In questo approfondimento parliamo delle agevolazioni Legge 104 per chi assiste un familiare con disabilità - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Tutte le agevolazioni Legge 104 per chi assiste una persona disabile grave
Iniziamo mostrandoti l’elenco delle agevolazioni Legge 104 per chi assiste un familiare disabile grave:
- permessi e congedo parentale per genitori di figli disabili;
- divieto di trasferimento e scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio del parente con disabilità.
Nei prossimi paragrafi parliamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono i requisiti per poterle richiedere.
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Permessi mensili retribuiti
Tra le più importanti agevolazioni Legge 104/1992 per chi assiste una persona disabile troviamo indubbiamente i permessi retribuiti.
I lavoratori che assistono un familiare con grave disabilità, fino al 2° grado di parentela (o 3° grado in alcune situazioni), hanno diritto a 3 giorni di permessi retribuiti al mese. Questi giorni possono essere usati in modo continuativo o frazionato.
È possibile utilizzare i permessi giornalieri per assistere un familiare disabile grave, a condizione che non sia ricoverato a tempo pieno. Questi permessi sono sempre retribuiti e contribuiscono alla pensione.
Dal 13 agosto 2022, pur rimanendo il limite totale di 3 giorni, più persone possono richiedere il diritto di assistere la stessa persona con disabilità grave. In alternativa tra di loro, possono fruire di questi giorni su richiesta.
Se il lavoratore deve assistere più disabili gravi, può ottenere permessi per ciascuno di loro, a condizione che l’assistito sia il coniuge o un parente di 1° grado o 2° grado in alcune situazioni specifiche.
Legge 104 per professionisti e permessi: una sentenza emessa dal Tribunale di Torino a giugno 2023 stabilisce che è necessaria l’estensione dei permessi Legge 104 anche ai liberi professionisti e agli autonomi. Scopri nel dettaglio di cosa si tratta.
Congedo straordinario
Il congedo straordinario consente di assistere disabili gravi per un massimo di 2 anni, per ogni persona assistita e nell’intera vita lavorativa. Possono richiederlo:
- il coniuge o la parte dell’unione civile convivente/convivente del disabile grave;
- padre o madre (anche adottivi) nel caso in cui il coniuge del disabile grave manchi, sia deceduto o affetto da patologie invalidanti;
- uno dei figli conviventi del disabile grave, se padre o madre (anche adottivi) mancano, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti;
- uno dei fratelli o delle sorelle conviventi del disabile grave, se i figli conviventi mancano, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti;
- uno dei parenti o affini entro il 3° grado conviventi del disabile grave, se altri familiari idonei a prendersene cura mancano, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti.
Il congedo non si applica se il disabile è ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati, a meno che la struttura sanitaria non richieda la presenza del familiare.
Il lavoratore ha diritto a usufruire del congedo, che può essere continuativo o frazionato, entro 30 giorni dalla richiesta.
Durante il congedo, il lavoratore non può svolgere alcun tipo di lavoro e riceve un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione.
Il periodo di congedo è coperto da contributi figurativi utili per la pensione fino a un certo importo.
Cosa posso fare durante il congedo con la Legge 104? Ecco cosa è possibile fare durante l’assenza dal lavoro per assistere un familiare con disabilità grave e cosa si rischia se si va oltre le possibilità concesse.
Richiesta di part time
In certi casi speciali, i lavoratori che chiedono di ridurre l’orario di lavoro per assistere parenti con disabilità hanno la priorità nel trasformare il loro contratto da tempo pieno a tempo parziale. Le situazioni che possono permettere questa trasformazione sono:
- coniuge, figli o genitori del lavoratore con malattie oncologiche o gravi malattie cronico-degenerative;
- convivente con la persona disabile grave con totale e permanente incapacità lavorativa, che richiede assistenza costante perché non può svolgere attività quotidiane da solo;
- figlio convivente con handicap o di età non superiore ai 13 anni.
Scopri quando è possibile usufruire dei permessi con 104 doppi per una persona disabile che assiste una persona disabile.
Esonero dal lavoro notturno
Se sei un lavoratore con un familiare disabile a carico, hai il diritto di evitare il lavoro notturno, cioè dalle 24:00 alle 6:00.
