Amministratore di sostegno rendiconto

Amministratore di sostegno e rendiconto: che cos’è il rendiconto, come compilarlo, quando si deposita e cosa succede se non viene depositato.
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16/11/2023

In questo approfondimento parliamo di amministratore di sostegno e rendiconto (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Amministratore di sostegno e rendiconto: cos’è il rendiconto

Prima di parlare di amministratore di sostegno e rendiconto, dobbiamo capire in cosa consiste questo importante documento.

Il “rendiconto” è un resoconto annuale presentato al Giudice tutelare, che evidenzia l’attività di gestione patrimoniale del tutore o dell’amministratore di sostegno nei confronti di persone interdette o amministrate.

Questo documento non si limita a una solo a rappresentare dati finanziari, ma include anche informazioni sulla vita sociale e sanitaria della persona tutelata, come ad esempio disabilità grave, autismo o malattie neurodegenerative.

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Nel rendiconto, si suggerisce di considerare attentamente le entrate e le spese, garantendo il rispetto degli obblighi del tutore o dell’amministratore di sostegno, insieme a un approccio pratico e sensato.

La gestione varia a seconda che la persona viva con la famiglia o in una struttura residenziale sanitaria o socio-sanitaria, come una RSA.

Per coloro che risiedono con la famiglia, la gestione sarà più dettagliata rispetto a chi è in una struttura residenziale.

In quest’ultimo caso, la retta di ricovero copre tutte le necessità dell’utente, ad eccezione di piccole spese personali gestite dal tutore o dall’amministratore di sostegno.

Le entrate vengono utilizzate per coprire la retta, e se insufficienti, l’Ente gestore dei servizi socio-assistenziali o il Comune provvedono all’integrazione necessaria.

Vediamo adesso più nel dettaglio come deve essere un rendiconto quando la persona assistita fa parte del nucleo familiare dell’amministratore di sostegno.

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Amministratore di sostegno e rendiconto per assistiti a carico familiare

Vivere con la propria famiglia implica una gestione attenta delle spese, specialmente quando si convive con persone con disabilità.

Immaginiamo una famiglia con un genitore tutore di un adulto con disabilità intellettiva grave, oltre a una sorella maggiore che lavora ma vive ancora con i genitori.

In generale, tutti i membri della famiglia dovrebbero contribuire alle spese in base alle proprie possibilità. Le spese possono essere suddivise in due categorie principali: generali e personali.

Le spese generali riguardano la casa e il vitto e includono affitto, tasse, assicurazioni, utenze (luce, gas, telefono), spese condominiali, acqua, e altro.

Queste spese vengono divise equamente tra i membri della famiglia. Per il vitto, si considerano colazione, pranzo, merenda e cena, oltre alle spese per il trasporto.

Le spese personali, invece, includono abbigliamento, igiene, spese mediche, e anche momenti di svago come uscite, cinema, pizzeria e vacanze. Ogni membro della famiglia dovrebbe gestire le proprie spese personali.

Non si devono considerare prestiti o donazioni, in quanto sono vietati per persone incapaci secondo l’articolo 777 del Codice Civile.

Le spese per l’assistenza continuativa rientrano nell’indennità di accompagnamento e nell’attività volontaria dei familiari, e non vanno incluse.

Per tenere traccia delle spese, si consiglia di utilizzare un quaderno in cui annotare entrate e uscite mensili, specificando data, importo e motivo. In questo modo, è possibile monitorare in modo chiaro le spese generali e personali di ciascun membro della famiglia.

Ecco un esempio di modello che potresti seguire:

MESE
SPESE GENERALI
Spesa
(EURO)
% addebitoSpesa addebitata
(EURO)
CASA   
Mutuo o affitto, Elettricità, Gas, Acqua, Telefono/Internet, payTv, Tassa rifiuti, Elettrodomestici, Manutenzioni e riparazioni, Spese condominiali, Pulizie/personale di servizio…   
TRASPORTI   
Rata automobile, Assicurazione, Tasse auto, Carburante, Manutenzione, Parcheggio…   
ASSICURAZIONE   
Casa, Salute, Vita…   
ALIMENTAZIONE   
Alimentari, Ristoranti…   
TASSE   
Statali, Regionali, Comunali…   
MESE SPESE PERSONALISpesa (EURO)% addebitoSpesa addebitata (EURO)
CURA PERSONALE   
Abbigliamento, Calzature, Parrucchiere, Lavanderia… 100% 
SPESE MEDICHE   
Medicinali, Analisi cliniche, Visite specialistiche… 100% 
TEMPO LIBERO   
Cinema, Concerti, Eventi sportivi, Teatro… 100% 
TRASPORTI   
Autobus/taxi… 100% 
ALTRE SPESE   
Altro 100% 
Amministratore di sostegno e rendiconto: modello per l’annotazione delle spese mensili.

