Accompagnamento criteri INPS

Scopri quali sono i criteri INPS per l’accompagnamento: su cosa si basa la valutazione medica ai fini della concessione dell’indennità, quali sono i requisiti sanitari e le linee guida dell’Istituto.
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10/12/23

In questo approfondimento parliamo dei criteri INPS per l’accompagnamento (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Quali sono i criteri INPS per l’accompagnamento

Nel giugno 2010, durante le discussioni sulle Misure “anti-crisi” (decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, successivamente convertito nella Legge 30 luglio 2010, n. 122), un emendamento proposto dal governo cercò di cambiare i criteri INPS per l’accompagnamento.

Questo causò una forte protesta da parte delle Federazioni delle persone con disabilità (FISH e FAND), portando a una discussione accesa in Commissione Bilancio e al ritiro dell’emendamento.

L’emendamento proposto sostituiva la lettera b) del comma 2 dell’articolo 1 della Legge 21 novembre 1988, n° 508.

Il testo ritirato recitava: “ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita, abbisognano di una assistenza continuativa.

Questo emendamento, apparentemente innocuo, aveva implicazioni significative per la concessione dell’indennità di accompagnamento.

Per comprendere appieno le conseguenze, è utile ricordare i requisiti sanitari attuali stabiliti nel 1988 (articolo 1, comma 2, lettera b), Legge 21 novembre 1988, n. 508).

Attualmente, l’indennità di accompagnamento viene concessa a coloro che hanno un’incapacità totale e che si trovano nella impossibilità di deambulare senza l’assistenza permanente di un accompagnatore o che, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani, necessitano di assistenza continua.

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Deambulazione

Tra i primi criteri INPS per l’accompagnamento c’è quello relativo alla deambulazione.

Prima, per ottenere l’indennità di accompagnamento, era necessario avere un grave impedimento alla deambulazione che richiedesse l’assistenza di un accompagnatore.

L’emendamento proposto ha chiarito che questo impedimento deve essere permanente, rendendo impossibile la deambulazione senza aiuto.

In altre parole, il deficit nella capacità di muoversi deve essere assoluto e permanente, escludendo coloro che, anche se con difficoltà, possono deambulare con l’ausilio di supporti come tripodi o stampelle. Questi non sarebbero più idonei a ricevere l’indennità di accompagnamento.

Non si tengono quindi più in considerazione deficit compensabili con ausili come mezzi di appoggio, protesi o ortesi.

In sintesi, chiunque riesca a muoversi con l’ausilio di tali dispositivi non potrà più beneficiare dell’indennità.

Scopri cosa sapere a riguardo dell’accompagnamento e ricovero: in quali casi non viene sospesa l’erogazione?

Atti della vita quotidiana

Come abbiamo visto, l’indennità di accompagnamento è legata a due condizioni, una delle quali riguarda la necessità di assistenza continua.

Secondo la normativa attuale, questa necessità si verifica quando una persona non può svolgere gli atti quotidiani della vita da sola. Gli atti quotidiani sono suddivisi in elementari e strumentali.

Gli atti elementari includono fare il bagno con assistenza, vestirsi escludendo l’allacciarsi le scarpe, uso del gabinetto con ausili, mobilità senza appoggi, continenza completa e alimentazione.

Un emendamento proposto dal Governo prevedeva che per ottenere l’indennità, la persona doveva essere incapace di svolgere l’intero complesso degli atti elementari, non solo uno o due. Questo avrebbe limitato l’accesso all’indennità a casi gravissimi.

Inoltre, la proposta non considerava la necessità di assistenza continua per gli atti strumentali, come l’uso del telefono, fare acquisti, preparare il cibo, gestire la casa, cambiare la biancheria, usare i mezzi di trasporto, essere responsabili nei farmaci e gestire il denaro.

Questi aspetti e le relazioni derivanti da malattie mentali o demenza senile non venivano minimamente considerati.

L’emendamento, considerato inopportuno ed eccessivamente restrittivo, è stato ritirato. La sua adozione avrebbe escluso molte persone anziane o con disabilità intellettive o relazionali, nonostante la limitata autonomia personale conservata negli atti elementari.

Ecco come funziona l’indennità di accompagnamento per anziani: a chi spetta, con quali requisiti e come fare domanda.

Linee guida sui criteri dell’INPS per l’accompagnamento

Tre mesi dopo l’approvazione della Legge 122/2010 derivante dal decreto legge 78/2010, l’INPS ha comunicato il 20 settembre 2010, attraverso una comunicazione interna del Direttore Generale ai Dirigenti regionali, le “Linee Guida operative in invalidità civile“.

Queste linee guida, sviluppate con il contributo del Coordinamento Medico Legale, includono indicazioni sui requisiti sanitari per ottenere l’indennità di accompagnamento.

Nonostante la mancanza di diffusione ufficiale sul sito, le Linee Guida sembrano fortemente simili all’emendamento precedentemente annullato dal Parlamento.

Tuttavia, queste indicazioni hanno un impatto significativo, diventando il punto di riferimento operativo per i medici INPS nella valutazione dell’invalidità civile.

È cruciale notare che, grazie all’articolo 20 della Legge 102/2009, l’INPS è responsabile dell’accertamento definitivo dell’invalidità in ogni caso.

