ADI e invalidità, come cambia il Patto di inclusione

Il Ministero del Lavoro ha delineato le indicazioni principali riguardanti i Patti per l’inclusione, che sono necessari per coloro che ricevono l’Assegno di inclusione. Vediamo come cambia il Patto di inclusione.
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08/05/2024

In questo approfondimento chiariamo come cambia il Patto di inclusione per l’Adi (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Come cambia il Patto di inclusione

Il decreto ministeriale del 2 maggio 2024 spiega come cambia il Patto di inclusione e ne fornisce le linee guida ai fini dell’ottenimento dell’Adi.

L’Assegno di inclusione prevede l’erogazione di un beneficio economico a richiesta di uno dei componenti del nucleo familiare per garantire le necessità di inclusione dei membri con disabilità, minori, anziani di almeno sessant’anni o persone in condizione di svantaggio inserite in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla Pubblica Amministrazione.

Secondo il decreto numero 72 del 2024, affinché una persona possa ottenere l’Assegno di inclusione, è fondamentale che si registri nel Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) e stipuli un Patto di attivazione digitale.

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Il patto di attivazione digitale

Le famiglie che ricevono l’Assegno di Inclusione sono chiamate a seguire un percorso personalizzato che mira a inserirle nella società e, per alcuni membri, nel mondo del lavoro.

Dopo aver firmato il Patto di attivazione digitale, i dati della famiglia vengono inviati automaticamente alla sede dei servizi sociali del comune di residenza. Qui, si analizzano le necessità dei membri e si attivano eventuali supporti necessari.

Successivamente, i beneficiari devono recarsi al primo incontro presso i servizi sociali, dove viene valutato il fabbisogno della famiglia e si stipula un accordo per favorire l’inclusione.

Questo percorso è parte di uno o più progetti che mirano a individuare le esigenze della famiglia e dei suoi membri.

Gli adulti della famiglia che non lavorano, non studiano e non hanno carichi di cura, devono partecipare attivamente a tutte le attività formative e lavorative previste dal progetto di inclusione sociale e lavorativa.

Inoltre, i membri della famiglia tra i 18 e i 59 anni, che sono in grado di lavorare (non occupabili), vengono indirizzati ai centri per l’impiego per stipulare un Patto di servizio personalizzato, come previsto dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.

Questo patto può includere la partecipazione ai percorsi formativi del Programma nazionale per la Garanzia di occupabilità dei Lavoratori (GOL).

come cambia il Patto di inclusione
Come cambia il Patto di inclusione. Nella foto: post it con la scritta “time for change” (tempo di cambiamento).

Come cambia il Patto di inclusione con la nuova valutazione multidimensionale

La valutazione multidimensionale serve a diversi scopi:

  • raccogliere le informazioni necessarie per stabilire accordi per l’inclusione sociale per tutti i gruppi beneficiari;
  • raccogliere la documentazione riguardante le ragioni che possono escludere dalle responsabilità di attivazione lavorativa, che potrebbero non essere già note dai dati amministrativi;
  • identificare all’interno dei membri del gruppo coloro che sono pronti per l’attivazione lavorativa e che possono essere immediatamente indirizzati ai centri per l’impiego competenti per la definizione di piani di servizio personalizzati.

FAQ sull’Assegno di inclusione

Cos’è l’Assegno di Inclusione e a chi si rivolge?

L’Assegno di inclusione è una misura di sostegno economico e inclusione sociale e professionale rivolta a:

  • nuclei con minorenni;

Come va presentata la domanda per l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione dovrà essere richiesto:

  • direttamente dal sito internet www.inps.it , accedendo tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica) nell’apposita sezione dedicata all’Adi;
  • oppure ai Centri di Assistenza fiscale (CAF).

Per avviare il percorso di attivazione che dà diritto al beneficio, è inoltre necessaria l’iscrizione alla piattaforma SIISL e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD), che possono essere effettuate contestualmente alla presentazione della domanda.

C’è una scadenza per presentare la domanda per l’Assegno di inclusione?

No, non sono previste scadenze. Il beneficio sarà riconosciuto dall’INPS, previa verifica dei requisiti, entro la fine del mese successivo a quello di sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

Che cos’è l’ISEE corrente e quando va presentato?

L’ISEE corrente aggiorna il valore dell’Indicatore ISEE prendendo a riferimento i redditi e /o i patrimoni relativi ad un periodo di tempo più ravvicinato.

Per poter richiedere l’ISEE corrente è necessario il possesso di un ISEE in corso di validità nonché alternativamente:

  • una variazione della situazione lavorativa ovvero un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo per uno o più componenti del nucleo familiare. Tali variazioni devono essersi verificate posteriormente al 1° gennaio dell’anno di riferimento dei redditi dell’ISEE calcolato in via ordinaria (ad esempio per le DSU presentate nel 2024 la variazione deve essere intervenuta dopo il 1° gennaio 2022);
  • una variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente;
  • una variazione della situazione patrimoniale complessiva del nucleo superiore al 20% rispetto alla situazione patrimoniale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente. Tale variazione può essere fatta valere a decorrere dal 1° aprile di ciascun anno e può anche essere cumulata con le variazioni di cui al primo o al secondo punto.

Nel caso in cui siano aggiornati solo i redditi, l’ISEE corrente ha validità di sei mesi dal momento della presentazione della DSU a meno di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Nell’ipotesi in cui siano aggiornati solo i patrimoni ovvero i patrimoni e i redditi l’ISEE corrente ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione della DSU. Se durante il periodo di validità dell’ISEE corrente, nel quale sia stata aggiornata anche o solo la componente reddituale, intervengano variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, l’ISEE corrente deve essere aggiornato entro due mesi dalla variazione.

Nel caso di mancato rinnovo dell’ISEE corrente, sarà considerato l’ISEE ordinario.

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