Vediamo in questo articolo a cosa hai diritto dopo un infortunio sul lavoro. Quali sono le agevolazioni e le tutele per il dipendente che ha subito un incidente sul lavoro. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Indice
Quando si parla di infortuni sul lavoro?
Il Testo unico del 1965 individua l’infortunio come il fatto “causato da causa violenta in occasione di lavoro” che produca morte, inabilità permanente o inabilità temporanea per più di tre giorni.
Dal 2000 la tutela è stata estesa agli incidenti in itinere, il tragitto casa-lavoro e viceversa. Con l’evoluzione dello smart working la copertura non cambia: la legge 42/2025, che ha riscritto la disciplina del lavoro agile, ribadisce che l’attività svolta fuori sede rientra pienamente nella nozione di “occasione di lavoro”, purché sussista il nesso funzionale con le mansioni.
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E quindi, ogni evento lesivo collegato causalmente alla prestazione – compresi gli spostamenti necessari – è un infortunio sul lavoro.
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Cosa fare dopo un infortunio sul lavoro?
La prima mossa è farsi visitare da un medico, che emette il certificato telematico destinato all’Inail.
Il lavoratore deve avvisare subito il datore di lavoro, mentre quest’ultimo, entro due giorni dall’avvenuta conoscenza, trasmette la denuncia tramite il portale Inail; se l’evento è mortale o con pericolo di vita il termine scende a ventiquattro ore.
Dal 2013 la procedura è esclusivamente on-line. Se l’incidente è avvenuto in itinere o in smart working la prassi resta identica. Conservare copie del certificato e della denuncia è utile per ogni successiva tutela.
A cosa hai diritto dopo un infortunio sul lavoro?
Dal giorno dell’evento il datore di lavoro paga l’intera retribuzione per la giornata e il 60 per cento per i tre giorni successivi; dal quarto giorno interviene l’Inail con l’indennità temporanea assoluta, pari al 60 per cento della retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno e al 75 per cento oltre tale soglia, secondo la scheda ufficiale Inail aggiornata al 2025.
Se restano postumi, l’Ente liquida un indennizzo in capitale per menomazioni fra il 6 e il 15 per cento o una rendita mensile quando il danno supera il 16 per cento, comprensiva della componente patrimoniale.
Nelle situazioni più gravi si aggiunge l’assegno per assistenza personale continuativa e l’eventuale assegno una tantum.
In caso di decesso spetta la rendita ai superstiti, non soggetta a Irpef, prevista dall’articolo 85 del Testo unico. Tutti gli importi economici vengono rivalutati annualmente.
Il principio di automaticità delle prestazioni fa sì che i diritti economici e sanitari maturino anche se il datore non è in regola con i premi assicurativi.
Oltre al denaro, l’Inail eroga cure mediche, protesi, riabilitazione e progetti di reinserimento lavorativo, senza limiti di spesa per il lavoratore. Il rapporto di lavoro, infine, è protetto dall’articolo 2110 del codice civile e dai periodi di comporto stabiliti dai contratti collettivi: finché si resta nel perimetro di tutela non si può essere licenziati per assenza dovuta all’infortunio.
E quindi, dopo un infortunio lo Stato non si limita a risarcire il danno ma garantisce un percorso completo di sostegno economico, sanitario e professionale.