Di conseguenza, le indicazioni interne dell’INPS potrebbero avere maggiore peso pratico rispetto alle disposizioni di legge interpretate dall’Istituto.

Indennità di accompagnamento e ricovero in Hospice: cerchiamo di capire se si ha diritto alla prestazione o se l’erogazione del sussidio viene interrotta o ridotta nel caso in cui un malato terminale sia ricoverato in un Hospice.

criteri INPS per l'accompagnamento
criteri INPS per l’accompagnamento. Nella foto: un medico visita un ragazzo non autosufficiente.

I requisiti secondo l’INPS per la deambulazione…

L’INPS, nelle sue Linee Guida, reinterpretando la legislazione sulla “impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore“, sottolinea che il diritto all’indennità di accompagnamento è legato all’incapacità assoluta di camminare, non semplici difficoltà, e richiede l’assistenza continua di un accompagnatore in modo permanente, non saltuario.

L’istituto specifica che l’uso di ausili ortopedici o protesici che consentono la deambulazione autonoma esclude il diritto all’indennità. La permanenza dell’aiuto implica menomazioni anatomo-funzionali irreversibili e non modificabili da presidi.

In pratica, come abbiamo già specificato, chi può muovere pochi passi o utilizza tutori che consentono una deambulazione lenta viene escluso dall’indennità di accompagnamento.

Inoltre, l’interpretazione focalizzata sull’accompagnatore potrebbe escludere anche coloro che, pur usando una sedia a ruote, si spostano senza l’aiuto di terzi.

Ecco come richiedere pensione di invalidità e accompagnamento: la differenza nella valutazione delle diverse condizioni sanitarie, come fare domanda se sussistono i requisiti e a cosa si ha diritto.

…E per gli atti della vita quotidiana

L’INPS, seguendo le sue Linee Guida, sembra adottare una prospettiva simile all’emendamento non approvato dal Parlamento riguardante gli atti quotidiani.

Per l’INPS, gli “atti quotidiani della vita” rilevanti per l’indennità di accompagnamento includono attività di base come vestirsi, lavarsi e il controllo degli sfinteri, limitandosi principalmente all’ambiente domestico.

Le attività al di fuori di casa, come orientarsi, utilizzare i mezzi pubblici o chiedere aiuto, non sono considerate nella valutazione.

Secondo l’INPS, la legge richiede un’assistenza continuativa per soddisfare il requisito medico-legale, intendendo che questa assistenza deve essere presente per l’intera giornata, non solo in momenti sporadici.

Questa direttiva riflette la logica dell’emendamento legislativo non approvato che introdurrebbe il “complesso” degli atti quotidiani come nuovo criterio discriminante.

In pratica, seguendo queste indicazioni, sembra estremamente difficile che una persona con sindrome di Down possa ottenere l’indennità di accompagnamento.

Le scale di valutazione dell’autonomia

L’INPS limita l’uso delle scale di valutazione dell’autonomia negli atti quotidiani, nonostante siano ampiamente consolidate e oggetto di studio scientifico.

Le scale ADL (Attività della Vita Quotidiana) e IADL (Attività Strumentali della Vita Quotidiana) sono consigliate, ma l’INPS suggerisce di concentrarsi solo sulle attività “basali”, come lavarsi, vestirsi, spostarsi, continenza sfinteriale e autonomia in toilette, alimentazione.

La differenza tra ADL e IADL sta nel fatto che la prima valuta attività quotidiane di base, mentre la seconda si occupa di attività più complesse che influenzano l’autonomia personale, come l’uso del telefono, mezzi pubblici, gestione del denaro, uso responsabile dei farmaci e preparazione dei pasti.

L’INPS raccomanda di enfatizzare solo la parte delle IADL relativa all’assunzione dei farmaci, preferendo strumenti come l’indice di Barthel o l’indice di Katz, utilizzati in ambiente fisiatrico, per valutare l’autonomia negli atti strettamente elementari.

Tuttavia, questo approccio potrebbe escludere persone con disabilità intellettiva dalla concessione dell’indennità di accompagnamento, anche se sono incapaci di compiere attività più complesse come uscire autonomamente o prendere un autobus.

FAQ sull’indennità di accompagnamento

Qual è l’importo dell’indennità di accompagnamento e da quando decorre la prestazione?

L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità. Inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

In alcuni casi la data di decorrenza può essere indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Il pagamento dell’indennità di accompagnamento viene sospesa in caso di ricovero dell’assistito, per un periodo superiore a 29 giorni, in una struttura a totale carico dello Stato. Limporto per l’indennità di accompagnamento nel 2023 è di 527,17 euro.

Accompagnamento, tutto quello che ti spetta se sei stato riconosciuto invalido totale e senza possibilità di deambulare da solo o di compiere gli atti della vita quotidiana senza assistenza.

Con casa è incompatibile con l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili che sono state concesse per invalidità contratte a causa di guerra, lavoro o servizio.

Il cittadino ha però la facoltà di scegliere il trattamento che ritiene più favorevole.

Con cosa è compatibile l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, dipendente o autonoma. L’assistito può anche essere titolare di una patente speciale.

L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto, ma solo se le due indennità sono state concesse per delle distinte minorazioni, ognuna delle quali deve essere relativa a differenti stati di invalidità (pluriminorati).

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