Amministratore di sostegno e spese ordinarie: ecco quali sono i compiti di natura patrimoniale dell’amministratore di sostegno e quali sono le spese ordinarie e straordinarie che deve rendicontare.

Importanza del rendiconto per amministratori con familiari disabili a carico

La pensione per chi è invalido al 100% e l’indennità di accompagnamento sono molto basse (circa 319 euro al mese e 527 euro al mese per il 2023, rispettivamente).

Questi importi sono in contrasto con il dovere dello Stato di sostenere coloro che non possono lavorare, come sancito dall’articolo 38, primo comma, della Costituzione.

Per molte persone con entrate limitate a queste pensioni, le spese mensili superano di gran lunga i guadagni.

Pertanto, è importante tenere traccia di tutte le spese sostenute per dimostrare che chi vive a casa con il supporto familiare e ha solo queste entrate non dovrebbe essere soggetto a controlli dettagliati da parte del Giudice tutelare sui loro documenti di spesa. Questo perché, appunto, le spese mensili complessive superano l’importo delle entrate.

Questo esercizio di rendicontazione serve anche a valorizzare il ruolo essenziale ma volontario dei familiari nell’assistenza a casa di persone con gravi disabilità intellettive o autismo.

Si cerca di garantire che siano forniti tempestivamente servizi adeguati per consentire a queste persone di rimanere a casa più a lungo possibile.

Ciò non solo migliora il benessere dell’individuo, ma comporta anche un risparmio economico per le istituzioni rispetto al ricovero residenziale, senza richiedere alcuna contribuzione economica per questi servizi.

Come compilare il rendiconto

Per facilitare la compilazione del rendiconto da parte dell’amministratore di sostegno, i tribunali mettono di solito a disposizione un modello di rendiconto da scaricare e compilare, rendendo più semplice e standardizzato l’adempimento.

Ecco un’anteprima del PDF da scaricare:

Bisogna aggiungere che il contenuto del rendiconto, così come le scadenze per la presentazione, possono variare in base a quanto disposto dal Giudice tutelare nel decreto di nomina, come richiesto dall’articolo 405 del Codice Civile.

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Amministratore di sostegno e rendiconto: come depositare il rendiconto

Per depositare il rendiconto dell’amministratore di sostegno, è necessario recarsi presso la cancelleria del tribunale.

Questo documento sarà successivamente inviato al Giudice tutelare. I metodi e i formati accettati possono variare a seconda del tribunale.

Si può depositare il rendiconto tramite posta ordinaria o posta elettronica certificata. Se l’amministratore di sostegno è un parente, è possibile anche il deposito cartaceo.

Nel caso di un amministratore di sostegno avvocato, il deposito avviene tramite il processo civile telematico.

Tuttavia, il decreto legge 24 Febbraio 2023 n° 13 ha introdotto la possibilità di deposito telematico per gli amministratori non professionisti nei procedimenti di volontaria giurisdizione.

Questo deposito avviene attraverso il portale del Ministero della Giustizia, come stabilito dall’articolo 36 del decreto.

Per ulteriori informazioni sulla possibilità e sulle modalità di deposito telematico per gli amministratori di sostegno non avvocati, è consigliabile consultare la sezione di volontaria giurisdizione del Tribunale competente.

Amministratore di sostegno ed eredità: è possibile lasciargliela? Una persona che è stata “amministrata”, può fare testamento a favore dell’amministratore? Chiunque abbia l’amministratore di sostegno può fare testamento? Rispondiamo in questo approfondimento.

Amministratore di sostegno e rendiconto
Amministratore di sostegno e rendiconto. Nella foto: un uomo impegnato a rendicontare delle spese.

