A chi spetta l’integrazione AOI dopo la Consulta?

Scopri a chi spetta l’integrazione AOI dopo la sentenza della Consulta che ha esteso il beneficio anche a chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996.

Vediamo in questo post a chi spetta l’integrazione AOI dopo la Consulta, ovvero dopo che la Consulta ha ammesso al beneficio anche i contributivi puri, i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima del 1996. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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 Guida all’Assegno Ordinario di Invalidità 2024, importi e regole
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Cos’è l’assegno ordinario e a chi spetta?

L’assegno ordinario di invalidità – l’AOI, per chi ama gli acronimi – è nato con la legge 12 giugno 1984 n. 222. Riguarda i lavoratori dipendenti, gli autonomi iscritti alle gestioni speciali e gli iscritti alla Gestione Separata che, per una menomazione fisica o psichica, hanno visto ridursi in modo permanente di oltre due terzi la propria capacità lavorativa “in occupazioni confacenti alle attitudini” (art. 1, comma 1). 

Servono almeno cinque anni di contributi, tre dei quali maturati negli ultimi cinque. L’assegno dura tre anni, è rinnovabile due volte e al terzo rinnovo diventa definitivo; nel frattempo si può continuare a lavorare, con eventuali riduzioni se il reddito supera le soglie fissate dall’art. 1, comma 5. 

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Tutta la procedura di domanda e rinnovo passa dal portale INPS, che nel 2025 ha integrato l’AOI nel «certificato unico di disabilità» introdotto dalla riforma attuativa del d.lgs. 62/2024 e illustrato nella scheda di servizio aggiornata a maggio 2025.

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Cos’è l’integrazione al minimo dell’assegno ordinario?

Il legislatore ha sempre riconosciuto che l’AOI può risultare troppo magro quando la carriera contributiva è breve o le retribuzioni sono state basse. 

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Per questo l’art. 1, comma 3 della legge 222/1984 prevede un conguaglio pagato con la fiscalità generale: se l’assegno è inferiore al trattamento minimo pensionistico, l’INPS vi aggiunge un importo pari all’assegno sociale (oggi 534,41 euro), fino a raggiungere – nei limiti di reddito – una soglia di dignità. 

Dal 1° gennaio 2025 il trattamento minimo è di 603,40 euro lordi al mese per tredici mensilità, come chiarito dalla circolare INPS 23/2025 e dal relativo comunicato stampa di fine gennaio. L’integrazione spetta solo se i redditi personali non superano due volte l’assegno sociale (14.005,94 euro annui nel 2025) o – se si è coniugati – tre volte (21.008,91 euro). 

Chi guadagna di più perde il diritto, perché l’integrazione, a differenza del minimo sulle pensioni ordinarie, è pensata come sostegno assistenziale e non come automatismo previdenziale.

Chi avrà diritto all’integrazione AOI dopo la sentenza della Consulta?

Finora il meccanismo si applicava solo agli assegni calcolati con il metodo retributivo o misto; la “riforma Dini” (art. 1, comma 16, legge 335/1995) lo aveva infatti escluso per i trattamenti liquidati interamente con il sistema contributivo, cioè per chi comincia a versare dopo il 31 dicembre 1995. 

Questa disparità è caduta il 3 luglio 2025, quando la Corte costituzionale, con la sentenza n. 94, ha dichiarato illegittima quell’esclusione perché irragionevole e lesiva degli articoli 3 e 38 della Costituzione. 

La Consulta ha spiegato che l’AOI “contributivo” tutela un bisogno identico a quello dell’AOI “retributivo”, e che l’integrazione è già finanziata dal fondo sociale, quindi non grava sui conti previdenziali.

Per evitare un esborso retroattivo ingente, la Corte ha fatto decorrere gli effetti dalla data di pubblicazione della sentenza in «Gazzetta Ufficiale» (9 luglio 2025): dall’assegno del mese successivo, tutti i titolari di AOI che rispettano i requisiti reddituali riceveranno la stessa integrazione, indipendentemente dall’era contributiva in cui hanno lavorato.

Chi percepisce un assegno già in pagamento non dovrà presentare domanda: l’INPS adeguerà d’ufficio i pagamenti, come anticipato nel messaggio operativo che l’Istituto sta predisponendo; i nuovi richiedenti, invece, troveranno il calcolo già uniformato nel simulatore online. Non sono previsti arretrati per i periodi precedenti alla pubblicazione della sentenza.

In pratica, dal luglio 2025 l’integrazione AOI spetta a ogni titolare o futuro titolare che: possiede i requisiti sanitari e contributivi dell’assegno ordinario; non supera i limiti di reddito appena ricordati; e, da oggi, a prescindere dal fatto che i suoi contributi siano antecedenti o successivi al 1996. 

Una piccola ma decisiva rivoluzione, che chiude l’ultima discrasia tra i diversi regimi e rimette al centro il bisogno reale della persona con invalidità.

a chi spetta l'integrazione AOI dopo la Consulta
Nell’immagine un uomo verifica a chi spetta l’integrazione dell’assegno ordinario dopo la sentenza della Consulta.

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