Ecco qual è l’importo dell’indennità di accompagnamento e aumento nel 2024 - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Importo dell’indennità di accompagnamento e aumento nel 2024
L’importo dell’indennità di accompagnamento e aumento per gli invalidi totali non autosufficienti, nel 2024 registra un lieve aumento rispetto al 2023.
L’importo mensile passa da 527,16 euro a 531,76 euro, con un incremento di soli 4,60 euro al mese.
Ricordiamo che questa indennità non prevede tredicesima e quattordicesima mensilità. In termini pratici, le modifiche economiche sono minime, mantenendo una variazione quasi impercettibile.
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Così come nel 2023, infatti, nel 2024 l’importo dell’accompagnamento nel 2024 non beneficia della piena rivalutazione del +5,4% stabilita dal governo per pensioni e assegni assistenziali.
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Viene invece applicato un incremento pari al 2,01%, facendo aumentare di pochissimo l’importo.
Vediamo a questo punto quali sono i requisiti per ottenere l’indennità, come fare domanda e cosa cambierà a partire dal 2025.
Per completezza di informazione, ti mostriamo di seguito una tabella con tutti i nuovi importi e i limiti di reddito delle pensioni di invalidità 2024 e quelli ottenuti nel 2023:
| Prestazione | Importo | Limite di reddito | ||
| 2023 | 2024 | 2023 | 2024 | |
| Pensione ciechi civili assoluti | 342,01 | 360,48 | 17.920,00 | 19.461,12 |
| Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati) | 316,25 | 333,33 | 17.920,00 | 19.461,12 |
| Pensione ciechi civili parziali | 316,25 | 333,33 | 17.920,00 | 19.461,12 |
| Pensione invalidi civili totali | 316,25 | 333,33 | 17.920,00 | 19.461,12 |
| Pensione sordi | 316,25 | 333,33 | 17.920,00 | 19.461,12 |
| Assegno mensile invalidi civili parziali | 316,25 | 333,33 | 5.432,05 | 5.725,46 |
| Indennità mensile frequenza minori | 316,25 | 333,33 | 5.432,05 | 5.725,46 |
| Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti | 959,21 | 978,50 | Nessuno | Nessuno |
| Indennità accompagnamento invalidi civili totali | 527,16 | 531,76 | Nessuno | Nessuno |
| Indennità comunicazione sordi | 261,11 | 263,19 | Nessuno | Nessuno |
| Indennità speciale ciechi ventesimisti | 217,64 | 221,20 | Nessuno | Nessuno |
| Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major | 567,94 | 598,61 | Nessuno | Nessuno |
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Requisiti per ottenere l’importo dell’indennità di accompagnamento e aumento nel 2024
Per beneficiare dell’importo dell’indennità di accompagnamento e aumento nel 2024 è necessario rientrare in determinati requisiti sanitari (non sono previsti quelli di reddito).
Il requisito sanitario per ottenere l’indennità di accompagnamento non conta solo per avere una determinata percentuale di invalidità (anche il 100% potrebbe non comportare il diritto). Si deve invece rientrare in una di queste due condizioni:
- essere incapaci di deambulare da soli;
- essere incapaci di compiere i gesti quotidiani della vita (lavarsi, vestirsi, mangiare e così via) senza l’aiuto di un’altra persona.
In sostanza, per ottenere l’indennità di accompagnamento bisogna essere non autosufficienti.
In alcuni casi specifici, tuttavia, l’indennità di accompagnamento può essere data anche alle persone autosufficienti.
Oltre ai requisiti sanitari è necessario avere dei requisiti amministrativi, ovvero:
- essere cittadini italiani;
- in assenza del primo requisito, bisognerà avere regolari documenti che attestino l’invalido come cittadino comunitario europeo e iscritto all’anagrafe del Comune italiano in cui risiede;
- in caso non si risultasse cittadini comunitari, poiché extracomunitari, bisognerà possedere il permesso di soggiorno in corso di validità e che abbia almeno un anno.
Prima di vedere come fare domanda per l’assegno di accompagnamento 2024, vediamo quali sono le principali patologie che danno diritto all’indennità.
Sta per arrivare il Bonus anziani e accompagnamento. Si tratta di una misura sperimentale per il 2025 e il 2026, destinata agli ultraottantenni gravi. Si possono ricevere fino a 1.380 euro mensili. Ecco nel dettaglio cos’è, a chi è rivolto e come richiederlo.
Patologie che danno diritto all’importo dell’indennità di accompagnamento e aumento 2024
Vediamo a questo punto quali sono le principali patologie che danno diritto all’importo dell’accompagnamento 2024.
Le malattie che più frequentemente danno diritto alla prestazione sono:
- malattie mentali, fra cui schizofrenia e bipolarismo;
- malattie congenite fra cui la sindrome di down;
- sclerosi multipla in stadio avanzato;
- cancro (e periodi di chiemioterapia);
- problemi cardiovascolari gravi;
- interventi chirurgici che hanno comportato menomazioni permanenti come amputazioni e/o asportazioni di organi fondamentali;
- problemi nefrologici;
- malattie croniche che necessitano di cure perenni;
- postumi di episodi ischemici fra cui la paresi;
- Hiv in forma grave;
- artrosi e artrite reumatoide;
- paraplegia o tetraplegia.