Per farlo, devi presentare una richiesta scritta al tuo capo, e assicurarti di farlo entro le 24 ore prima che il tuo turno inizi.
Ecco cosa sapere a riguardo della Legge 104 ed esonero turni pomeridiani: è possibile ottenere questo beneficio?
Richiesta o rifiuto di trasferimento
La Legge 104 stabilisce che se lavori e devi prenderti cura di un familiare con una grave disabilità distante dalla tua sede di lavoro, hai diritto al trasferimento in un’altra sede più vicina al domicilio della persona disabile.
Se invece il datore di lavoro decide di trasferirti, senza che ci siano reali necessità per l’azienda, puoi rifiutarlo.
Legge 104, tutti i requisiti per il trasferimento di sede, come chiederlo, quando è possibile e come funziona? Cosa dice la legge, cosa hanno disposto le sentenze, quali sono i diritti del lavoratore e quelli delle aziende e delle amministrazioni. Quando si può accedere al diritto di precedenza.
Scelta della sede di lavoro
Il genitore di un disabile grave o chi assiste un parente disabile fino al 2° grado (o al 3° grado in specifiche circostanze) ha il diritto di scegliere la sede di lavoro in base alla vicinanza al domicilio della persona da assistere.
L’azienda accoglie questo diritto, quando possibile, dimostrando un sostegno concreto alle esigenze dei dipendenti in situazioni familiari particolari.
I genitori di figli disabili possono fruire, alternativamente, dei permessi e del congedo retribuiti. Ecco quali sono le regole in merito a Legge 104 e alternanza dei genitori.
Agevolazioni Legge 104 per chi assiste figli disabili
Se sei un genitore lavoratore dipendente con un figlio disabile grave, hai alcuni diritti importanti che possono aiutarti a conciliare il lavoro con le necessità della tua famiglia. Ecco una panoramica:
Permessi giornalieri orari per figli disabili gravi sotto i 3 anni
Se il tuo bambino ha meno di 3 anni e è gravemente disabile, puoi ottenere 2 ore di permessi giornalieri se lavori almeno 6 ore, o 1 ora se lavori meno di 6 ore.
Questi permessi sono concessi solo se il bambino non è ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati.
Se entrambi i genitori del bambino disabile sono lavoratori dipendenti, possono utilizzare i permessi in alternanza.
Riceverai un’indennità al 100% della tua retribuzione durante questi permessi. I riposi sono coperti da contributi figurativi fino a un certo importo, che possono essere integrati con il riscatto o versamenti volontari.

Prolungamento del congedo parentale per figli disabili gravi sotto i 12 anni:
La madre o il padre di un figlio gravemente disabile hanno diritto al prolungamento del congedo parentale fino ai 12 anni del bambino.
Questo può iniziare dopo il congedo parentale ordinario e durare fino a 3 anni, compresi i periodi di congedo parentale ordinario. Può essere utilizzato in alternativa ai permessi orari per figli sotto i 3 anni.
Riceverai un’indennità giornaliera pari al 30% della tua retribuzione durante il prolungamento del congedo.
Anche i periodi di congedo parentale prolungato sono coperti da contribuzione figurativa utile per la pensione.
Permessi mensili Legge 104 per figli disabili gravi
La madre o il padre di un disabile grave hanno diritto a permessi mensili di 3 giorni, se il bambino non è ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati. I permessi possono essere frazionati in permessi orari.
Riceverai una retribuzione per i permessi mensili, coperti da contribuzione figurativa utile per la pensione.
Questo permesso spetta anche se l’altro genitore non lavora o ha un lavoro a domicilio o domestico.
Legge 104 condivisa tra genitori: vediamo come utilizzarla per i permessi e se è possibile coinvolgere altri familiari nell’assistenza al figlio disabile, oltre ai genitori.
