L’indennità di accompagnamento non è riconosciuta con gli stessi criteri nelle diverse regioni del Paese. In alcune zone viene rilasciata con maggiore facilità, altrove è vero il contrario. Una situazione che non solo crea delle disparità di trattamento, ma che, secondo gli economisti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, costa allo Stato tre miliardi l’anno. Vediamo nel dettaglio. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Accompagnamento diseguale: colpa delle istituzioni locali
L’indennità di accompagnamento non è dunque riconosciuta allo stesso modo e seguendo gli stessi criteri in tutta Italia. La disparità nell’assegnazione di questa misura di sostegno non sarebbe dovuta al caso o a semplici questioni burocratiche, ma è strettamente legata alla qualità e alle decisioni delle istituzioni locali. Così sostiene una equipe di economisti che ha analizzato la questione.
L’indennità di accompagnamento, lo ricordiamo, è un sostegno economico concesso a chi ha il 100% di invalidità e non è più autosufficiente, ovvero non è più in grado di deambulare senza l’aiuto di un’altra persone o non è capace di svolgere da solo gli atti quotidiani della vita (vestirsi, lavarsi, mangiare e così via).
L’indennità, poco più di 500 euro al mese, viene erogata a prescindere dal reddito del beneficiario.
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Lo studio della Ca’ Foscari, che vi presentiamo nei prossimi paragrafi, è interessante e offre spunti di riflessione. Ma sarebbe stato utile avere a disposizione anche i criteri utilizzati dai ricercatori per valutare la qualità delle istituzioni. Un dato essenziale per comprendere se sia vera la correlazione tra pessima qualità delle istituzioni e alto numero di indennità di accompagnamento riconosciute.
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Lo studio è comunque importante per almeno due motivi: con l’aumento della popolazione anziana è necessario razionalizzare la spesa per far sì che nessuno resti escluso; il prossimo anno si andrà proprio verso una ridefinizione dei criteri per l’assegnazione dell’indennità di accompagnamento.
Le cause principali dell’accompagnamento diseguale
Ma veniamo allo studio dell’Università veneziana. Le ragioni delle diversità regionali nell’assegnazione dell’indennità di accompagnamento possono essere riassunte in tre punti:
- Qualità delle istituzioni locali: la variabilità nel riconoscimento dell’indennità è spesso legata alla qualità delle istituzioni a livello locale. Alcune regioni, con istituzioni più efficienti e trasparenti, tendono a seguire criteri più rigorosi, mentre altre potrebbero essere più flessibili o inconsistenti.
- Discrezionalità delle commissioni provinciali: anche se l’indennità è istituita e finanziata dallo Stato, la decisione finale sull’assegnazione spetta alle commissioni provinciali nominate dalle regioni. Questa discrezionalità può portare a differenze significative nel numero di indennità riconosciute, anche in presenza di bisogni simili.
- Dati e ricerche sulle condizioni di salute: il team di economiste ed economisti dell’Università Ca’ Foscari Venezia ha anche evidenziato come le condizioni di salute e le necessità di assistenza per disabilità della popolazione anziana variano significativamente. Queste differenze dovrebbero idealmente influenzare l’assegnazione dell’indennità, ma spesso non è così.
Cosa comporta questa disparità
Queste diversità regionali hanno evidentemente delle ripercussioni. Due in particolare:
- Disparità di trattamento: due persone con bisogni simili possono ricevere trattamenti diversi a seconda della regione in cui vivono. Questo non solo è ingiusto, ma può anche avere riflessi sulla qualità della vita di chi ha bisogno di assistenza.
- Costo per lo Stato: secondo gli economisti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, le discrepanze nel riconoscimento dell’indennità costano allo Stato ben tre miliardi l’anno.
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In alcune Regioni le indennità sono il doppio
Una delle discrepanze più significative riguarda il numero effettivo di indennità riconosciute in diverse regioni. Mentre in alcune regioni l’indennità viene assegnata con parsimonia, in altre, il numero di beneficiari è più alto, raggiungendo in alcuni casi il doppio rispetto ad altre zone.
Fattori che influenzano le differenze regionali
- Criteri di valutazione: le modalità con cui vengono valutate le richieste possono variare da una regione all’altra, portando a decisioni diverse sulla concessione dell’indennità.
- Disponibilità di risorse: alcune regioni potrebbero avere maggiori risorse finanziarie disponibili, permettendo di accogliere un numero maggiore di richieste.
- Popolazione e densità: Regioni con una maggiore densità di popolazione o una percentuale più alta di anziani potrebbero avere un numero maggiore di richieste, influenzando così il numero di indennità riconosciute.
Il Trentino Alto-Adige rispetto ad altre Regioni
Il Trentino Alto-Adige, ad esempio, è una delle regioni che seleziona i beneficiari dell’indennità in modo particolarmente rigoroso. Confrontando i dati con altre regioni, emerge che:
| Regione | Indennità Riconosciute | Note |
|---|---|---|
| Trentino Alto-Adige | 1.000 | Criteri rigorosi e selezione stringente |
| Sicilia | 2.200 | Numero di indennità quasi il doppio |
| Calabria | 2.100 | Simile alla Sicilia |
Questa cartina, realizzata dai ricercatori evidenzia le differenze tra le diverse Regioni nell’assegnazione dell’indennità di accompagnamento:

Implicazioni economiche
La diversità nell’assegnazione dell’indennità ha anche ripercussioni economiche. Secondo lo studio, come abbiamo accennato, con una maggiore uniformità nella concessione dell’indennità, lo Stato potrebbe risparmiare fino a tre miliardi di euro all’anno.