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Come fare domanda per l’assegno di accompagnamento
Per ottenere l’indennità di accompagnamento, la prima cosa da fare è ottenere il riconoscimento di disabilità grave (incapacità a deambulare da solo e/o a compiere gli atti quotidiani della vita) da una Commissione medico legale.
Nella domanda che dà il via al procedimento bisogna inserire anche:
- i dati socio economici;
- eventuali ricoveri;
- svolgimento di attività lavorative;
- indicazioni delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione (in favore di un terzo o di associazioni).
Se la domanda è presentata per un minore disabile, queste informazioni dovranno essere inviate solo dopo il riconoscimento del requisito sanitario con la compilazione e l’invio del modello AP70 , il modulo con i dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni di invalidità civile.
La procedura per il riconoscimento si conclude con l’invio da parte dell’INPS del verbale di invalidità civile(tramite raccomandata A/R o all’indirizzo Pec, se è stato fornito dall’utente, e resta disponibile nel servizio di Cassetta postale online).
I minori che sono titolari dell’indennità di accompagnamento al compimento dei 18 anni devono presentare il modello AP70 per l’erogazione da maggiorenne (pensione di inabilità) senza che ci sia la necessità di effettuare altri accertamenti sanitari.
La domanda per ricevere l’indennità di accompagnamento deve essere presentata online sul sito dell’INPS.
È possibile farlo accedendo al servizio tramite le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). L’alternativa è quella di rivolgersi a un ente di patronato o a una associazione di categoria(Anmic, Ens, Uic, Anfass).
Non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione fino a quando non si è conclusa la procedura per quella in corso o, nel caso di ricorso giudiziario, fino a quando non è stata emessa una sentenza passata in giudicato. Unica eccezione: le domande di aggravamento.
In caso di accettazione della domanda, ogni anno bisogna presentare all’INPS la dichiarazione di responsabilità. Si tratta di un documento obbligatorio, che serve per attestare che l’assistito non è ricoverato in una struttura sanitaria a carico dello Stato.
Come cambierà l’indennità di accompagnamento nel 2025
Il 25 gennaio 2024, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che mette in pratica la legge delega sull’autosufficienza, approvata a marzo 2023 (Legge 23 marzo 2023, numero 33) e ha inserito un Bonus anziani e accompagnamento.
Il Bonus anziani e accompagnamento o Assegno Universale anziani non autosufficienti, è un aiuto economico pensato per sostenere la salute e l’attività nelle persone anziane.
Al momento, è disponibile solo per coloro che hanno 80 anni o più. Come abbiamo anticipato, l’obiettivo principale è migliorare la qualità di vita degli anziani, promuovendo l’integrazione sociale attraverso iniziative come il cohousing, corsi di alfabetizzazione digitale, attività di volontariato e altro ancora.
Questo bonus sperimentale mira anche a promuovere la prevenzione sanitaria e l’utilizzo della telemedicina. In sostanza, è un supporto per rendere la vita degli anziani più ricca e soddisfacente.
Per accedere al Bonus anziani e accompagnamento è importante rispettare alcune condizioni:
- Età: devi avere almeno 80 anni.
- Bisogno assistenziale gravissimo: l’INPS, in base alla Legge 104 del 1992, deve certificare il tuo bisogno di assistenza gravissimo.
- Reddito ISEE: il tuo reddito ISEE deve essere inferiore ai 6mila euro.
- Indennità di accompagnamento: devi essere titolare di un’indennità di accompagnamento.
L’INPS fornirà un assegno composto da una quota fissa di 531,76 euro. A questa cifra può aggiungersi un assegno di assistenza di 850 euro, portando la somma totale a 1.380 euro al mese.
Questo assegno di assistenza può essere utilizzato per retribuire coloro che si occupano dell’anziano, come badanti o caregiver, o per coprire i costi delle strutture che forniscono assistenza alla persona anziana.
FAQ sull’indennità di accompagnamento
Da quando decorre l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità. Inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.
In alcuni casi la data di decorrenza può essere indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale per il riconoscimento dell’invalidità civile.
Il pagamento dell’indennità di accompagnamento viene sospesa in caso di ricovero dell’assistito, per un periodo superiore a 29 giorni, in una struttura a totale carico dello Stato.
Cosa è incompatibile con l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili che sono state concesse per invalidità contratte a causa di guerra, lavoro o servizio.
Il cittadino ha però la facoltà di scegliere il trattamento che ritiene più favorevole.
Cosa è compatibile con l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, dipendente o autonoma. L’assistito può anche essere titolare di una patente speciale.
L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto, ma solo se le due indennità sono state concesse per delle distinte minorazioni, ognuna delle quali deve essere relativa a differenti stati di invalidità (pluriminorati).
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