Tabella con tutte le agevolazioni Legge 104 per chi assiste una persona disabile
Per concludere, ti mostriamo una tabella di facile consultazione con tutte le agevolazioni Legge 104 per chi assiste un familiare disabile e le caratteristiche principali:
| Agevolazioni Legge 104 | Caratteristiche |
| Permessi mensili retribuiti | 3 giorni di permesso al mese per assistere un familiare con grave disabilità fino al 2° grado di parentela (o 3° grado in alcune situazioni), utilizzabili in modo continuativo, contribuendo alla pensione. |
| Congedo biennale straordinario | Massimo di 2 anni per ogni persona assistita, coperto da contributi figurativi per la pensione, richiedibile da coniugi, genitori, figli, fratelli, sorelle o altri parenti/affini conviventi fino al 3° grado. |
| Richiesta di part time | Priorità nella trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale per assistere parenti con disabilità. |
| Esonero dal lavoro notturno | Diritto di evitare il lavoro notturno per chi ha un familiare disabile a carico, con richiesta scritta al datore di lavoro. |
| Divieto di trasferimento | Necessario il consenso del lavoratore che assiste un familiare disabile grave per effettuare trasferimenti lavorativi. |
| Scelta della sede di lavoro | Diritto di scegliere la sede di lavoro vicina al domicilio della persona disabile assistita, fino al 2° grado di parentela (o 3° grado in specifiche circostanze). |
| Permessi giornalieri per figli disabili gravi sotto i 3 anni | 2 ore di permessi giornalieri per lavoratori con figlio disabile grave sotto i 3 anni, con indennità al 100% della retribuzione e copertura di contributi figurativi. |
| Prolungamento del congedo parentale per figli disabili gravi sotto i 12 anni | Congedo parentale prolungato fino ai 12 anni del bambino, con indennità giornaliera pari al 30% della retribuzione e copertura contributiva per la pensione. |
| Permessi mensili per figli disabili gravi | 3 giorni di permessi mensili per genitori di figli disabili gravi, con retribuzione e contribuzione figurativa per la pensione. |
FAQ sulle agevolazioni Legge 104 per chi assiste
Se assito un figlio minorenne posso frazionare e cumulare i permessi?
I genitori di un bambino possono prendersi fino a tre giorni di permesso al mese per assistere il figlio, e questi giorni possono essere divisi tra madre e padre. Ad esempio, la madre può avere due giorni e il padre uno, anche nello stesso giorno della madre. Questa regola si applica solo al totale dei giorni di permesso mensili e può includere anche figli maggiorenni, ma non si applica ad altri parenti. I genitori possono usare questi giorni anche per assistere un figlio con handicap mentre l’altro genitore è in congedo facoltativo. Se i giorni di permesso non vengono utilizzati vanno persi e non possono essere accumulati. Dopo i tre anni di età del bambino, non si applica più il permesso giornaliero di due ore. I lavoratori autonomi, chi lavora da casa e chi fa lavori domestici non ha diritto a congedi o permessi.
Si possono cumulare i permessi giornalieri con i permessi di allattamento previsti dalla Legge di tutela della maternità?
Sì. L’INPS (Messaggio n. 11784 del 9 maggio 2007) ha ammesso la cumulabilità dei due benefici per lo stesso bambino vista la gravità dell’handicap e l’effettiva necessità di cure che non possono essere garantite durante le sole ore di allattamento previste per tutti i neonati. Quindi è possibile, per esempio, fruire di quattro ore di permessi giornalieri: due ore di permessi Legge 104/1992 e altre due ore per l’allattamento. Per ottenere i permessi bisogna rivolgersi al dirigente responsabile del centro medico legale della sede INPS che attesterà la necessità di assistenza del bambino. Gli stessi permessi della Legge 104/92 sono compatibili anche con i permessi per allattamento di un altro figlio.
Un genitore può utilizzare i riposi per l’allattamento mentre l’altro genitore è in congedo parentale?
Sì, nel corso del primo anno di vita del minore è possibile che un genitore fruisca dei riposi orari per l’allattamento anche mentre l’altro gode della normale astensione facoltativa ancora spettantegli. Sono esclusi da questi permessi le lavoratrici e i lavoratori autonomi, quelli che svolgono la propria attività a domicilio o svolgono lavori domestici (Circolare INPS n. 80 del 24 marzo 1995, punto 4; Circolare INPS n. 64 del 15 marzo 2001, punto 2. Circolare INPDAP n. 49 del 27 novembre 2000).
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