Quando depositare il rendiconto

Il termine per il deposito del rendiconto da parte dell’amministratore di sostegno è stabilito dal decreto di nomina, di solito su base annuale. Tuttavia, il giudice può fissare scadenze diverse, come ogni 6 mesi.

Scadenze del rendiconto annuale

Il rendiconto annuale dell’amministratore di sostegno deve essere presentato entro i termini decisi dal tribunale. Alcuni tribunali indicano un anno dalla data di nomina, mentre altri richiedono il deposito entro una data specifica, come il 31-12.

Rendiconto finale

Oltre al rendiconto annuale, c’è il rendiconto finale, presentato alla chiusura dell’amministrazione per decesso del beneficiario o cambio dell’amministratore. Il termine è definito dal decreto di nomina.

Conseguenze della mancata presentazione

Non ci sono sanzioni previste per il mancato deposito del rendiconto annuale, ma i familiari possono richiederne il deposito al giudice. La mancata presentazione può influire sulla valutazione dell’operato dell’amministratore, potenzialmente portando alla sostituzione.

Approvazione del rendiconto

Il giudice esamina e, se ritenuto opportuno, approva il rendiconto. L’approvazione scritta è necessaria solo se l’amministratore vuole ricevere un’indennità. Se non ci sono osservazioni, il giudice approva il rendiconto; in caso contrario, nega l’approvazione (art. 386 Codice Civile).

Conseguenze della non approvazione

La mancata approvazione non comporta sanzioni automatiche, ma il giudice può decidere di sollevare l’amministratore dall’incarico in caso di giudizio negativo sull’operato.

Amministrazione di sostegno e rendiconto: impugnazione del rendiconto

Ci sono due diverse modalità di impugnazione del rendiconto, in base al fatto che si tratti di rendiconto annuale o finale, ovvero:

  • Rendiconto annuale: senza decreto di approvazione, il rendiconto può essere impugnato rivolgendosi al giudice. Con decreto, i parenti del beneficiario possono impugnarlo.
  • Rendiconto finale: gli eredi possono impugnare il rendiconto finale in caso di decesso. In caso di cambio dell’amministratore, può essere impugnato dal beneficiario tramite il nuovo amministratore o dall’uscente in opposizione alla mancata approvazione.

FAQ sull’amministratore di sostegno

Chi può essere nominato amministratore di sostegno?

Può essere nominato amministratore di sostegno:

  • un parente entro il quarto grado, compresi i genitori, i fratelli, le sorelle o i figli;
  • il coniuge, purché non sia separato, oppure il convivente;
  • un soggetto terzo, designato dalla stessa persona disabile, che solitamente è un avvocato o un curatore patrimoniale.

Chi può richiedere l’amministratore di sostegno?

La domanda di amministrazione di sostegno può essere presentata alla cancelleria del Tribunale da:

  • un familiare, purché entro il quarto grado di parentela;
  • gli affini entro il secondo grado;
  • il coniuge o una persona stabilmente convivente;
  • il Pubblico Ministero, qualora decidesse di procedere;
  • il tutore o curatore, se la persona da amministrare sia già sottoposta a provvedimento di inabilità oppure interdetta.

Se la persona è stata riconosciuta inabile o interdetta, insieme alla domanda per amministrazione di sostegno deve essere presentata anche la richiesta di revoca dell’istanza precedente.

Come fare domanda per richiedere l’amministrazione di sostegno?

La domanda deve essere presentata alla cancelleria del Giudice Tutelare dove risiede la persona da amministrare.

Se l’amministratore di sostegno si deve occupare anche della salvaguardia del patrimonio immobiliare della persona disabile, potrebbe essere necessario produrre anche un elenco patrimoniale e un dettaglio dei redditi percepiti.

Quali sono i doveri di un assistente di sostegno?

L’amministratore di sostegno provvede:

  • alla cura della persona (eventuali scelte sanitarie, rapporti con il personale medico, espressione del consenso informato, ecc.) e alla gestione degli aspetti relazionali e sociali (scelta del luogo dove vivere, avvio di un percorso di psicoterapia o sostegno nella ricerca di un’occupazione lavorativa e così via);
  • alla cura del patrimonio (amministrazione di beni mobili, come stipendi, pensioni, portafoglio titoli, o di beni immobili), con l’obiettivo di conservare le risorse finanziarie della persona disabile e soddisfare le necessità ordinarie e straordinarie di quest’ultimo.

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