere all’Ape sociale è necessario:

  • Aver cessato ogni attività lavorativa;
  • Non essere titolari di una pensione diretta;
  • Trovarsi in una di queste condizioni:

Inoltre, è richiesto un periodo minimo di contribuzione:

L’Ape sociale consiste in un sussidio ponte mensile che può raggiungere fino a 1.500 euro lordi, una cifra che non include la tredicesima e non è soggetta a rivalutazioni basate sull’inflazione, e viene erogato fino al raggiungimento dei 67 anni, quando scatta la pensione di vecchiaia.

Per richiedere l’Ape sociale è necessario compilare una doppia domanda:

  1. La prima domanda verifica il possesso dei requisiti di accesso e porta alla certificazione del diritto.
  2. La seconda domanda è per la liquidazione del sussidio in sé.

Il nuovo limite di età per l’Ape sociale 2024

L’età per accedere all’Ape sociale è stata quindi rivista al rialzo: dal 2024, si richiedono 63 anni e 5 mesi. Questa modifica, indicata dall’INPS con l‘articolo 1, comma 136 della legge n. 213/2023, si applica a chiunque presenti domanda nel 2024, compresi coloro che avevano già maturato i requisiti l’anno precedente o quelli che hanno perso il beneficio e intendono richiederlo nuovamente.

Certificazione del diritto e domanda di accesso

Anche con il cambiamento dell’età richiesta, rimane valido il principio per cui la certificazione del diritto all’Ape sociale, ottenuta entro il 2023, consente di inoltrare la domanda di accesso anche oltre il termine del 31 dicembre 2024. Questa disposizione garantisce una certa flessibilità per i lavoratori che, nonostante le nuove normative, hanno ottenuto l’approvazione prima dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti.

Non si riduce l’elenco delle attività gravose

Nel 2024, l’INPS ha confermato, come accennato, che non ci saranno riduzioni nell’elenco delle attività considerate gravose. Significa che le categorie professionali individuate dalla legge n. 234/2021 e dalla legge n. 197/2022 continueranno a beneficiare dell’Ape sociale. Le condizioni specifiche per queste categorie sono:

  • Aver svolto attività gravose per almeno sette anni negli ultimi dieci, o almeno sei anni negli ultimi sette;
  • Possedere un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.

Sostegno ai lavoratori in attività gravose

L’espansione dell’elenco dei lavori gravosi, applicata alcuni anni fa dalla commissione guidata dall’ex Ministro Damiano, resta quindi in vigore, insieme al requisito contributivo agevolato di 32 anni per specifiche categorie, come gli edili e i ceramisti.

Limiti alla cumulabilità con i redditi da lavoro

A partire dal 2024, l’Ape sociale introduce anche delle novità sulla cumulabilità dei redditi da lavoro. Fino al 2023, era possibile cumulare l’Ape sociale con i redditi da lavoro dipendente fino a un massimo di 8.000 euro annui e 4.800 euro per il lavoro autonomo. Con l’approvazione della legge n. 213/2024, articolo 1, comma 137, viene imposto un cambio di rotta significativo: ora, il trattamento dell’Ape sociale è pienamente incumulabile con i redditi di lavoro autonomo e dipendente, con l’eccezione del lavoro autonomo occasionale fino a un massimo di 5.000 euro annui lordi.

Conseguenze della violazione delle nuove regole

In caso di violazione di queste nuove disposizioni, il beneficiario decade dall’Ape sociale e l’INPS procederà al recupero dell’indennità erogata durante l’anno di violazione. Solo le attività lavorative svolte dopo l’inizio della prestazione e fino al raggiungimento dell’età pensionistica rilevano ai fini della decadenza. Per quanto riguarda il limite di 5.000€ per il lavoro autonomo occasionale, viene considerato l’intero reddito annuale.

Comunicazione degli obblighi

I beneficiari dell’Ape sociale sono tenuti a comunicare tempestivamente ogni ripresa di attività lavorativa e il superamento del limite di reddito di 5.000 euro previsto per il lavoro autonomo occasionale, deve essere comunicato entro 5 giorni.

È essenziale che i percettori dell’Ape sociale siano consapevoli e rispettino queste nuove regole per evitare conseguenze.