Soluzioni possibili
- Uniformare i criteri: stabilire criteri chiari e uniformi per tutte le regioni potrebbe ridurre le disparità.
- Maggiore trasparenza: rendere pubblici i dati sull’assegnazione dell’indennità potrebbe aiutare a identificare e correggere eventuali iniquità.
- Collaborazione interregionale: le Regioni potrebbero collaborare e condividere le migliori pratiche per garantire un’assegnazione equa dell’indennità.
Costa meno l’accompagnamento che la Rsa
L’indennità di accompagnamento è una somma, pari a circa 500 euro mensili, destinata ad aiutare le persone a coprire le spese per l’assistenza domiciliare. Questa forma di sostegno ha un impatto diretto sul bilancio delle famiglie, ma anche su quello dello Stato:
- Assistenza domiciliare: l’indennità permette all’individuo di rimanere nella propria abitazione e ricevere le cure necessarie, riducendo così il bisogno di spostarsi in strutture specializzate.
- Costo per le Rsa: trasferire una persona con disabilità grave in una casa di cura residenziale ha un costo ben più elevato, che ricade sulle finanze pubbliche regionali.
Ecco un possibile elenco dei vantaggi dell’accompagnamento rispetto al trasferimento in Rsa:
- Maggiore autonomia per la persona con disabilità.
- Riduzione dei costi per la finanza pubblica.
- Mantenimento del legame con l’ambiente familiare.
Perché incide la qualità delle istituzioni
La qualità istituzionale avrebbe un ruolo fondamentale nella gestione dell’indennità di accompagnamento. Francesca Zantomio, professoressa di Finanza pubblica a Ca’ Foscari, ha evidenziato come la qualità delle istituzioni locali influenzi le decisioni relative all’assegnazione del beneficio. Alcuni punti chiave:
- Discrezionalità e decisioni: le istituzioni con una maggiore qualità tendono ad avere decisioni meno opportunistiche, rispettando il principio dell’uguaglianza.
- Gradienti di qualità: esiste un gradiente nella qualità delle istituzioni tra diverse regioni, simile a quello tra il nord e il sud Europa.
- Decentralizzazione e rischi: la decentralizzazione può esporre al rischio di violare il principio di uguaglianza tra diversi territori, soprattutto in contesti eterogenei come l’Italia.
Promuovere una maggiore responsabilità
È essenziale, sostiene lo studio, che il governo centrale giochi un ruolo attivo nell’assegnazione dell’indennità di accompagnamento, soprattutto in un sistema decentralizzato come quello italiano:
- Maggiore trasparenza: è necessario garantire che le valutazioni siano appropriate e trasparenti.
- Responsabilità a livello locale: stimolare una maggiore responsabilità e accountability a livello locale può aiutare a ridurre le disparità nell’assegnazione dell’indennità.

FAQ (domande e risposte)
Cosa indica l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento è una somma erogata dallo Stato per fornire un sostegno finanziario ai non autosufficienti. Questa indennità, di circa 500 euro mensili, ha lo scopo di aiutare gli individui a coprire le spese per l’assistenza domiciliare, permettendo loro di rimanere nella propria abitazione e ricevere le cure necessarie.
Perché varia l’assegnazione nelle diverse regioni?
La variazione nell’assegnazione dell’indennità di accompagnamento tra le diverse regioni deriva da diversi fattori. In primo luogo, l’assegnazione è gestita da commissioni provinciali nominate dalle regioni, il che introduce un livello di discrezionalità nel processo decisionale. Queste commissioni, in base alla loro qualità istituzionale e alle necessità locali, possono adottare criteri di valutazione differenti, rendendo così l’assegnazione meno uniforme su tutto il territorio nazionale. Inoltre, alcune zone tendono a rilasciare l’indennità con maggiore facilità, mentre in altre è più difficile ottenerla.
Quanto costa allo Stato l’accompagnamento diseguale?
Secondo una ricerca condotta dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, la disparità nell’assegnazione dell’indennità di accompagnamento costa allo Stato ben tre miliardi di euro l’anno. Questa somma potrebbe essere significativamente ridotta se fosse adottata una normativa nazionale uniforme nell’assegnazione dell’indennità.
Quali regioni hanno migliori istituzioni per l’accompagnamento?
Le regioni con le migliori istituzioni in termini di assegnazione dell’indennità di accompagnamento sono il Trentino Alto-Adige, la Valle D’Aosta e il Friuli Venezia-Giulia. Queste regioni mostrano un’alta qualità istituzionale e tendono ad adottare criteri di valutazione più stringenti, riducendo così il rischio di comportamenti opportunistici.
Quanto può risparmiare lo Stato con criteri uniformi?
Con l’applicazione uniforme di una normativa nazionale sull’assegnazione dell’indennità di accompagnamento, lo Stato potrebbe risparmiare fino a tre miliardi di euro, che rappresentano quasi un terzo della spesa attuale. Questo risparmio deriverebbe dalla riduzione delle disparità territoriali nell’assegnazione dell’indennità.
Qual è l’importanza della qualità istituzionale locale?
La qualità istituzionale locale gioca un ruolo fondamentale nell’assegnazione dell’indennità di accompagnamento. Regioni con istituzioni di alta qualità tendono ad avere una maggiore responsabilità e trasparenza nel processo decisionale, garantendo una distribuzione più equa dell’indennità. Al contrario, in contesti con istituzioni di qualità inferiore, vi è un maggiore rischio di violare il principio dell’uguaglianza orizzontale tra diversi territori, portando a disparità nell’assegnazione dell’indennità. La qualità istituzionale locale influisce anche sul modo in cui vengono utilizzate le risorse pubbliche e sul livello di fiducia della popolazione nelle decisioni delle autorità locali.
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