Accompagnamento 2024: cosa cambia

Cosa cambia per l’indennità di accompagnamento nel 2024? Ecco i nuovi importi e cosa c'è da attendersi quest'anno.

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Cosa cambia per l’indennità di accompagnamento nel 2024?

Cosa cambia per l’indennità di accompagnamento nel 2024, in termini economici? Praticamente nulla, dal momento che rispetto all’anno scorso, l’importo della prestazione erogata agli invalidi totali non autosufficienti ha ricevuto un leggerissimo, quasi impercettibile aumento.

Si è passati dai 527,16 euro del 2023, ai 531,76 euro del 2024, con un incremento mensile di 4,60 euro, per 12 mensilità: ricordiamo, infatti, che sull’indennità di accompagnamento non spettano tredicesima e quattordicesima.

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Importi accompagnamento 2024: quali sono?

Per quanto riguarda le altre indennità, nel 2024 gli importi sono i seguenti:

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Ricordiamo che le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e sordi vengono erogate a prescindere dall’età anagrafica e del reddito personale (è necessario, soltanto, rispettare il requisito sanitario richiesto).

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Invece, per percepire l’indennità di frequenza è necessario essere minorenni e avere un reddito personale annuo non superiore a 5.725,46 euro (nel 2023 era di 5.391,88 euro).

A chi spetta l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento per invalidi civili è una prestazione di tipo assistenziale erogata mensilmente dall’INPS agli invalidi totali (100%) non autosufficienti.

Per non autosufficienza si intende l’impossibilità a deambulare senza assistenza o di svolgere atti quotidiani di vita, come mangiare, vestirsi, lavarsi, senza l’aiuto di qualcuno.

Come detto in precedenza, ai fini del riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, non contano né l’età anagrafica, né il reddito personale annuo. Basta essere riconosciuti invalidi totali e non autosufficienti.

Non basta, infatti, essere stati riconosciuti invalidi totali: affinché si possa avere diritto all’accompagnamento è fondamentale il riconoscimento della condizione di non autosufficienza.

Oltre ai requisiti sanitari è necessario avere dei requisiti amministrativi, ovvero:

  • essere cittadini italiani;
  • in assenza del primo requisito, bisognerà avere regolari documenti che attestino l’invalido come cittadino comunitario europeo e iscritto all’anagrafe del Comune italiano in cui risiede;
  • in caso non si risultasse cittadini comunitari, poiché extracomunitari, bisognerà possedere il permesso di soggiorno in corso di validità e che abbia almeno un anno.

Quando viene sospesa l’erogazione dell’indennità di accompagnamento?

L’erogazione dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili viene sospesa in caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni.

Tuttavia, l’INPS, con il messaggio numero 3347 del 26 settembre 2023 ha informato che l’accompagnamento può essere corrisposto alla persona con disabilità ricoverata in una struttura ospedaliera, pubblica o convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, per un periodo superiore a 29 giorni, se la struttura sanitaria non garantisce un’assistenza esaustiva.

L’indennità non verrà sospesa se la presenza continua di un familiare o di un infermiere privato si rendesse necessaria, per attendere a tutti gli atti quotidiani della vita; oppure se la presenza dei genitori per l’intera giornata sia necessaria per il benessere fisico e relazionale del minore.

Indennità di accompagnamento: cosa dovrebbe cambiare nel 2024?

Quest’anno potrebbero entrare in vigore i cambiamenti previsti sull’indennità di accompagnamento (il governo ha tempo fino a marzo 2024).

Sul tavolo di lavoro si trova ancora il disegno di legge delega sull’autosufficienza lasciato in eredità al governo Meloni dal precedente governo Draghi, riguardante la riforma dell’accompagnamento.

In sostanza, la persona non autosufficiente potrà scegliere tra la prestazione economica e l’assistenza diretta.

La prestazione economica riguarderà ancora l’erogazione di un assegno mensile, garantito a tutte le persone che rispettano i requisiti richiesti. L’importo dell’indennità, però, non sarà uguale per tutti, ma rimodulato sulla base dell’effettivo bisogno della persona con disabilità.

Se, invece, la persona non autosufficiente dovesse scegliere il sostegno medico/infermieristico/assistenziale, dovrà rinuncerà alla prestazione economica, ottenendo in cambio assistenza domiciliare e aiuti concreti anche ai caregiver, ai familiari che prestano assistenza e alle badanti.

Cosa cambia per l’indennità di accompagnamento nel 2024
Cosa cambia per l’indennità di accompagnamento nel 2024: in foto la scritta news su quattro dadi.

Faq sull’indennità di accompagnamento

Da quando decorre l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità. Inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. In alcuni casi la data di decorrenza può essere indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Cosa è incompatibile con l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili che sono state concesse per invalidità contratte a causa di guerra, lavoro o servizio. Il cittadino ha però la facoltà di scegliere il trattamento che ritiene più favorevole.

Cosa è compatibile con l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, dipendente o autonoma. L’assistito può anche essere titolare di una patente speciale.

L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto, ma solo se le due indennità sono state concesse per delle distinte minorazioni, ognuna delle quali deve essere relativa a differenti stati di invalidità (pluriminorati).

Accompagnamento e disoccupazione possono essere percepite assieme?

Sì, è assolutamente possibile percepire, nello stesso momento, l’accompagnamento e la disoccupazione. È piuttosto raro che un invalido non autosufficiente svolga un’attività lavorativa, ma è altrettanto vero che, come riportato sul sito dell’INPS, chi percepisce l’indennità di accompagnamento possa richiedere la Naspi.

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