Ape sociale 2024, tutte le scadenze

Scadenze per la presentazione delle domande

L’INPS ha stabilito scadenze precise per la presentazione delle domande di Ape sociale nel 2024. Sono determinanti per garantire che le richieste vengano elaborate e valutate in tempo. Le date da ricordare sono:

  • 31 marzo: scadenza per la prima finestra di presentazione delle domande;
  • 15 luglio: termine per la seconda finestra;
  • 30 novembre: ultima data utile per la presentazione delle domande nell’anno.

Dopo queste date, l’INPS comunicherà gli esiti delle domande rispettivamente entro il 30 giugno, il 15 ottobre e il 31 dicembre 2024.

Decorrenza

L’Ape sociale diventa effettiva dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, a condizione che il richiedente abbia cessato ogni attività lavorativa, sia in Italia che all’estero.

È fondamentale che i lavoratori, al momento della domanda di verifica delle condizioni per l’accesso all’Ape sociale, siano già in possesso di tutti i requisiti richiesti. In questo caso, è consigliabile presentare contemporaneamente anche la domanda per l’Ape sociale, per non perdere ratei di trattamento.

Ape sociale 2024, aumenta il limite di età. Circolare INPS
Nell’immagine un operaio che si appresta ad andare in pensione con l’Ape sociale 2024.

FAQ (domande e risposte)

Quali sono le novità dell’Ape sociale per il 2024?

Nel 2024, l’Ape sociale introduce alcune novità significative. La prima è l’aumento dell’età necessaria per accedere al beneficio, che passa da 63 anni a 63 anni e 5 mesi. Una seconda novità riguarda la cumulabilità del beneficio: non sarà più possibile cumulare l’Ape sociale con redditi da lavoro dipendente o autonomo, con l’eccezione del lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000€ annui. Inoltre, si conferma che la prestazione è applicabile alle categorie di lavoratori gravosi riconosciute nel biennio 2022-2023.

Cosa prevede la legge di bilancio 2024 per l’Ape sociale?

La legge di bilancio 2024 (legge n. 213/2023) prevede il mantenimento dell’Ape sociale con l’aggiornamento dell’età richiesta per l’accesso. Inoltre, stabilisce una nuova politica sulla cumulabilità, limitando la possibilità di accedere all’Ape sociale a chi percepisce altri redditi da lavoro, ad eccezione del lavoro autonomo occasionale nei limiti di 5.000€ annui.

Quali condizioni determinano l’accesso all’Ape sociale?

Per accedere all’Ape sociale, un individuo deve avere almeno 63 anni e 5 mesi di età e soddisfare una delle seguenti condizioni: essere disoccupato, caregiver, avere un’invalidità civile di almeno il 74%, o aver svolto attività lavorative gravose. È inoltre necessario avere un minimo di 30 anni di contributi versati, che salgono a 36 anni per chi ha svolto attività gravose.

Come si presenta la domanda per l’Ape sociale 2024?

Per ottenere l’Ape sociale nel 2024, è necessario presentare una doppia domanda: la prima per verificare il possesso delle condizioni di accesso e ottenere la certificazione del diritto, la seconda per la liquidazione del sussidio. Queste domande devono essere presentate rispettando le scadenze stabilite dall’INPS.

Quali categorie rientrano nell’Ape sociale gravoso?

Le categorie rientranti nell’Ape sociale gravoso includono quei lavoratori che hanno svolto attività considerate particolarmente gravose per almeno sette anni negli ultimi dieci, o sei anni negli ultimi sette. Devono inoltre avere un’anzianità contributiva di almeno 36 anni. Queste categorie sono state definite e confermate dalle leggi n. 234/2021 e n. 197/2022.

Come influenza il lavoro autonomo l’Ape sociale 2024?

Nel 2024, il lavoro autonomo influisce sull’Ape sociale limitando la cumulabilità del beneficio. Solo i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale, entro il limite di 5.000€ annui, possono essere cumulati con l’Ape sociale. Qualsiasi altra forma di reddito da lavoro autonomo o dipendente superiore a tale soglia esclude la possibilità di beneficiare dell’Ape sociale. Inoltre, i beneficiari sono tenuti a comunicare eventuali variazioni nei loro redditi di lavoro autonomo.

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